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Italia fanalino di coda per la crescita, ma con il debito pubblico più alto della Ue. Le nuove previsioni di Bruxelles

L’Italia è tra i Paesi più colpiti dagli effetti della guerra in Medio Oriente, ma a rallentare è l’intera Eurozona. Nel 2026 deficit/pil sotto il 3%

Italia fanalino di coda per la crescita, ma con il debito pubblico più alto della Ue. Le nuove previsioni di Bruxelles

La crescita più bassa e il debito pubblico più alto. Questo il sunto delle previsioni economiche di primavera sull’Italia annunciate giovedì dalla Commissione Ue con le quali Bruxelles ha lanciato l’allarme sugli effetti della crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e descritto uno scenario segnato da “un grado eccezionalmente elevato di incertezza“.

A pesare sull’economia europea sono il balzo dei prezzi dell’energia, il crollo della fiducia di famiglie e imprese, gli investimenti più deboli e l’effetto della crisi sui conti pubblici. Bruxelles taglia le stime di crescita praticamente ovunque e il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis avverte che “i rischi sono chiaramente orientati al ribasso”. 


Italia fanalino di coda per la crescita

L’Italia è tra i Paesi più colpiti. Nel 2026 il nostro Paese la crescita del Pil viene rivista allo 0,5% nel 2026 e allo 0,6% nel 2027, ben sotto la media europea e ai livelli più bassi dell’Unione. Rispetto alle previsioni di autunno il taglio è di 0,3 punti percentuali per l’anno in corso e di 0,2 punti percentuali per il prossimo anno. Non solo, nel 2027 saremo gli unici, insieme a Belgio e Germania (entrambe allo 0,9%) a crescere meno dell’1%.

Anche per l’Eurozona il quadro peggiora sensibilmente. La crescita è ora prevista allo 0,9% nel 2026 e all’1,2% nel 2027, mentre l’inflazione tornerà al 3% il prossimo anno. Nell’intera Ue il Pil crescerà dell’1,1% nel 2026, con prezzi al consumo attesi al 3,1%. 

“Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un nuovo shock energetico con un impatto importante sull’economia globale ed europea”, ha segnalato Dombrovskis. Secondo Bruxelles il petrolio e il gas resteranno ben al di sopra dei livelli precedenti alla crisi anche nel 2027. Dombrovskis ha anche spiegato che lo scenario centrale delle previsioni si basa ancora su una graduale normalizzazione delle forniture energetiche, ma ha ammesso che “la finestra per una normalizzazione delle condizioni di approvvigionamento si sta restringendo”. 


Debito più alto della Ue: l’Italia supera la Grecia

L’inflazione italiana è attesa al 3,2% il prossimo anno, quasi il doppio rispetto al 2025. Sul fronte dei conti pubblici, il rapporto deficit/Pil dovrebbe scendere sotto il 3% già quest’anno, attestandosi al 2,9% sia nel 2026 che nel 2027. Nel 2025 è stato del 3,1%. Ciò significa che, almeno in teoria, nel 2026 l’Italia potrebbe uscire dalla procedura per deficit eccessivo, uscita che si è rivelata (almeno stando ai dati certificati da Eurostat) impossibile per aver sforato la soglia del 3% l’anno scorso.
Ma il dato simbolico che fa più effetto è quello del debito pubblico: secondo le stime della Commissione Ue l’anno prossimo il debito italiano sarà il più alto in rapporto al pil dell’intera Unione Europea. In percentuale il debito/pil del nostro paese salirà quest’anno da 137,1% a 138,5% per arrivare l’anno prossimo a 139,2%. In parallelo, il debito della Grecia scenderà dal 146,1% a 140,7% quest’anno e a 134,4% l’anno prossimo. Oltre a Italia e Grecia nel 2027 avranno un debito/pil superiore al 100% Francia (120,2%) e Belgio (112,8%). È lo stesso quartetto del 2027 solo in posizione diversa: l’Italia quest’anno mantiene la posizione di secondo paese a debito più elevato. Sempre nel 2026 il debito spagnolo passerà sotto il 100%: da 100,7% nel 2025 a 99,6% (nel 2027 a 98,9%).

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