Le borse e i titoli di stato sono sotto pressione mentre soffia un vento gelido di strette monetarie in tutto il mondo da parte delle banche centrali, dopo il rialzo dei tassi di ieri della Bce di 25 punti base, per cercare di contrastare l’aumento dell’inflazione derivante dall’impennata dei prezzi del petrolio. Oggi è atteso il dato dei prezzi al consumo Usa, dopo quello già elevato del Ppi ieri, che potrebbe determinare se la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse mercoledì prossimo. In Asia il rendimento del 10 anni Usa è in vista del livello chiave del 5%
Petrolio sopra 108 dollari: si intensificano le strozzature dei traffici. Gli Houthi, allineati con l’Iran, prendono il controllo del porto yemenita di Mocha
I crescenti attacchi lungo le principali rotte marittime in Medio Oriente stanno alimentando i timori di una prolungata interruzione delle forniture. Ieri gli Houthi, allineati con l’Iran, hanno preso il controllo del porto yemenita di Mocha, rappresentando un’ulteriore minaccia per il traffico nel Mar Rosso, attraverso lo stretto di Bab al-Mandab, mentre il traffico nel Golfo Persico rimane limitato attraverso lo Stretto di Hormuz a causa dell’intensificarsi degli attacchi alle petroliere nella regione negli ultimi giorni. Ciò costringerebbe un maggior numero di spedizioni a deviare le rotte attraverso il Canale di Suez e intorno all’Africa, creando ulteriori problemi logistici, allungando di settimane le consegne e spingendo ulterirmente al rialzo i prezzi. Gli attacchi yemeniti contro le infrastrutture energetiche saudite hanno segnato un’escalation al di là dell’Iran e dello Stretto di Hormuz, e hanno alimentato i timori di prolungate interruzioni nell’intera regione, dicono gli analisti. Le dichiarazioni di Trump, secondo cui la guerra potrebbe protrarsi oltre le elezioni di medio termine di novembre, non hanno certo aiutato.
I prezzi del petrolio sono aumentati stamane ed entrambi i principali benchmark sono sulla buona strada per chiudere la settimana sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da metà maggio. Nell’orario asiatico i future sul petrolio Brent sono saliti di 81 centesimi, pari allo 0,8%, a 108,44 dollari al barile. Il petrolio greggio statunitense West Texas Intermediate è aumentato di 69 centesimi, pari allo 0,7%, a 103,17 dollari al barile. Entrambi i benchmark hanno guadagnato oltre il 6% giovedì.
In Asia il rendimento del 10 anni Usa in vista della soglia chiave del 5%. Borse in netto calo
I mercati obbligazionari sono sotto pressione in tutto il mondo poiché gli operatori scommettono che tutte le banche centrali dovranno aumentare i tassi per impedire all’inflazione di salire alle stelle. In Asia il rendimento del titolo di riferimento del Tesoro statunitense a 10 anni ha raggiunto un nuovo massimo triennale del 4,9708%, avvicinandosi alla soglia chiave del 5% che potrebbe destabilizzare il mercato azionario e rallentare l’economia. I rendimenti dei titoli obbligazionari australiani hanno raggiunto i massimi da 15 anni, i tassi swap neozelandesi sono aumentati di 22 punti base e persino il rendimento di riferimento dei titoli di Stato giapponesi è salito di 9 punti base.
Il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato porta conseguenze anche sui listini azionari, che in Asia sono in forte ribasso. In Giappone il Nikkei è in calo del’2% e il Kospi sudcoreano per l’1,8%. Le Blue-chip cinesi sono scese dello 0,8% e l’indice Hang Seng di Hong Kongè diminuito dello 0,6%.
Wall Street ieri in calo su timori di una stretta Fed. Obbligazionario sotto pressione su tutta la curva. Brilla Oracle nell’after hours
Ieri Wall Street ha chiuso in calo dopo che i dati sui prezzi alla produzione di agosto e l’impennata dei prezzi del petrolio hanno alimentato i timori che la Federal Reserve possa aumentare i tassi di interesse mercoledì prossimo, mentre l’aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro ha reso le azioni meno attraenti. S&P 500 ha chiuso a -0,58%, Nasdaq a -0,65%, Dow a -0,60%. I produttori di chip più importanti hanno perso terreno, tra cui Nvidia che ha perso il 2,3% e Micron Technology il 4,7%, pesando sull’indice S&P 500. Apple ha registrato invede un rialzo del 3,6% il giorno successivo al lancio del suo nuovo iPhone. Invece le azioni di Oracle hanno guadagnato terreno nelle contrattazioni after-hours dopo che la società ha riportato una crescita del suo business del cloud computing superiore alle previsioni degli analisti.
Ma il movimento è stato forte anche sul mercato obbligazionario su tutta la curva. Nella parte a breve i rendimenti dei titoli del Tesoro a 2 anni hanno toccato il livello più alto degli ultimi due anni sull’aspettativa che la Fed possa aumentare i tassi nei prossimi due mesi. Nella parte a lunga i rendimenti dei titoli del Tesoro a 10 anni sono saliti al livello più alto di quasi tre anni, mentre i rendimenti dei titoli del Tesoro a 30 anni hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 19 anni, a causa dei problemi di debito e deficit, e dell’inflazione persistente. I rendimenti più elevati sono un fattore negativo per il mercato azionario: abbassano le valutazioni e rendono più costoso gestire un’impresa, oltre che avere unn impatto negatvo sui finanziamenti dei consumatori. Inoltre gli analisti sono piuttosto critici riguardo la promessa di Trump di spendere 1.300 miliardi di dollari da dare agli americani che lo votano, proprio in un periodo di inflazione galoppante e alcuni dicono che è stato uno dei motivi per cui l’obbligazionario si mosso.
Il volume degli scambi sulle borse statunitensi è stato relativamente elevato, con 15,1 miliardi di azioni negoziate, rispetto a una media di 14,9 miliardi di azioni nelle 20 sedute precedenti. Secondo lo strumento CME FedWatch, gli operatori di mercato ora stimano una probabilità del 70% che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse di almeno 25 punti base la prossima settimana, rispetto al 64% circa previsto del dato del Ppi. Oggi è atteso il dato più importante dei prezzi al consumo.
Le borse europee sono attese aprire poco variate. A Piazza Affari occhi a banche, Avio, Prysmian
Le borse europee sono indicate aprire in lieve rialzo stamane, sulla base dei futures sull’Eurostoxx 50 che quota +0,2%.
Avio. Il primo semestre del 2026 si è concluso con una crescita a doppia cifra dei ricavi e dei profitti, in linea alle attese. Confermate le previsioni per l’intero anno.
Banche. L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo approva l’aumento di capitale per l’offerta su Mps con un’ampia maggioranza.
Prysmian. Ha approvato un aumento di capitale fino a 850 milioni di euro. I proventi saranno utilizzati per finanziare parzialmente l’acquisizione di Atkore (3,3 miliardi di euro).
