Sull’assegnazione delle frequenze nel 2018 “è stata fatta una scelta poco lungimirante”: in attesa del 2029, quando scade il 73% delle frequenze oggi assegnate, occorre compiere “una scelta diversa che vada a stimolare gli investimenti nelle infrastrutture con obblighi di investimenti a fronte di un’allocazione non onerosa o poco onerosa”. E’ questa l’opinione di Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad Italia, che nel corso della conferenza stampa in cui è stato presentato il piano del gruppo ha lanciato la sfida in vista del 2030, quando ripartirà quasi da zero la ripartizione delle frequenze tlc tra i quattro operatori ad oggi presenti sul mercato italiano, vale a dire appunto Iliad e poi Telecom Italia, Wind Tre e Fastweb+Vodafone.
Levi (Iliad Italia): “Dal 2027 5G stand alone in ogni capoluogo e dal 2029 concorrenza sana fra gli operatori”
Il nuovo piano di Iliad Italia si chiama “Più veloci” e, tra l’altro, prevede che “dal 2027, quando ci sarà certezza di quanto spettro è stato assegnato e a chi, il 5G Stand alone sia attivato in ogni capoluogo di regione“, come primo step, sempre secondo Levi. Ora per il manager è “fondamentale un tavolo tra governo, operatori e autorità. Bisogna sedersi a un tavolo e dire che a fronte dell’allocazione dello spettro non onerosa gli operatori si devono impegnare a fare investimenti” con un sistema di misurabilità e sanzioni. Un nodo fondamentale per Iliad che ha proposto un piano fondato su quattro proposte, è poi correggere lo “squilibrio che attualmente c’è tra gli operatori: il 2029 è un’occasione per garantire il level playing field e una concorrenza sana tra tutti gli operatori“.
Levi (Iliad Italia): “Aperti ad altre proposte ma servono condizioni eque”
La proposta di Iliad Italia sull’allocazione delle frequenze dal 2030 in poi (quando saranno riassegnate le frequenze in scadenza nel 2029) è “aperta ad altre proposte e al confronto, al termine della quale ognuno dei 4 operatori avrebbe più spettro rispetto a oggi grazie alle bande che oggi possono essere messe a disposizione”. Dal 2030, ha aggiunto Benedetto Levi, “tutto si resetta, si riparte da zero. La nostra proposta anche grazie allo spettro ulteriore permette un’allocazione equa, ma tutti avrebbero una quantità sufficiente per offrire una qualità di servizio almeno analoga a quella odierna, con condizione eque”.
L’importante, per l’amministratore delegato di Iliad Italia, è cambiare le carte in tavola rispetto alla situazione attuale: “Se si dovesse decidere per il rinnovo totale delle frequenze in scadenza nel 2029 con il congelamento dello spettro attuale sarebbe una situazione mai vista prima. Sarebbe in contrasto con tutti i testi di assegnazione dello spettro, mai visto, problematico“.
