Medio Oriente da un lato, intelligenza artificiale dall’altro. Sono i due driver di giornata che mandano Ko le borse europee, mentre Wall Street prosegue contrastata. Sul fronte geopolitico preoccupano le indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, secondo cui Donald Trump starebbe valutando un possibile ampliamento delle operazioni militari contro Teheran. In parallelo rimane critica la situazione nello Stretto di Hormuz dove il traffico è quasi azzerato, mentre l’ad di Eni, Claudio Descalzi lancia l’allarme: “Il nuovo blocco cambia l’assetto energetico mondiale”.
Se Sparta piange, Atene non ride, perché anche sul fronte intelligenza artificiale, nonostante i risultati record di Tsmc, la tensione resta alle stelle dopo i crolli del Nikkei di Tokyo (-2,79%) e del Kospi di Seul (-6,3%), zavorrato quest’ultimo dai due colossi Sk Hynix (-11,5% a Seul, -8% sul Nasdaq) e Samsung (-8,77%).
In questo contesto le Borse europee archiviano la seduta in negativo, ma lontane dai minimi: Madrid cede lo 0,14%, Parigi lo 0,1%, Francoforte è la peggiore con un ribasso dello 0,5%. Si salva invece Londra che all’indomani della dolorosa eliminazione dai Mondiali avanza dello 0,5%.
Milano recupera nel finale a fine seduta segna -0,07% a 52.373 punti, in equilibrio tra il boom di Fincantieri (+4,1%) e il tonfo di Stm (-4,8%), penalizzata dalle difficoltà dei semiconduttori.
Wall Street contrastata
Oltreoceano Wall Street procede contrastata, con il Dow Jones che dello 0,28% e lo S&P 500 e il Nasdaq che perdono, rispettivamente, lo 0,15% e lo 0,8%.
Sull’azionario UnitedHealth, che ha ampiamente superato le aspettative sugli utili, corre (+5%). Giù i semiconduttori: l’Etf VanEck Semiconductor perde l’1,4%, trascinato al ribasso dal -7,8% di Arm Holdings. In profondo rosso anche Micron Technology (-5,4%) e Nvidia (-2,9%), mentre Tsmc si salva (+1,8%) grazie ai risultati trimestrali superiori alle attese. Da segnalare anche il titolo di Eli Lilly che guadagna il 2,2% dopo l’annuncio dell’acquisizione della casa farmaceutica AtaiBeckley per 2,8 miliardi di dollari.
Sul fronte macroeconomico, le vendite al dettaglio sono cresciute dello 0,2% a giugno, come le attese, mentre le richieste dei sussidi alla disoccupazione sono calati più delle aspettative,
A Milano sale l’attesa per Mps nel giorno del cda
A Piazza Affari gli occhi sono puntati su Mps (-0,8%) il cui cda, riunitosi questa mattina, dovrebbe presto fornire una prima valutazione dell’offerta di Intesa Sanpaolo (+0,8%). Secondo le indiscrezioni, il ceo di Siena, Luigi Lovaglio, dovrebbe ribadire che il management della banca ha il dovere di valutare tutte le opzioni strategiche disponibili, compresa la proposta di Banco Bpm (-0,16%). Il manager potrebbe inoltre ripetere che Mps ha un valore superiore ai 30 miliardi messi sul piatto da Intesa. Tuttavia l’amministratore delegato del gruppo milanese, Carlo Messina, ha già ribattuto ieri, definendo “congruo”.
Tra i titoli coinvolti nel risiko, salgono anche Generali (+2,24%), Unipol (+1,6%) e Unicredit (+1,6%). Ieri il cancelliere tedesco Merz ha detto che il governo di Berlino non sta ostacolando e non ostacolerà l’ops su Commerzbank, pur ribadendo la propria contrarietà per le modalità utilizzate da Piazza Gae Aulenti nella scalata.
Sull’azionario gli acquisti premiano Fincantieri (+4,19%) dopo che Deutsche Bank che ha alzato il target price a 19 euro (da 18,5) in vista della pubblicazione dei conti del secondo semestre il 29 luglio. Positive Moncler (+2,6%) e Stellantis (+1,6%) che nella prima metà del 2026 ha immatricolato in Europa 1.370.000 veicoli, in aumento del 3,8% sul 2025.
Sul fronte vendite, oltre a Stm e Prysmian (-2,2%), zavorrate dai chip, perdono terreno anche Buzzi (-2,4%) e Saipem (-2,1%). Male Enel (-1,5%). Poste che partirà con l’opas su Tim il 20 luglio, perde l’1,8% mentre il gruppo delle Tlc lascia sul terreno l’1,5%.
Fuori dal Ftse Mib è cauta Recordati: il cda ha giudicato congruo il corrispettivo dell’opa pari a 51,29 euro per azione. Crolla Sesa -12,5%, nonostante la società abbia presentato risultati in crescita nell’esercizio 2025-2026.
Riprende fiato il petrolio, sale il gas
Dopo l’impennata dei giorni scorsi, il petrolio riprende fiato, con il Brent che si mantiene in area 85 dollari al barile e il Wti che resta poco sotto gli 80. Continua invece a salire il prezzo del gas, oggi sopra i 55 dollari ad Amsterdam.
Sul valutario l’euro è stabile sopra 1,14 sul dollaro. In rialzo lo spread tra BTp e Bund che torna sopra gli 80 punti base, contro i 78 punti del closing della vigilia. Sale anche il rendimento del BTp decennale benchmark al 3,94%, dal 3,89% della chiusura precedente.
