Simest rafforza il sostegno alle imprese italiane che investono in innovazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Con l’aggiornamento della Circolare Fondo 394/81 con oggetto “Transizione Digitale o Ecologica”, operativo dal 25 maggio 2026, arrivano nuove opportunità per le imprese che vogliono crescere sui mercati esteri o affrontare l’aumento dei costi energetici. Le novità introdotte ampliano l’accesso ai finanziamenti agevolati Simest, incrementano le quote di contributo a fondo perduto e introducono condizioni favorevoli per le imprese energivore, per chi investe negli USA e per gli attori economici colpiti dagli eventi meteorologici straordinari.
Agevolazioni particolari per chi ha interessi negli Usa o nei Balcani
Una delle novità più importanti riguarda la possibilità di utilizzare una quota maggiore delle risorse per il rafforzamento patrimoniale dell’impresa e delle controllate estere. In particolare, le imprese con interessi negli Stati Uniti o nei Balcani Occidentali potranno utilizzare fino all’80% dell’intervento agevolativo per operazioni di rafforzamento patrimoniale, mentre la quota salirà fino al 90% per le imprese energivore o per quelle che rientrano nella nuova misura “Energia per la Competitività Internazionale”. Inoltre, le imprese potranno utilizzare tali risorse anche per aumenti di capitale delle controllate, finanziamenti soci, investimenti produttivi all’estero, consolidamento della presenza internazionale.
Uno degli aspetti più interessanti della misura Simest resta la quota di cofinanziamento a fondo perduto. È previsto infatti un contributo a fondo perduto fino al 20% per le imprese energivore, per le aziende che hanno già avviato percorsi di efficientamento energetico e per quelle che rientrano nella misura “Energia per la Competitività Internazionale”. Per le PMI le condizioni risultano ancora più favorevoli: le imprese che accedono alla misura energia possono ottenere fino al 30% a fondo perduto, entro il limite massimo di 200mila euro.
Le imprese italiane con interessi negli Usa possono accedere a condizioni particolarmente favorevoli se esportano negli Stati Uniti, dispongono di una sede commerciale o produttiva sul territorio americano oppure intendono realizzare investimenti diretti sul mercato statunitense. Tra i vantaggi previsti figurano una quota maggiore di investimenti patrimoniali ammissibili, un anticipo fino al 50% dell’intervento, l’estensione del piano di rimborso e l’accesso al fondo perduto.
Ecco quali spese finanzia Simest e quali sono gli importi massimi
In questo scenario, quali spese finanzia Simest? La misura copre un’ampia gamma di investimenti. Sul fronte della transizione digitale, sono finanziabili software e tecnologie digitali, cybersecurity, cloud computing, big data, automazione industriale, sistemi Industria 4.0, blockchain, consulenze digitali e certificazioni digitali. Per quanto riguarda invece la transizione ecologica, rientrano tra le spese ammissibili interventi di efficientamento energetico, riduzione dei consumi, sostenibilità ambientale, investimenti ESG, certificazioni ambientali e diagnosi energetiche.
La misura sostiene inoltre operazioni di rafforzamento patrimoniale, comprese immobilizzazioni materiali e immateriali, aumenti di capitale delle controllate, finanziamenti soci e investimenti strategici legati all’internazionalizzazione. Gli importi massimi previsti dalla misura sono pari a 500mila euro per le micro imprese, fino a 2,5 milioni di euro per le PMI e fino a 5 milioni di euro per le grandi imprese.
L’importo finanziabile può arrivare al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci
L’importo finanziabile può arrivare fino al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci. Il finanziamento Simest prevede un tasso agevolato pari al 10%, al 50% o all’80% del tasso di riferimento UE, una durata ordinaria di sei anni, due anni di preammortamento e la possibilità di estendere il rimborso fino a otto anni per alcune categorie di imprese. Possono presentare domanda PMI, micro imprese, start up innovative, PMI innovative, grandi imprese. È necessario avere almeno due bilanci depositati, una sede operativa in Italia, una quota export minima, regolarità contributiva, conformità ambientale e una polizza catastrofale obbligatoria.