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Calcio, nella sfida tra Malagò e Abete per la presidenza Figc il Governo non metta il dito: non è il commissariamento la soluzione giusta

Chi sarà il prossimo presidente della Figc? Malagò o Abete? Chiunque sia speriamo che avvii per davvero al rifondazione del calcio italiano. Ma speriamo anche che il Governo non ci metta il becco se non per spingere i due candidati a scoprire le carte

Calcio, nella sfida tra Malagò e Abete per la presidenza Figc il Governo non metta il dito: non è il commissariamento la soluzione giusta

Bella sfida quella tra l’ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, e l’ ex presidente della Figc, Giancarlo Abete, per la guida del calcio italiano dopo la debacle della terza esclusione consecutiva della nostra Nazionale dai Mondiali. Per ora, secondo quel che racconta Umberto Zapelloni sul Foglio, Malagò sarebbe in vantaggio con il 54% dei consensi contro il 34% di Abete, ma i giochi sono ancora aperti e da qui al voto del 22 giugno per l’elezione del nuovo Presidente della Figc può ancora succedere di tutto. Meglio la continuità di Abete o il cambiamento di Malagò? E’ perfino troppo facile dire che il calcio italiano debba essere rifondato dalle fondamenta e che non basta qualche riformicchia ma occorre una vera e propria rivoluzione che cominci dal basso, cioè dalla valorizzazione dei vivai. Comunque la si pensi, sia Malagò che Abete sono due ottimi dirigenti sportivi che hanno esperienza da vendere, ma c’è un’ombra sulla loro contesa ed è il fin troppo evidente sogno del Governo di intervenire a gamba tesa commissariando la Federazione calcio in caso di pareggio tra i due candidati. E’ il piano del ministro dello Sport Andrea Abodi ma anche di quello dell’Economia Giancarlo Giorgetti che già in passato incrociò a lungo le spade con Malagò. Anziché cercare di mettere impropriamente il naso nel mondo del calcio con soluzioni provvisorie, il Governo cerchi di stanare Malagò e Abete e li incalzi sui loro progetti per il futuro dello sport più amato dagli italiano. Per voltare pagina non basta dire chi sarà il futuro Ct della Nazionale di calcio. Ci vuole ben altro e sarebbe ora che anche la politica lo capisse.

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