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Eni torna in Venezuela: accordo con Pdvsa e Repsol sul maxi giacimento di gas Cardón IV

Eni e Repsol firmano un accordo con Pdvsa per rilanciare il giacimento di gas Cardón IV in Venezuela. Dopo la caduta di Maduro ripartono investimenti e produzione esteri

Eni torna in Venezuela: accordo con Pdvsa e Repsol sul maxi giacimento di gas Cardón IV

Se il petrolio resta intrappolato nelle tensioni della guerra in Iran – con forti incognite sui mercati globali – dall’altra parte dell’Atlantico un altro fronte energetico torna a muoversi: in Venezuela Eni riapre una partita che potrebbe cambiare gli equilibri regionali del gas.

Il gruppo italiano, insieme alla spagnola Repsol, ha firmato un accordo con la compagnia statale Petróleos de Venezuela (Pdvsa) per rafforzare lo sfruttamento del giacimento offshore Cardón IV, uno dei più grandi asset gasiferi dell’America Latina. L’intesa punta a rilanciare produzione e investimenti, con un obiettivo immediato: garantire forniture di gas per il consumo interno del Paese e preparare il terreno a possibili esportazioni.

Il ritorno dell’energia internazionale in Venezuela

Il nuovo slancio degli investimenti energetici nasce dal cambio politico di inizio anno, dopo l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro e all’apertura di una fase di transizione nel Paese. Dopo il blitz del 3 gennaio, la vicepresidente Delcy Rodríguez ha assunto la guida del Venezuela, mentre Washington ha dichiarato l’intenzione di restare coinvolta nella gestione della fase post-Maduro e nella stabilizzazione del Paese.

È in questo contesto più aperto agli investimenti esteri – e con il settore energetico tornato al centro degli equilibri geopolitici – che Caracas prova a rilanciare la propria industria petrolifera e del gas. Dopo anni segnati da sanzioni e instabilità, il Paese punta di nuovo sulle partnership con grandi compagnie internazionali come Eni e Repsol, che avevano mantenuto la loro presenza anche nei momenti più difficili. La neo-presidente Delcy Rodríguez ha riconosciuto questo ruolo, ringraziando le due società europee che “sono rimaste in Venezuela, che hanno creduto nel Venezuela e che non hanno voltato le spalle al nostro popolo”.

Il progetto Cardón IV e il giacimento Perla

Il cuore dell’intesa è il blocco offshore Cardón IV, situato nel Golfo del Venezuela, dove si trova il giacimento di gas Perla, uno dei più importanti della regione. Il campo produce attualmente circa 580 milioni di piedi cubi di gas al giorno, una capacità che il nuovo accordo punta ad aumentare attraverso ulteriori investimenti e interventi tecnici.

Il progetto rientra nel piano strategico energetico venezuelano per il periodo 2026-2028, che mira a rafforzare la produzione nazionale e a stabilizzare l’approvvigionamento interno di gas naturale. Parallelamente, il governo venezuelano punta a consolidare il ruolo del Paese come futuro esportatore regionale di gas.

L’asset Cardón IV è un progetto già consolidato sul piano industriale. Il giacimento offshore Perla, sviluppato anche grazie alla tecnologia di Eni, si trova in acque relativamente basse nel Golfo del Venezuela ed è considerato uno dei campi gasiferi più promettenti dell’area.

Gas per il Venezuela oggi, export domani

Per Eni l’accordo rappresenta soprattutto un passaggio strategico per rafforzare la stabilità energetica del Paese sudamericano e consolidare le attività nel lungo periodo.

“L’accordo annunciato dalla presidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, ci consente di proseguire in modo economicamente sostenibile le forniture di gas naturale al Paese tramite Pdvsa nel corso del 2026 e di consolidarle e ampliarle nel più lungo termine, contribuendo alla stabilizzazione energetica”, ha spiegato la società.

Ma l’intesa apre anche una prospettiva più ampia. L’accordo prevede infatti la possibilità di individuare soluzioni per l’export di gas naturale e dei relativi liquidi, a condizione di ottenere le necessarie autorizzazioni legali e regolatorie.

“Siamo soddisfatti per la possibilità di individuare soluzioni per l’export del gas naturale e dei liquidi, rafforzando così la posizione del Venezuela come potenziale esportatore regionale”, ha aggiunto Eni, sottolineando che la valutazione di questa opportunità terrà conto dell’esperienza maturata nella realizzazione di grandi progetti di liquefazione offshore del gas in diversi Paesi.

Il rilancio del progetto Cardón IV si inserisce in un contesto energetico internazionale sempre più competitivo, in cui il gas naturale liquefatto (Gnl) è diventato una risorsa chiave per la sicurezza energetica e la diversificazione degli approvvigionamenti.

Il Venezuela, che possiede enormi riserve di idrocarburi e circa 179 trilioni di piedi cubi di gas naturale, punta ora a rimettere in moto un settore rimasto a lungo frenato da difficoltà politiche e finanziarie. E anche grazie al ritorno operativo di grandi compagnie europee come Eni e Repsol il Paese sudamericano prova a tornare protagonista sui mercati energetici globali.

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