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Cipro resta un’incognita, la Fed non cambia rotta e mantiene una politica espansiva. Milano debole

I mercati sperano che la crisi di Cipro si risolva ma la soluzione è ancora lontana e tra Merkel e Medvedev sono scintille – Intanto Bernanke conferma che il Quantitative Easing continuerà e il Giappone si prepara a una nuova e più espansiva politica monetaria – A Piazza Affari riflettori puntati su Bpm, Parmalat, Mediaset, Mondadori e su Atalantia-Gemina

Cipro resta un’incognita, la Fed non cambia rotta e mantiene una politica espansiva. Milano debole

FED E BOJ SPINGONO LE BORSE AL RIALZO. L’EUROPA SEGUE, MA CIPRO E’ SOLO CONGELATA

L’Europa vive l’ennesima crisi. Gli altri vanno avanti.

Ieri sera, al termine della riunione del Fomc, la Fed ha confermato la sua politica espaniva.

I riflettori sono ora puntati su Tokyo: tra poche ore, al termine della seduta di Borsa,si terrà la prima conferenza stampa del neo governatore della Boj, Haruhiko Kuroda. Gli operatori si attendono un immediato cambio di rotta della politica monetaria

Di conseguenza:

La Borsa di Tokyo +1,4% ha ripreso dopo la sosta la sua marcia al rialzo.In terreno positivo anche Shanghai +0,3% e Hong Kong +0,4%: l’indice Pmi segnala che la ripresa cinese continua seppur al piccolo trotto.

La Borsa americana è  di nuovo positiva dopo tre sedute consecutive in calo: Dow Jones +0,39%,  Nasdaq +0,78%.  L’S&P guadagna lo 0,67%: dai minimi del marzo 2008 l’indice è salito del 130%. Dal comunicato della Fed si apprende che  la ripresa, seppur “moderata”, è ormai realtà. Ma la politica fiscale, condizionata dal sequester (mai citato), è “in una certa misura più restrittiva”.

 In sintesi, non esiste ragione per modificare, nel futuro prevedibile, la politica della Federal Reserve: gli acquisti mensili per 85 miliardi, perciò, andranno ancora avanti. Come previsto il vertice del Fomc non ha introdotto novità nelle strategie di Ben Bernanke.  Anzi, le previsioni parlano di inflazione al di sotto del 2%, lontana dalla soglia di allarme del 2,5%; la crescita, al contrario, è prevista tra il 2,9 e il 3,4%, leggermente sotto le proiezioni di fine 2012. Di questo passo la disoccupazione non scenderà stabilemente  sotto il 6,5% prima del 2015.     

LA MERKEL INSISTE. MEDVEDEV: SIETE PEGGIO DELL’URSS

Giornata di recupero per le Borse europee dopo tre sedute consecutive in calo. La crisi di Cipro è ancora ben lontana da essere risolta, le prospettive sono avvolte nella nebbia, ma sui mercati si è diffusa la speranza che la vicenda possa trovare una composizione.

A gelare l’ottimismo, al solito, ci pensa  Angela Merkel: arrivare a un accordo per il salvataggio di Cipro sara’ difficile e vi e’ il potenziale di rischi per l’eurozona, ha detto ieri la cancelliera parlando a Berlino di fronte a una platea di imprenditori. ‘Devo dire che occorrono soluzioni appropriate e sostenibili’ ha aggiunto facendo riferimento all’enorme esposizione del settore bancario dell’isola, i cui asset sono pari a 7 volte il pil nazionale. Dopo la decisione del parlamento di rigettare il piano che prevedeva prelievi forzosi sui conti bancari, ha aggiunto la Merkel, ora Nicosia deve spiegare ai funzionari della troika Ue-Bce-Fmi come intende arrivare a una soluzione politica. Sullo stesso tema era intervenuto ieri sera con maggiore durezza il ministro delle finanze Wolfgang Schaueble secondo cui ‘Cipro e’ insolvente e la colpa e solo e soltanto sua’.

La soluzione potrebbe passare per la Russia, interessata a proteggere i depositi degli oligarchi nell’isola. Ma la missione cipriota a Mosca non sembra aver prodotto grandi risultati. In cambio, il premier Dmitry Medvedev non risparmia parole di fuoco: il piano della Ue sul prelievo dei depositi è “in tutto simile all’atteggiamento tenuto dall’Unione Sovietica davanti ai risparmi dei Pesi invasi. Ma Bruxelles deve sapere che viviamo nel XXI° secolo in cui vige la regola che i mercati vanno rispettati”.

PIAZZA AFFARI GUIDA IL RECUPERO

In Europa la Borsa migliore è stata  quella di Milano, dove l’indice FtseMib è salito del 2,2%. Parigi ha chiuso in progresso dell’1,4%, Francoforte +0,6%. Londra è scesa dello 0,1%.

Netto miglioramento sul mercato dei titoli di Stato: il rendimento del Btp a 10 anni è sceso al 4,61%. Lo spread si è ridotto a quota 322, in calo di 14 punti base.

Altro segnale positivo: tra Italia e Spagna il differenziale è intorno a 32 punti base. Era stato quasi azzerato dopo l’esito elettorale. Oro in calo a 1.606 dollari l’oncia (-0,3%). Petrolio in rialzo con il Brent scambiato a 107,8 dollari (+0,3%). 

BPM ALLE STELLE, CORRE ANCHE MEDIASET

Le banche hanno guidato il rialzo in tutte le Borse europee (Stoxx del settore +0,8%). In Piazza Affari Unicredit è salita del 3,9%, Intesa+3,4%, Banco Popolare +4,4%, Monte Paschi +2,7%. Balzo di Banca Pop.Emilia +5,8%. 

Il rialzo più forte è di Pop.Milano +11% dopo che  il cda ha approvato l’iter per la trasformazione da banca cooperativa a società per azioni. L’aumento di capitale di 500 milioni necessario per il rimborso dei Tremonti bond si terrà dopo l’estate. Grazie all’operazione il Tier 1 supererà il livello del 10%.

Fra le assicurazioni, Generali+2,7%, Unipol +3,4%. 
 
Fra le blue chip milanesi ha brillato Mediaset, in rialzo del 5,5% dopo la promozione a neutral (da sell) di Goldman Sachs.

Fra i titoli industriali Fiat Industrial è salita dello 0,4%, promossa da Deutsche Bank a buy.  Rande corsa di Ansaldo +5,8%, Finmeccanica +0,7%. 

Marcia indietro di Fiat -0,8%: ieri Sergio Marchionne ha avvertito che il trading profit del primo trimestre 2013 sarà più basso di quello del primo trimestre 2012.

Enel è salita del 2,7%, A2A +3,9%, 

Atlantia +4,3%. Il broker indipendente spagnolo Fidentis giudica sbilanciato a favore di Atlantia il concambio (nove azioni Gemina contro una Atlantia), perché stabilito su prezzi di Borsa falsati dagli acquisti di azioni da parte dei Benetton. I fondamentali consigliano un rapporto di otto a uno

Eni ha guadagnato l’1,9%, Tenaris +2,7%. Telecom Italia è salita dell’1,7%.

Mondadori -1,32%. Il nuovo amministratore delegato di Mondadori, Ernesto Mauri, prevede di recuperare 40 milioni di ebitda a regime grazie al lavoro sui periodici Italia del gruppo. mentre restano deboli i segnali sulla raccolta pubblicitaria, che nei primi due mesi dell’anno segna un calo attorno a 13%. “La nostra priorità è la difesa del core business, sui libri la redditività è positiva, così come per i periodici in Francia. Il problema è l’Italia ma su questo siamo già intervenuti con un piano di ristrutturazione e taglio costi da un lato, e di rilancio dei marchi forti dall’altro”.

Parmalat ha chiuso il 2012 con un utile netto di 172,2 milioni di euro, in aumento dell’1,1% rispetto al 2011. Il fatturato e’ stato di 5,2 miliardi (+16,4%), il margine operativo lordo di 439,2 milioni (+17,4%), mentre la disponibilita’ finanziaria netta e’ scesa da 1,5 miliardi a 809,8 milioni. L’utile netto della capogruppo Parmalat spa e’ stato di 143,2 milioni, in calo del 24,1% rispetto al 2011. La proposta del cda e’ per un dividendo di 0,039 euro per azione, in calo da 0,052 euro dello scorso anno.

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