Campari ha chiuso il 2025 con una crescita organica delle vendite nette del +2,4% a 3,05 miliardi di euro (-0,6% complessivamente). Lo ha comunicato mercoledì 4 marzo la società a Borse chiuse, dopo una seduta in cui il titolo è rimasto sostanzialmente piatto, appena sotto i 6 euro per azione. L’effetto perimetro è stato del +0,1%, principalmente guidato da Courvoisier al netto delle cessioni e dei marchi in distribuzione, mentre l’effetto cambio è stato del -3%.
L’Ebit rettificato è stato pari a 637 milioni (+5,4% organicamente e +5,3% complessivamente). Il margine di Ebit-rettificato si è attestato al 20,9%, con un incremento di 60 punti base, mentre l’Ebitda-rettificato è stato pari a 785 milioni (+7,6% organicamente e +7,2% complessivamente) con un margine del 25,7%. L’utile del gruppo Campari è cresciuto nel 2025 del 2,7% a 386 milioni, mentre l’utile del gruppo rettificato è stato pari a 346 milioni (+71,7%).
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 ammontava a 1,95 miliardi, includendo earn-out e put option per un totale di 89 milioni, in miglioramento rispetto al 31 dicembre 2024 di 419 milioni, principalmente grazie alla solida generazione di cassa e all’impatto delle plusvalenze da dismissioni, parzialmente compensate dal pagamento di dividendi per 78 milioni. Il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo pari a 0,100 euro per azione, rispetto a 0,065 euro dell’esercizio precedente con un incremento del +54% e un payout ratio del 35%.
“Nel 2025 – ha commentato il Ceo Simon Hunt – abbiamo affrontato le complessità con resilienza e conseguito una robusta crescita organica sia delle vendite sia della redditività, rafforzando al contempo la nostra direzione strategica. Il nostro team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house. La forte dinamica del business e la riduzione della leva finanziaria con un anno di anticipo rispetto ai piani ci hanno consentito di aumentare il payout del dividendo, rafforzando ulteriormente il rendimento per gli azionisti, pur mantenendo la nostra flessibilità finanziaria”.
Pensando al 2026, ha proseguito il manager, “ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Restiamo pienamente fiduciosi nella nostra capacita’ di generare crescita di lungo periodo, accrescitiva per i margini e generatrice di cassa, focalizzata su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, su un maggior focus sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio”.
