La diffusione dei pagamenti digitali continua ad aumentare in Italia, mentre il livello complessivo delle frodi resta contenuto. È il quadro che emerge dal Rapporto della Banca d’Italia sulle operazioni di pagamento fraudolente relativo al secondo semestre del 2025, che evidenzia però un cambiamento significativo: diminuiscono molte tipologie di frode tradizionale, ma aumentano le truffe basate sulla manipolazione psicologica delle vittime, soprattutto nei bonifici bancari.
Dieci frodi ogni 100 mila operazioni
Nel secondo semestre del 2025 il tasso complessivo di frode si è mantenuto su livelli molto bassi: appena 10 operazioni fraudolente ogni 100 mila transazioni (0,010%) e 3 euro frodati ogni 100 mila euro movimentati (0,003%). Numeri che confermano l’elevato livello di sicurezza del sistema italiano dei pagamenti digitali, pur lasciando aperta l’attenzione su alcuni fenomeni emergenti. Le differenze tra gli strumenti di pagamento rimangono però marcate. I bonifici continuano a registrare il tasso di frode più basso, pari allo 0,002% in valore, mentre carte di pagamento e moneta elettronica presentano livelli più elevati, sebbene in calo rispetto al semestre precedente.
Bonifici istantanei più esposti, ma il rischio cala
Uno dei dati più interessanti riguarda i bonifici SEPA istantanei. Pur rimanendo più vulnerabili rispetto ai bonifici ordinari, il loro livello di rischio è diminuito sensibilmente. Il tasso di frode in valore è sceso del 38% rispetto al semestre precedente e del 53% su base annua. Secondo la Banca d’Italia, a favorire questo miglioramento hanno contribuito le nuove misure introdotte dall’Instant Payment Regulation, tra cui la verifica automatica della corrispondenza tra IBAN e beneficiario (Verification of Payee), divenuta obbligatoria nell’ottobre 2025.
Resta comunque elevato il valore medio delle frodi sui bonifici: circa 2.784 euro, che salgono a 5.509 euro per i bonifici ordinari, contro appena 80 euro per le carte di pagamento e 41 euro per la moneta elettronica.
E-commerce ancora il canale più rischioso
Le operazioni effettuate online continuano a essere più esposte rispetto ai pagamenti presso i punti vendita fisici, anche se il divario si sta progressivamente riducendo. Per le carte di pagamento il tasso di frode nell’e-commerce è sceso allo 0,060% del valore delle operazioni, mentre nei pagamenti effettuati tramite POS fisico è rimasto stabile allo 0,006%. Andamenti analoghi riguardano la moneta elettronica.
Le transazioni internazionali confermano inoltre una rischiosità decisamente superiore rispetto a quelle domestiche, in particolare quando coinvolgono Paesi esterni allo Spazio Economico Europeo, che concentrano una quota di frodi molto superiore rispetto al loro peso sul totale delle operazioni.
Crescono le truffe basate sull’inganno
Il fenomeno che preoccupa maggiormente riguarda le cosiddette frodi da manipolazione del pagatore, cioè i casi in cui il cliente viene convinto con tecniche di phishing, spoofing o vishing a eseguire personalmente il pagamento verso un conto controllato dai criminali. Nei bonifici questa tipologia rappresenta ormai il 72% del valore e il 58% del numero delle frodi, quote in netto aumento rispetto al semestre precedente.
Autenticazione forte e nuovi rimborsi
Il rapporto conferma infine l’efficacia dell’autenticazione forte del cliente (SCA). Le operazioni effettuate con doppio fattore di autenticazione o rientranti nelle esenzioni previste dalla normativa registrano tassi di frode significativamente inferiori rispetto a quelle non soggette a tali controlli.
Resta invece aperto il tema della ripartizione delle perdite. Nei bonifici il 92% dei danni economici continua infatti a ricadere sugli utenti, soprattutto nei casi di manipolazione. La futura normativa europea PSD3/PSR punta proprio a rafforzare la tutela dei clienti, introducendo rimborsi obbligatori nelle frodi basate sull’impersonificazione dell’intermediario finanziario.
