Per il secondo anno consecutivo la Francia non riuscirà ad approvare la legge di Bilancio entro la fine dell’anno e dovrà affidarsi ad una “legge speciale” per tirare avanti ed evitare una situazione di stallo finanziario.
È questo il riassunto di ciò che è accaduto nelle ultime ore a Parigi, dove la Commissione mista parlamentare, composta da sette deputati e sette senatori, non è riuscita a trovare un compromesso sulla legge di Bilancio per il 2026. Anzi, secondo France Info, la riunione sarebbe durata meno di un’ora. Poi tutti a casa e Bilancio saltato. Una tegola che si abbatte su un Paese che non riesce ad uscire da una crisi politica ed economica che preoccupa l’intera Europa. Tra l’altro, nelle stesse ore in cui i Parlamentari cercavano invano un accordo sul budget 2026, l’Insee, l’Istituto di Statistica francese, pubblicava i dati sul debito pubblico, salito nel terzo trimestre del 2025 al 117,4% del Pil.
La Francia verso una legge speciale
“Per Natale, il menù politico sarà lo stesso di dicembre 2024, piuttosto scarno: niente bilancio, una misera “legge speciale” come sostituto” scrive sconsolato Le Monde.
Dopo il fallimento registrato questa mattina dalla commissione congiunta incaricata di redigere un bilancio di compromesso per il 2026, il governo ha riconosciuto l’impossibilità di adottare e promulgare una legge finanziaria prima della fine dell’anno e il primo ministro Sébastien Lecornu – che intende mantenere la promessa fatta di non ricorrere all’articolo 49.3 che consentirebbe il via libera bypassando il Parlamento – ha annunciato che avvierà sin da lunedì le consultazioni con i leader dei partiti politici. Nel frattempo palazzo Matignon si prepara a depositare una legge speciale per garantire il funzionamento della macchina dello Stato ed evitare lo stallo. Si tratta però di una soluzione temporanea: sarebbe impossibile arrivare a fine 2027 senza una legge di bilancio, ha avvertito Palazzo Matignon.
“Il governo prende atto del fallimento in commissione mista paritaria”, scrive il premier Lecornu su X, ringraziando tutti quei parlamentari che “hanno lavorato e ricercato, in buona fede, un compromesso ragionevole” sulla manovra finanziaria 2026. Deplora tuttavia “la mancanza di volontà di alcuni parlamentari di giungere ad un accordo, come c’era da temere, purtroppo, da qualche giorno”. “Conformemente ai termini previsti dalla costituzione e dalle leggi organiche – prosegue il premier – il Parlamento non potrà dunque approvare un budget per la Francia prima di fine anno. Mi rammarico di questo e i nostri connazionali non meritano di subirne le conseguenze. In questo contesto – conclude Lecornu – riunirò, a partire da lunedì, i principali responsabili politici per consultarli sul cammino da seguire per proteggere i francesi e trovare le condizioni di una soluzione”.
Cos’è la legge speciale e cosa comporta
La legge speciale è simile al nostro esercizio provvisorio. Consentirà al governo di prorogare il bilancio 2025 fino all’inizio del 2026, permettendo quantomeno la riscossione delle imposte. Si prevede che l’iter che porterà al via libera del provvedimento sarà rapido. Il Consiglio di Stato, consultato sul progetto, dovrà emettere un parere giuridico in tempi brevissimi. “Il testo potrebbe essere esaminato nel fine settimana dal Consiglio dei ministri, poi lunedì dall’Assemblea nazionale, martedì dal Senato, prima di essere promulgato subito dopo”, scrive ancora Le Monde.
Secondo l’Osservatorio economico francese, la legge speciale, se applicata per l’intero anno 2026, comporterà una perdita di 6,5 miliardi di euro di entrate statali, riducendo al contempo la spesa di 3 miliardi di euro. Non solo, il deficit sarà “significativamente superiore a quello auspicabile”, ha dichiarato alla radio France Inter il governatore della Banca di Francia, François Villeroy de Galhau.
Debito pubblico sempre più alto
Nel frattempo sale la preoccupazione su deficit e debito. Secondo l’Insee, il debito pubblico francese si attesta a 3.482,2 miliardi di euro alla fine del terzo trimestre, in aumento di 65,9 miliardi rispetto al precedente e pari al 117,4% del Pil. Si tratta del terzo più alto nell’Unione europea, dopo Grecia e Italia.
In questo frangente, buone notizie arrivano dalla Banca di Francia, che ha alzato le previsioni di crescita del Pil francese portandole a +0,9% per il 2025 e a +1% per il 2026. La precedente previsione era di +0,7% quest’anno e +0,9% per il prossimo anno. Ieri l’Insee aveva alzato a sua volta a +0,9% le previsioni sul 2025. Quanto ai prezzi, la Banca di Francia stima una inflazione allo 0,9% quest’anno dopo il 2,3% del 2024.