Le Borse europee accelerano nell’ultima seduta della settimana, sostenute anche da Wall Street, ma il clima sui mercati resta prudente. A tenere alta l’attenzione sono soprattutto il petrolio, che pur arretrando continua a viaggiare su livelli elevati. A pesare sono soprattutto le persistenti tensioni in Medio Oriente e i timori che il conflitto possa protrarsi a lungo. Sullo sfondo resta anche la pressione sui mercati obbligazionari, con i rendimenti dei titoli di Stato ai massimi da anni: il Bund decennale tedesco supera il 3,5%, mentre il Treasury Usa a dieci anni si porta oltre il 4,9%.
Borse europee accelerano dopo il dato sull’inflazione Usa
A Milano il Ftse Mib sale dell’1,20%, mentre Parigi guadagna lo 0,82%, Francoforte lo 0,74%. Positivo anche il resto dei listini del Vecchio Continente. Wall Street viaggia in rialzo dopo la pubblicazione dei dati sui prezzi al consumo negli Stati Uniti, che rafforzano le aspettative di un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base la prossima settimana, dopo il rialzo della Bce. Il Cpi è aumentato del 3,4% su base annua, in linea con le stime e con il dato di luglio, mentre su base mensile ha registrato un incremento dello 0,4%.
L’inflazione core, al netto di energia e alimentari, è salita dello 0,3% su base mensile e del 2,4% su base annua, in linea con il consensus per il dato annuale. Sempre dagli Stati Uniti arriva però un segnale meno incoraggiante sul fronte della fiducia: l’indice dei consumatori è sceso in via preliminare a settembre a 47,8 punti, dai 51,7 di agosto, contro i 51,4 attesi.
Sul fronte azionario, Oracle cede l’1,40% nonostante una crescita del fatturato del 30% nel primo trimestre fiscale, sostenuta dalla domanda di servizi cloud e dall’espansione dei data center. In rialzo GameStop (+4,49%), dopo che il ceo Ryan Cohen ha annunciato l’acquisto di un milione di azioni a un prezzo medio di 20,375 dollari. Debole invece Adobe (-1,98%), dopo previsioni considerate in linea con le attese.
Piazza Affari, Avio vola. Focus sul risiko bancario
A Piazza Affari scatta Avio, che guadagna il 7,71% e si porta in testa al listino principale dopo il ritorno all’utile nel primo semestre, con un risultato positivo di 9,2 milioni di euro. La società ha inoltre confermato la guidance per il 2026, con un portafoglio ordini atteso tra 2 e 2,1 miliardi di euro.
In evidenza anche le banche. Intesa Sanpaolo sale dell’1,74% all’indomani dell’assemblea che ha approvato l’aumento di capitale a servizio dell’Opas su Banca Monte dei Paschi di Siena, in rialzo dello 0,66%. Positiva anche Unicredit, che guadagna circa lo 0,9%, dopo che il consiglio di amministrazione ha approvato all’unanimità l’esercizio della delega per l’aumento di capitale senza diritto di opzione legato all’Ops su Commerzbank. Secondo Reuters, il governo tedesco punta a preservare l’identità nazionale di Commerzbank, la quotazione sul mercato azionario domestico e i posti di lavoro.
Tra i rialzi del Ftse Mib si segnala Prysmian, che sale dell’1,66% dopo aver concluso con successo l’aumento di capitale da circa 850 milioni di euro destinato a finanziare in parte l’acquisizione di Atkore. Stellantis si muove invece poco sopra la parità: le parole del ceo Antonio Filosa non hanno scaldato il titolo e, secondo gli analisti, il quarto trimestre rappresenterà il vero banco di prova per il gruppo, dopo un terzo trimestre atteso stagionalmente debole. Positiva anche Tim, che beneficia dell’evoluzione dell’Opas di Poste Italiane: le adesioni sono salite al 20,9%, dal 10,7% della seduta precedente, dopo il rilancio dell’offerta a 1,97 euro in contanti più 0,218 azioni Poste. Considerando la quota già detenuta, Poste è arrivata al 36,8% del capitale. La riapertura dei termini è prevista dal 21 al 25 settembre.
Tra i titoli più vivaci anche Moncler, dopo l’inaugurazione del nuovo flagship store sulla Fifth Avenue a New York. Il negozio, di 2.200 metri quadrati su due piani, è il più grande della rete globale del gruppo. Tra i ribassi, invece, Eni cede lo 0,98% e Saipem lo 0,94%, mentre Enel arretra dello 0,08% e Lottomatica dello 0,07%.
Petrolio in calo, ma Brent sopra i 100 dollari
Sul mercato valutario il cambio euro/dollaro resta poco mosso, a quota 1,16. Il Brent, pur in calo, resta sopra i 105 dollari al barile, mentre il Wti viaggia poco sopra i 100 dollari. A sostenere le quotazioni sono le tensioni in Medio Oriente e i timori sulla sicurezza dei transiti nello Stretto di Hormuz.
Secondo il Financial Times, alcuni Paesi della regione stanno valutando un accordo temporaneo con l’Iran per garantire il traffico marittimo. L’Oman punta a riunire lunedì a Salalah i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo e dell’Iran, anche se l’incontro non è ancora confermato. L’inasprimento delle ostilità tra le forze sostenute dall’Arabia Saudita e gli Houthi potrebbe complicare i piani.
Sale invece il gas ad Amsterdam, con il prezzo oltre gli 80 euro al megawattora, in un mercato che continua a risentire delle tensioni geopolitiche e dei timori sulla sicurezza degli approvvigionamenti energetici.
Spread Btp-Bund stabile, rendimento al 4,37%
Resta stabile lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra il Btp decennale benchmark e il corrispondente titolo tedesco si attesta a 87 punti base, lo stesso livello della vigilia, al termine di una seduta caratterizzata da forti movimenti e da un generale aumento dei rendimenti nell’Eurozona dopo le decisioni della Bce. Stabile anche il rendimento del Btp decennale benchmark, al 4,37%, sui livelli più alti da novembre 2023.
Ultimo aggiornamento venerdì 11 settembre 2026 alle ore 16:15
