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Intesa Sanpaolo-Mps, l’Opas incassa il 97% dei sì: dai soci ok all’aumento di capitale. Messina: “Avanti con forza”

In assemblea il 63,88% del capitale. Ora parte l’iter delle autorizzazioni, con circa 40 nulla osta attesi prima del lancio dell’offerta. Il ceo Messina rassicura su Siena e Generali: “Tuteleremo identità, stabilità e indipendenza”

Intesa Sanpaolo-Mps, l’Opas incassa il 97% dei sì: dai soci ok all’aumento di capitale. Messina: “Avanti con forza”

Il primo passaggio decisivo per l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps è andato secondo le attese. L’assemblea straordinaria degli azionisti ha approvato con il 96,96% dei voti favorevoli la delega al consiglio di amministrazione per l’aumento di capitale a servizio dell’offerta sul Monte dei Paschi. In assemblea era rappresentato il 63,88% del capitale, pari a 11,296 miliardi di azioni ordinarie.

Il voto autorizza il cda, entro il 10 settembre 2027, ad aumentare il capitale sociale, in una o più volte, attraverso l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di nuove azioni ordinarie. I titoli saranno utilizzati per finanziare, attraverso un conferimento in natura, l’Opas volontaria promossa da Intesa sulla totalità delle azioni ordinarie Mps.

Un via libera quindi molto ampio, che mette in archivio il primo snodo societario dell’operazione. Ora la partita passa soprattutto alle autorità di vigilanza e regolamentazione.

Opas di Intesa su Mps, i prossimi passi: le autorizzazioni

Ottenuto il via libera degli azionisti, Intesa Sanpaolo dovrà completare il lungo iter autorizzativo necessario per arrivare al lancio dell’offerta. Nel complesso sono attese circa 40 autorizzazioni, a partire da quelle di Bce, Ivass, Antitrust e Golden Power.

La banca guidata da Carlo Messina punta, una volta completato questo percorso, a far partire l’Opas nel mese di novembre. La tempistica resta naturalmente legata all’ottenimento dei diversi nulla osta e all’avanzamento delle procedure presso le autorità competenti.

Un passaggio è già arrivato: per le modifiche statutarie approvate dall’assemblea sono stati rilasciati i provvedimenti dell’Autorità di vigilanza, che ha inoltre autorizzato la computabilità nel Common Equity Tier 1 di Intesa Sanpaolo delle azioni che saranno emesse nell’ambito dell’aumento di capitale destinato all’operazione.

Il voto di Mps del 29 ottobre

Prima del possibile lancio dell’Opas ci sarà però un altro appuntamento cruciale per il risiko bancario italiano. Il 29 ottobre sarà infatti l’assemblea di Mps a dover votare la doppia Ops su Banco Bpm e Banca Generali promossa dal ceo Luigi Lovaglio.

È un passaggio particolarmente importante anche per Intesa, perché l’operazione di Siena potrebbe modificare gli equilibri del settore e incidere sulla partita tra i due gruppi. E proprio il voto di oggi offre un primo elemento di lettura in vista dell’assemblea di Siena: i grandi fondi internazionali, che rappresentano il 58,4% del capitale di Intesa, in diversi casi sono anche azionisti di Mps. BlackRock, per esempio, detiene circa il 5,1% di Intesa e il 4,99% di Mps; Vanguard il 3,6% e il 2,6%, mentre Norges Bank ha rispettivamente l’1,2% e il 3,16%.

Il sostegno espresso oggi dagli investitori che siedono nel capitale di entrambe le banche potrebbe quindi indicare come si orienteranno anche quando, il 29 ottobre, saranno chiamati a votare sulle due Ops di Mps. Accanto ai fondi c’è poi il peso delle fondazioni, che rappresentano il 19,88% di Intesa e si sono schierate a favore dell’operazione.

Per ora, dunque, il fronte Intesa-Mps procede su due binari: da una parte il via libera dell’assemblea di Ca’ de Sass, arrivato con una maggioranza superiore alle attese; dall’altra la doppia offerta di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, ormai all’esame della Consob.

I numeri dell’operazione

L’Opas di Intesa Sanpaolo valorizza Mps 30,6 miliardi di euro e prevede 1,6 azioni Intesa più un euro in contanti per ogni azione del Monte dei Paschi. Il corrispettivo valorizza ogni titolo Mps 10,091 euro.

In caso di successo, l’operazione porterebbe alla nascita di un gruppo da circa 27 milioni di clienti, con circa 3.000 filiali e 1.700 miliardi di euro di attività finanziarie. Intesa punta inoltre a realizzare entro il 2029 circa 2,9 miliardi di euro di sinergie annue ante imposte, con il 60% del beneficio previsto già nel 2028. Tra gli effetti dell’operazione c’è anche l’acquisizione indiretta del 13,3% di Generali oggi riconducibile a Mps-Mediobanca, che porterebbe la partecipazione complessiva di Intesa nel Leone oltre il 16%.

Ma prima di arrivare alla fase operativa dell’Opas, il dossier dovrà superare ancora il complesso iter regolamentare. Il voto di oggi rappresenta quindi un passaggio fondamentale, ma non ancora il traguardo finale dell’operazione.

Messina rassicura Mps e Generali: “Tuteleremo identità e indipendenza”

Dopo il via libera dell’assemblea, Messina ha definito l’aumento di capitale “un passaggio fondamentale” per realizzare l’operazione e costruire “un gruppo ancora più forte”. Intesa, ha sottolineato, affronta il dossier “da una posizione di grande forza”, mentre l’integrazione con Mps rappresenta “l’acceleratore di una strategia di crescita che sta già producendo risultati importanti”.

Sul futuro di Siena, Messina assicura che “Siena e la Toscana avranno un ruolo importante“. In caso di successo dell’Opas, il progetto prevede il successivo coinvolgimento di Unipol, il mantenimento del marchio Mps e della sede centrale a Rocca Salimbeni, “rafforzando ulteriormente il ruolo di Siena”. L’operazione, spiega, “unirà il radicamento sul territorio di Monte dei Paschi di Siena con le risorse e la capacità di investimento di Intesa Sanpaolo”.

Nel progetto rientra anche Mediobanca, che per Messina rappresenta “un altro elemento di grande valore”: le sue competenze nel Corporate & Investment Banking e nel Wealth Management “si affiancheranno alle capacità di Imi Corporate & Investment Banking”. L’obiettivo è “valorizzarne il marchio, le professionalità e le capacità distintive” all’interno di un gruppo di maggiore scala europea. Diversa la logica per Generali, dove l’acquisizione della quota sarà “puramente finanziaria”, con un “significativo valore” per la stabilità dell’azionariato e l’indipendenza del Leone.

Messina ha inoltre ricordato le 13.100 nuove assunzioni previste entro il 2029 e l’esperienza maturata con Ubi nella gestione delle integrazioni. “L’offerta annunciata a giugno e il voto di oggi sono tappe concrete di un percorso che intendiamo portare avanti con determinazione”, ha concluso.

Ultimo aggiornamento giovedì 10 settembre alle ore 14:15

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