È il petrolio, più che i chip, a guidare stamane i mercati internazionali: con un leggero calo del Brent, allontanandosi dal massimo di un mese, gli investitori che si sono aggrappati alla speranza di una mediazione nella guerra in Medio Oriente, mentre sullo sfondo restano comunque forti tensioni tra Stati Uniti e Iran. Nelle borse asiatiche i trader sono tornati sui grandi classici a partire dall’indice Kospi sudcoreano che rimbalza dopo la forte volatilità delle ultime settimane. L’attenzione è anche per la nuova potente ondata di trimestrali Usa questa settimana, tra cui quelle di colossi Alphabet, Tesla, Texas Instruments e Intel. Trump ha promesso di imporre una nuova tariffa del 50% su alcuni prodotti del Canada. Stamane il future sul Nasdaq guadagna l’1%, sulla parità quello sull’Eurostoxx.
Le speranze di un nuovo cessate il fuoco fa scendere il prezzo del greggio
Gli Houthi yemeniti, allineati con l’Iran, hanno annunciato ieri l’imposizione di un blocco navale all’Arabia Saudita, aprendo un nuovo fronte nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran e ampliando la minaccia alle forniture energetiche e al commercio globali al di fuori del Golfo. Tuttavia, un alto funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che i mediatori hanno presentato all’Iran una proposta per allentare le tensioni con gli Stati Uniti, che prevederebbe un cessate il fuoco di 10 giorni per trovare il modo di ripristinare l’accordo provvisorio raggiunto il mese scorso. Tuttavia, non sarà facile, poiché permangono profonde divergenze tra Washington e Teheran, e Trump ha minacciato ritorsioni dopo l’uccisione di diversi soldati statunitensi.
I future sul Brent sono scesi dello 0,74% a 88,56 dollari al barile, in quanto gli investitori si sono aggrappati alle speranze di una risoluzione. Nella sessione precedente il Brent aveva toccato il massimo di un mese a 91,42 dollari al barile. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è sceso di 73 centesimi, pari allo 0,9%, a 82,50 dollari al barile, mentre il contratto più attivo con scadenza a settembre ha ceduto 41 centesimi, pari allo 0,5%, a 82,07 dollari al barile.
Wall Street ieri in lieve calo in attesa della seconda ondata di trimestrali
Ieri i tre principali indici di Wall Street hanno chiuso in ribasso, con gli investitori in attesa di segnali di allentamento delle tensioni in Medio Oriente e i risultati trimestrali delle principali società tecnologiche previsti per la fine della settimana. Il Nasdaq, fortemente influenzato dal settore tecnologico, ha registrato un calo inferiore (-0,05%) rispetto all‘S&P 500 (-0,19%) e al Dow Jones (-0,59%), grazie al recupero di parte delle perdite subite la settimana precedente da parte del settore dei semiconduttori e alla crescita di settori come i servizi di comunicazione e tecnologia, insieme ai titoli energetici.
Questa settimana la pubblicazione dei dati del secondo trimestre accelererà, con i risultati attesi da grandi nomi come Alphabet, Tesla, Texas Instruments e Intel, ampliando il quadro che la stagione degli utili offre dello stato di salute delle aziende americane dopo una settimana di risultati solidi provenienti principalmente dal settore finanziario. La settimana prossima sarà la volta di Microsoft, Meta Platforms, Apple e Amazon.com. Secondo i dati raccolti da Lseg, i mercati prevedono una crescita degli utili dell’indice S&P 500 del 26% nel secondo trimestre su base annua, in aumento rispetto alla precedente stima del 23,7%. Alphabet è salita dell’1,5%, fornendo il terzo maggiore impulso in punti all’indice S&P dopo la notizia che la sua unità Google sta sviluppando un chip server integrato con Gemini, volto a migliorare l’efficienza dell’intelligenza artificiale e ad alleviare i vincoli di capacità di calcolo.
Da segnalare Global Payments che ha guadagnato il 5,8% dopo che Morgan Stanley ha alzato il rating del titolo a overweight e ha aumentato il prezzo obiettivo a 100 dollari da 65 dollari.
Tuttavia le scommesse ribassiste sulla borsa di Wall Street stanno raggiungendo livelli record, riflettendo la preoccupazione per la tenuta di un rally che ha visto l’S&P 500 balzare del +18% dalla fine di marzo. Le posizioni short sull’indice S&P 500 si avvicinano al 3,79% del flottante, il valore più alto nei dati monitorati da S3 Partners LLC a partire dal 2010. Per le società del Russell 3000, la cifra è recentemente salita al 6,3%, un record.
Asia, rimbalzano il Kospi e il Nikkei. Il governo cinese sostiene le quotazioni
Le borse asiatiche hanno registrato stamane un rialzo per la prima volta in quattro giorni, grazie al ritorno degli investitori sui produttori di chip. L’indice azionario Msci Asia Pacific è salito del 2,2%, con i giganti dei semiconduttori Samsung Electronics (+6,1%) e Taiwan Semiconductor Manufacturing (+3,8%) che hanno guidato le danze.
Gli indici di riferimento in Corea del Sud e Taiwan, barometri per gli investimenti nell’intelligenza artificiale, hanno guadagnato entrambi circa il 4%. La crescita economica di Taiwan potrebbe superare il 10% quest’ anno, secondo quanto affermato dal ministro dell’Economia dell’isola, Kung Ming-hsin, superiore all’’ultima proiezione dell’ufficio statistico di un 9,64%. Nella Corea del Sud le esportazioni dal 1° al 20 luglio hanno raggiunto un livello record, con i semiconduttori in crescita del 180,6% su base annua a 22,11 miliardi di dollari, il 40,3% delle esportazioni totali. Il Kospi è ancora in calo del 19% a luglio, ma in rialzo del 62% nel 2026.
In Cina l’indice Hang Seng di Hong Kong è a +0,1%. Hang Seng Tech +1,8%. CSI 300 di Shanghai e Shenzhen +1,5%. Taiex di Taipei +3,4%. La Cina, intensificando gli sforzi per stabilizzare il mercato azionario, ha mobilitato altre istituzioni statali. L’ultimo segnale di questa spinta è arrivato ieri, quando l’ ETF ChinaAmc Star50 — il più grande fondo che replica l’indice — ha registrato scambi record pari a 13,8 miliardi di yuan (2 miliardi di dollari), suggerendo agli osservatori che ci fosse dietro la mano statale. Il sostegno proviene anche dalle maggiori compagnie assicurative cinesi, con almeno cinque di esse che si sono impegnate ad aumentare gli investimenti. China Life Insurance ha dichiarato che la sua controllata ha acquistato oltre 10 miliardi di yuan di azioni e fondi, e ha promesso di aumentare le partecipazioni in società operanti in nuovi settori in crescita.
L’indice azionario giapponese Nikkei 225 è salito di circa il 3% dopo essere entrato in territorio di correzione venerdì. Il mese scorso le compagnie assicurative giapponesi hanno acquistato il volume più elevato di titoli di Stato a lunghissimo termine degli ultimi tre anni, rafforzando i segnali di una stabilizzazione della domanda da parte di un acquirente chiave.
I titoli del Tesoro Usa hanno mantenuto le perdite di ieri. L’oro è salito dell’1% a circa 4.050 dollari l’oncia. Il rame consolida i guadagni del 2026 (+9,6%), seppure il prezzo resti al di sotto del record di gennaio (13.625 dollari contro 14.520 dollari). Secondo gli operatori, i dati sulle importazioni cinesi di rame, che mostrano un picco di nove mesi, hanno rafforzato il sentiment positivo per il metallo utilizzato nei settori energetico e delle costruzion
La sterlina rimane sotto i riflettori dopo il calo registrato nella sessione precedente, in seguito alla nomina a sorpresa dell’ex ministro della Difesa John Healey a Cancelliere dello Scacchiere da parte del nuovo primo ministro britannico Andy Burnham. Quest’ultimo ieri ha dichiarato che si sarebbe attenuto alle regole fiscali del governo precedente , pur avvalendosi di qualsiasi flessibilità al loro interno. Ciò è bastato a provocare un brusco calo della sterlina e dei titoli di Stato britannici nella stessa giornata.
Borse europee viste aprire sulla parità. A Piazza Affari occhi a Monte Paschi, Unicredit, Fincantieri
Le borse europee dovrebbero aprire sulla parità. Il future sull’Euro Stoxx 50 è in lieve rialzo del +0,1%.
Monte Paschi e Banco Bpm, secondo Milano Finanza, potrebbero presentare un piano di integrazione entro il 6 agosto. Il CdA di Mps è previsto per il 6 agosto, con la pubblicazione dei risultati la mattina successiva, mentre Banco Bpm dovrebbe rilasciare i conti il 5 agosto.
Fincantieri – Il Portogallo acquisterà tre fregate Fremm Evo. Lo ha dichiarato ieri la premier Giorgia Meloni. Secondo una fonte a conoscenza del dossier citata da Reuters, l’accordo vale circa 3 miliardi di euro.
Eni – Var Energi acquisirà Bluenord, in un’operazione in contanti e azioni. La partecipazione di Eni in Var Energi si diluirà dal 63,0% al 57,3%
Leonardo – Il piano che prevede l’entrata in servizio del nuovo caccia Gcap entro il 2035 non cambierà anche se un nuovo paese dovesse unirsi al programma, al quale per il momento partecipano Regno Unito, Italia e Giappone. Lo ha riferito l’amministratore delegato di Edgewing, la joint venture che progetterà il caccia di sesta generazione.
Pirelli – I dati di Michelin sul mercato degli pneumatici di giugno mostrano una crescita del +3% nel segmento Replacement (RT) e un calo del -2% nel segmento Original Equipment (OE).
Prysmian – Hsbc ha alzato il target price a 175 euro, dai 170 euro precedenti, giudizio Buy confermato.
Stellantis – Ha nominato Matt VanDyke nuovo amministratore delegato del marchio Ram e Branden Coté nuovo Ceo di Jeep.
Unicredit – Fitch ha confermato i rating dopo l’offerta su Commerzbank e ha affermato che, nel caso in cui l’acquisizione andasse in porto, la banca potrebbe essere valutata due livelli sopra il rating sovrano italiano, e uno in più dell’attuale. Lo ha dichiarato UniCredit ieri .
