Dopo una maratona di due giorni, con tanto di fiducia, sabato 24 aprile la Camera ha approvato con 162 voti favorevoli, 102 contrari ed un astenuto il decreto Sicurezza. Il provvedimento è dunque stato convertito in legge. Subito dopo, con un consiglio dei ministri durato pochi minuti, il governo ha dato il via libera al decreto correttivo sui rimpatri volontari assistiti messo a punto dopo i rilievi del Quirinale.
Il decreto si compone di 33 articoli e contiene misure volte a implementare la lotta alla criminalità, sanzioni più dure in caso di manifestazioni e cortei e novità sull’immigrazione.
Il correttivo sui rimpatri
Il testo originale riconosceva un compenso agli avvocati degli stranieri che aderiscono ai programmi di rimpatrio. Una norma che aveva immediatamente suscitato polemiche, ma soprattutto la contrarietà del Colle. Nel correttivo si prevede invece che il contributo di 615 euro per chi fornisce assistenza nella procedura di rimpatrio volontario assistito sarà subordinato “alla conclusione del procedimento amministrativo e non più all’esito della partenza del migrante”.
Tra le altre novità, è stata ampliata la platea dei beneficiari eliminando “la specifica che tale assistenza debba essere fornita esclusivamente ad opera di un avvocato”. Palazzo Chigi ha inoltre spiegato che “si sopprimono le parti del testo che fanno riferimento al Consiglio Nazionale Forense indicandolo come uno dei soggetti con i quali il Ministero dell’interno collabora per realizzare i programmi di rimpatrio volontario assistito e al quale è attribuita la funzione di ripartizione del compenso spettante per l’opera prestata a favore dello straniero rimpatriando – spiega la nota -. Di conseguenza, si prevede che con decreto del Ministro dell’interno saranno definiti anche i criteri per l’individuazione dei rappresentanti che possono svolgere l’attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione del relativo compenso”.
Lotta ai maranza e coltelli: le nuove regole
L’articolo 1 stabilisce il divieto di porto e vendita di coltelli con la deroga sulle tipologie di coltelli che si possono portare in giro anche senza una motivazione valida. Prevista una pena che va da 6 mesi a 3 anni a tre anni per chi porta con sé lame di almeno 8 cm. Introdotto però il “giustificato motivo” per i coltelli più piccoli da artigianato o svago.
La stretta su cortei e manifestazioni
Il Decreto sicurezza introduce un fermo preventivo fino a 12 ore che scatta per impedire che una persona, considerata pericolosa, possa partecipare a una manifestazione. Previste sanzioni fino a 7 anni per chi occupa un immobile e fino a 6 anni per chi blocca strade e ferrovie.
Scudo penale
Chi commette un reato con una causa di giustificazione viene iscritto in un registro indagati distinto. Vengono ampliati i poteri della polizia penitenziaria, introducendo anche la possibilità di effettuare operazioni sotto copertura nelle carceri. Per i familiari delle vittime del dovere (le forze dell’ordine), è introdotto il permesso retribuito: per un massimo di 18 ore all’anno, da restituire, è concesso per assentarsi dal lavoro e partecipare ad iniziative pubbliche o e di testimonianza nelle scuole.
Droga, via la lieve entità:
Eliminata la “lieve entità”, limitando la possibilità di applicare la riduzione di pena in caso di spaccio “continuativo”. Un articolo che secondo le opposizioni farà impennare il numero degli arrestati, peggiorando la situazione di sovraffollamento nelle carceri.
