Sabato 28 e domenica 29 marzo, vedrà unite per la prima volta a Roma Formaticum e Salum’È, mostre mercato dedicate alle eccellenze casearie e ai salumi pregiati made in Italy. Due giorni di degustazioni tra formaggi d’alpeggio, pecorini, caprini, mozzarelle di bufala e salumi ottenuti da razze suine autoctone italiane, per raccontare la biodiversità, i territori e le tradizioni gastronomiche del nostro Paese.
L’edizione 2026 si svolgerà nella nuova location de La Pelanda – Salone delle Vasche, all’interno del complesso del Mattatoio di Roma, nel cuore del quartiere Testaccio.
I due format, tradizionalmente distinti, condividono spazi e programma, offrendo a produttori, operatori del settore e appassionati un’esperienza ancora più ampia e sinergica. La formula è pensata come edizione speciale per il 2026, una scelta che rafforza il dialogo tra filiere affini e amplia le opportunità di incontro e degustazione. Come sempre il pubblico potrà degustare e acquistare direttamente dai produttori le specialità proposte, entrando in contatto diretto con chi custodisce tradizioni gastronomiche antiche e territori unici, piccoli produttori provenienti da 16 regioni italiane, custodi della nostra storia gastronomica. Donne e uomini che tramandano saperi antichi, tutelano il paesaggio, salvaguardano razze autoctone e rinnovano ogni giorno il legame tra uomo, animali e natura.
“Negli anni abbiamo visto crescere l’interesse verso produzioni artigianali sempre più consapevoli e identitarie. Eventi come Formaticum e Salum’È nascono proprio per creare uno spazio di racconto oltre che di vendita, dove il pubblico possa incontrare direttamente i produttori e comprendere il valore culturale, territoriale e umano che c’è dietro ogni prodotto. Il nostro obiettivo resta quello di costruire occasioni di conoscenza autentica, capaci di sostenere le piccole filiere di qualità” spiegano Simone Cargiani e Fernanda D’Arienzo, editori de La Pecora Nera.
Tra le specialità casearie della manifestazione ci saranno formaggi d’alpeggio e di montagna, realizzati con latte crudo e lunghe stagionature, come le storiche produzioni delle Alpi, tra cui fontine e formaggi delle valli lombarde come lo Storico Ribelle e il Branzi. Accanto a questi, formaggi di capra, vacca e pecora provenienti da allevamenti al pascolo, lavorati secondo metodi tradizionali e capaci di esprimere pienamente le caratteristiche dei territori di origine.
Dal Centro Italia arriveranno pecorini e formaggi della tradizione appenninica, insieme a produzioni che valorizzano la filiera corta del latte locale e gli allevamenti allo stato brado o semibrado. Il Sud Italia porterà una grande varietà di formaggi legati a razze autoctone e biodiversità agricola, tra cui pecorini, caprini, formaggi vaccini e le celebri mozzarelle di bufala lavorate secondo tradizione.
Accanto al mondo caseario, Salum’È presenterà una ricca selezione di salumi artigianali provenienti da diverse regioni italiane. Dai salumi di montagna stagionati nelle vallate alpine, come speck e specialità affumicate, ai prodotti della tradizione centro italiana come ventricina, pancette, prosciutti e salami rustici, ottenuti da allevamenti estensivi.
Ampio spazio sarà dedicato anche ai salumi realizzati con razze suine autoctone, tra cui il maiale nero dell’Appennino, la Cinta Senese, il Nero dei Nebrodi e la Mangalitza, allevate secondo metodi artigianali tramandati da generazioni.
Ad accompagnare le degustazioni saranno anche alcune specialità gastronomiche selezionate: confetture e marmellate artigianali, mieli e prodotti dell’alveare, oltre a una selezione di pani a lievitazione naturale di Garage Forno, una presenza nuova in questa edizione.
Sabato 28 marzo 2026 alle ore 15.00 sarà presentato il volume Manifesto of Noble Cheese, firmato da Jiří Giorgio Jelínek. Pubblicato nel settembre 2025 in un’edizione limitata di sole 500 copie, il libro racconta come e dove nascono i formaggi di altissima qualità, esplorando non solo il prodotto finale ma anche le persone, gli animali e i territori che rendono possibile questa straordinaria espressione gastronomica. Le sue 550 pagine combinano fotografia analogica, racconto, approfondimento sulla produzione tradizionale artigianale e riflessione sul futuro dell’agroalimentare italiano, offrendo uno sguardo strutturato e consapevole su una realtà produttiva oggi sempre più fragile.