In questa prima seduta della settimana gli occhi, per lo meno in Italia, sono tutti puntati sull’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps-Mediobanca, che nelle intenzioni del Ceo Carlo Messina darà origine a “una banca italiana di wealth management da 2.000 miliardi”. Il numero uno di Intesa ha anche chiarito, in una attesissima call con gli analisti, che il suo gruppo “non vuole acquisire né gestire Generali”, che poteva essere uno degli obiettivi per la sua presenza nel capitale di Mediobanca. L’operazione ha avuto ovviamente conseguente a Piazza Affari: Intesa Sanpaolo -1,4%, Mps +13%, Mediobanca +12%.
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A Piazza Affari scatta Stm in scia all’exploit dei semiconduttori sul Nasdaq
Sul Ftse Mib insieme a Intesa chiude in rosso Unicredit -2%, mentre si riscatta Stm +4% sulla scia di un lunedì da favola per i titoli tecnologici del Nasdaq: l’indice composito guadagna l’1,8% alle 17.20 italiane, il Nasdaq-100 fa ancora meglio col 2,5%. I titoli migliori sono proprio quelli dei semiconduttori, da Micron +11% a Marvell +14%, Intel +13%, Sandisk +8,5%. Nvidia è ancora una volta tra i più scambiati e mette a segno un +1,7%. In secondo piano ma oggi in positivo anche alcune big tech tradizionali, a parte Microsoft -1%, Meta -1% e Google -1,2%: Tesla +3% e Apple +2,3% le migliori. Ritrova slancio persino il Bitcoin che guadagna il 3% a 64.000 dollari.
Listini europei in positivo a parte il Dax di Francoforte e Parigi
Piazza Affari chiude col +0,63%, Londra sulla parità, Amsterdam +0,63%. Oltreoceano oltre al citato exploit del Nasdaq bene anche Dow Jones +0,3% e S&P 500 +1%. In rosso invece Parigi -0,23% e il Dax di Francoforte -0,47%, appesantito dal tonfo di Basf che perde oltre il 4% ma anche da quello di Commerzbank che cede circa il 2%. L’euro prova a risalire la china rispetto al dollaro Usa: il cambio rimane ampiamente sotto quota 1,16 ma oggi sorride alla valuta europea portandosi sull’1,154. In aumento anche lo spread Btp Bund, che però rimane sotto gli 80 punti base: oggi segna 78 punti (+1,8%), col rendimento del Btp 10 anni al 3,83%.
Materie prime: risale il petrolio ma sempre sotto i 100 dollari, gas a 50 euro
Ormai il petrolio sembra aver trovato la sua dimensione sotto i 100 dollari al barile, anche se oggi si apprezza leggermente: il Brent riavvicina i 95 dollari al barile e il Wti Crude Oil fa capolino sopra i 91 dollari. Ancora più significativo il rialzo del gas: oggi quello europeo guadagna il 3%, quanto basta per toccare di nuovo i 50 euro per megawattora. L’oro è letteralmente stabile sui 4.330 dollari all’oncia circa, mentre l’argento si apprezza ma rimane decisamente sotto la soglia dei 70 dollari. In profondo rosso platino e palladio, esplode invece lo zolfo, che da inizio anno ha guadagnato il 150%.
