Condividi

Banner FIRSTonline

Caldo africano: Europa infuocata, ecco quando arriva il picco in Italia. A luglio la tregua insieme al maltempo

Europa infuocata dall’anticiclone subtropicale africano, con afa e ondate di caldo che non danno tregua a 193 milioni di persone: è vera e propria emergenza nel Vecchio Continente e in Italia dove si attende il picco per lunedì 29 giugno. Le previsioni e lo studio dell’Economist

Caldo africano: Europa infuocata, ecco quando arriva il picco in Italia. A luglio la tregua insieme al maltempo

Europa infuocata dal caldo africano dell’anticiclone subtropicale, con afa e ondate di calore che non danno tregua a 193 milioni di persone: è vera e propria emergenza caldo nel Vecchio Continente e in Italia dove si attende il picco per lunedì 29 giugno e si fanno i conti anche con un allarmante studio dell’Economist secondo il quale, in 3 giorni, le vittime potrebbero arrivare fino a quota 12mila. L’eccezionale ondata di caldo si sposta, dunque, a Est muovendo progressivamente verso la Turchia, ma in Francia, dove vengono annullate le marce pride di Parigi e Lione, la situazione rimane gravissima e in Germania l’afa non dà scampo a 75 milioni di persone.

Caldo africano con l’anticiclone subtropicale

In Italia, temperature da record si registrano in Alto Adige (a Bolzano si è avuta la notte di giugno più calda di sempre con il termometro che non è sceso sotto i 25,4 gradi) e in Sardegna, dove si toccano punte di 40-41 gradi nelle piane interne. Provvedimenti di emergenza come a Genova dove si ferma l’ascensore panoramico del Bigo, una delle principali attrazioni del Porto Antico, privo di aria condizionata, e c’è anche chi annulla concerti. Tantissimi i disagi lungo tutto lo Stivale: a Modena si sono raggiunti i 29 gradi nelle stanze del reparto di Medicina Interna d’Urgenza dell’ospedale di Baggiovara, segnalano i pazienti mentre Cgil e Uil denunciano “temperature insostenibili nei musei di Firenze“. A Milano sfila regolarmente il Pride anche se molti invitano a una riflessione per spostare la data. Disagi anche per il portafoglio: l’associazione di consumatori Assoutenti ha calcolato che il conto può arrivare fino a 600 euro al mese a famiglia tra il maggior utilizzo di condizionatori, consumi idrici e spese per gelati o altri prodotti per rinfrescarsi.

Anticiclone subtropicale africano: le previsioni per l’Italia

Previsioni su questo anticiclone subtropicale africano? La fine dell’ondata di calore è legata al cedimento dell’anticiclone africano. Lunedì 29 è atteso il picco dell’afa. Secondo il Meteo.it, un cambiamento più significativo potrebbe arrivare soltanto nei primi giorni di luglio, quando correnti più fresche potrebbero raggiungere la Penisola. Tuttavia, gli esperti sottolineano che il passaggio verso condizioni più miti potrebbe non essere graduale. Il grande accumulo di calore presente nell’atmosfera e nelle acque marine potrebbe infatti favorire la formazione di fenomeni meteorologici particolarmente intensi. L’arrivo di aria più fresca potrebbe quindi provocare forti temporali, precipitazioni abbondanti, grandinate e locali nubifragi. Si tratterebbe di una fase di instabilità potenzialmente marcata, conseguenza diretta del lungo periodo caratterizzato da caldo eccezionale e persistente.

Sempre secondo il Meteo.it, mercoledì 1° luglio infatti l’alta pressione comincerà a cedere per l’avvicinarsi di un’onda di bassa pressione dall’Europa centrale verso le nostre regioni settentrionali. Si tratterà di un fronte di aria più fresca ma anche marcatamente instabile che farà il suo ingresso soprattutto verso sera. Già in giornata l’atmosfera dovrebbe risultare più instabile sia al Nord sia in Appennino con sviluppo di temporali sparsi localmente in estensione anche in Val Padana e verso il medio Adriatico. I fenomeni più forti con nubifragi, rischio grandine e forti raffiche di vento sarebbero attesi al Nordest e, tra sera e notte, sull’alto Adriatico e tra le zone interne e adriatiche del Centro. Episodi altrettanto forti ma più localizzati non sono però esclusi anche altrove per colpa del gran caldo umido preesistente.

Giovedì 2 l’instabilità dovrebbe estendersi anche al resto del Centrosud con rischio sempre di episodi di forte intensità. Questo marcato maltempo sarà lo scotto da pagare per l’agognata conclusione dell’intensa e prolungata ondata di calore.

Caldo africano in Germania e Francia

In Germania si è registrata la notte più calda di sempre. Nelle ore notture le temperature hanno raggiunto i 29,4 gradi, ha reso noto il servizio meteorologico tedesco (Dwd). Secondo i dati ancora provvisori, il record è stato registrato a Kubschütz, comune della Sassonia. La Francia, invece, si avvia verso temperature più sopportabili domenica, al termine di 11 giorni di ondata di calore storica e violenti temporali, ma gli effetti ritardati del caldo continuano a gravare sugli ospedali e alimentano i timori di un’elevata mortalità in eccesso.

Caldo africano, l’allarme di Pregliasco

“Questa non è più una semplice ondata di caldo estivo, ma un evento sanitario, una vera e propria emergenza sanitaria, che richiede una risposta straordinaria. Quando si superano diffusamente i 40°C e, soprattutto, le temperature notturne restano molto elevate, il nostro organismo non riesce più a recuperare lo stress termico accumulato durante il giorno. È proprio la persistenza del caldo, più ancora del picco, a determinare l’aumento di ricoveri e decessi, soprattutto tra anziani, persone con malattie croniche, bambini piccoli e lavoratori esposti all’aperto. Le previsioni meteo indicano che il picco interesserà l’Italia tra oggi e domani, con valori eccezionali in molte aree del Paese”. Lo afferma Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale, past president di Anpas e vicepresidente di Samaritan International.

“Non possiamo limitarci ai bollini rossi e ai consigli di bere di più – ammonisce l’esperto -. Serve una vera strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici: sorveglianza epidemiologica in tempo reale, protezione attiva delle persone fragili, piani per le città, maggiore resilienza delle strutture sanitarie e assistenza domiciliare rafforzata. Il caldo estremo è ormai una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo e rischia di diventare sempre più frequente. Continuare a gestirlo come un’emergenza occasionale significa arrivare ogni estate impreparati”, conclude Pregliasco.

Caldo africano, lo studio dell’Economist: fino a 12mila morti

Il picco di caldo estremo registrato in Europa in questi giorni potrebbe provocare fino a 12mila morti. La stima è quella dell’Economist, che basa il suo calcolo sul cosiddetto “modello Masselot”, secondo cui il numero delle vittime non è determinato solo dalle temperature in valore assoluto, ma anche da quanto insolite sono. Nel 2023, lo statistico ed epidemiologo ambientale Pierre Masselot e i suoi colleghi della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ricostruisce il settimanale britannico, hanno modellato la relazione tra temperatura e mortalità in 854 città europee, scoprendo che quando le città sperimentano temperature insolitamente alte, la gente sta peggio: 30°C a Manchester sono molto più letali che a Madrid.

Per stimare quanto possa essere letale il clima attuale, scrive l’Economist, “abbiamo combinato il modello di Masselot con le temperature medie previste dal 24 al 26 giugno, il picco dell’ondata di calore”. Il calcolo “è imperfetto”, perché: “non considera fattori come l’umidità, ma tiene parzialmente conto del calore notturno, che è uno dei motivi per cui questa ondata di calore è così pericolosa, perché lascia poco tempo al corpo per recuperare“. “I risultati mostrano che, in soli tre giorni, il caldo estremo potrebbe causare circa 12.000 decessi in eccesso. Il tasso di mortalità di Parigi potrebbe aumentare di oltre il 300%, il maggiore incremento nella nostra analisi”, sostiene ancora il settimanale britannico, secondo cui “il rischio di morte a Londra potrebbe aumentare di circa il 200%, quello di Milano del 170 per cento”.

Commenta