Condividi

Banner FIRSTonline

Cile, Kast forma il nuovo governo: via a austerità e liberismo. Trump approva e punta a rame e litio

Il Paese andino sta per chiudere l’esperienza socialista: il nuovo esecutivo entra il carica l’11 marzo e già fanno discutere alcune scelte, come quella di un ex avvocato di Pinochet ai Diritti Umani

Cile, Kast forma il nuovo governo: via a austerità e liberismo. Trump approva e punta a rame e litio

Sarà un governo che più di destra non si può quello che entrerà in carica il prossimo 11 marzo in Cile. Il Paese andino viene da una esperienza non del tutto riuscita con il giovane socialista Gabriel Boric e le urne lo scorso dicembre hanno parlato chiaro: i cileni volevano una inversione di rotta netta, di quelle che riportano il Cile alle atmosfere cupe della dittatura di Augusto Pinochet. Non è un modo di dire: il nuovo presidente José Antonio Kast, che non a caso subito dopo la vittoria elettorale è volato a Buenos Aires ad abbracciare il sodale Javier Milei, è un estremista di destra in piena regola, nostalgico degli anni più duri del regime militare, contrario all’aborto e all’immigrazione e ultra-liberista. Kast si ispira apertamente a Donald Trump e infatti ha intenzione di togliere di mezzo lo Stato e la burocrazia dall’economia, magari proprio per far diventare il Paese un protagonista del libero mercato e un partner solidissimo degli Stati Uniti, in chiara discontinuità col recente passato fatto di interventismo statale e di legami con la Cina.

Kast si ispira a Trump ma ricorda pure Orban e Meloni: è un ultrà della remigrazione e anti-aborto

Pure sul tema dei migranti Kast ha promesso il pugno duro esattamente come il tycoon, anche se la stampa sudamericana lo paragona piuttosto a Viktor Orban o alla nostra Giorgia Meloni: già in passato aveva proposto di blindare il confine con la Bolivia con una soluzione tipo “muro col Messico”, e nella recente campagna elettorale ha detto che appena assumerà la carica di presidente emetterà un decreto di “remigrazione”, per rispedire a casa i circa 330.000 immigrati clandestini che vivono in Cile, un Paese da meno di 20 milioni di abitanti. Kast è anche un ultrà anti-aborto: in Cile l’interruzione della gravidanza è consentita dal 2017 in tre casi (tra cui lo stupro), ma il nuovo presidente ha intenzione di abrogare questa legge e anche di eliminare il ministero della Donna e di conseguenza di accantonare tutte le politiche di genere. Del resto i suoi legami ideologici con l’era Pinochet sono da lui stesso rivendicati, ad esempio nella scelta di due ex avvocati del dittatore, Fernando Barros Tocornal e Fernando Rabat, come ministri della Difesa e addirittura dei Diritti Umani.

Il nuovo ministro delle Finanze ha promesso tagli alla spesa pubblica per 6 miliardi di dollari. I mercati fremono

Tornando all’economia, il neo presidente ha scelto come ministro delle Finanze il falco Jorge Quiroz, economista con dottorato all’università di Duke, negli Stati Uniti. Quiroz è un feroce sostenitore dei tagli alla spesa pubblica e ha promesso una dieta schock da 6 miliardi di dollari in soli 18 mesi, accompagnata da norme di semplificazione amministrativa per abbattere la burocrazia e facilitare gli affari. il nuovo ministro degli Esteri sarà invece Francisco Perez Mackenna, per quasi 30 anni amministratore delegato di Quinenco, una delle più importanti holding cilene. Sarà dunque un governo marcatamente market-friendly e infatti gli investitori scalpitano: la Borsa di Santiago già in questo mese di gennaio, ancora sotto il governo Boric, ha segnato il record storico, e il rendimento sul debito sovrano detenuto in titoli statunitensi è sceso il mese scorso al minimo da ben 18 anni. Il tutto con l’endorsement dello stesso Trump che essendo affamato di materie prime, oltre che alla Groenlandia non può non pensare anche al Cile, primo produttore al mondo di rame (ne estrae un quarto del totale globale) e tra i primi di litio e di quell’argento che in queste settimane si sta iper-valorizzando. “He is a very good person”, ha scritto il tycoon del suo nuovo amico.

Commenta