Condividi

Banner FIRSTonline

Borse 5 maggio in netto rialzo sull’onda del calo del petrolio. Milano regina d’Europa sotto la spinta delle banche

L’exploit di Prysmian (+10,5%) e delle banche spingono Piazza Affari in una giornata di Borsa tonica per tutti i listini azionari sia europei che americani, nella speranza che si liberi lo Stretto di Hormuz

Borse 5 maggio in netto rialzo sull’onda del calo del petrolio. Milano regina d’Europa sotto la spinta delle banche

Ormai il canovaccio lo abbiamo capito: quando le tensioni in Medio Oriente aumentano o comunque non si placano, il prezzo del petrolio sale e questo in linea di massima inquieta i mercati; quando invece accade il contrario il valore del greggio diminuisce e le Borse riprendono slancio. E così è stato oggi: Milano chiude addirittura col +2,27% riscavalcando ampiamente la soglia dei 48.000 punti, e sono andati alla grande (ma meno di Piazza Affari) anche gli altri listini europei, Parigi +1%, Francoforte +1,7%, indice Euro Stoxx 50 +1,8%, Londra invece fa eccezione e cade dell’1,4%. Partenza buona pure per Wall Street: Dow Jones +0,6%, Nasdaq Composite Index +1%.

LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI

A Milano è giornata di trimestrali, soprattutto per le banche, e infatti sono tra gli altri i titoli bancari a trainare il Ftse Mib, ad incominciare da Unicredit +5,9%, che ha messo a segno un altro trimestre da record. Utile sopra le attese anche per Banco Bpm +1,3%. Poi Mps +3,6%, Bper +2,6%, Intesa Sanpaolo +2,4%. In evidenza alla Borsa italiana pure Prysmian +10,5%, Amplifon +4,6% e Diasorin +4%, mentre crolla Ferrari -4%, che a sua volta ha pubblicato i conti del trimestre. Il clima positivo contagia anche lo spread Btp Bund che si riduce di qualche punto percentuale ma rimane sopra la soglia degli 80 punti base, col rendimento del Btp 10 anni italiano in calo al 3,87%. L’euro torna ad apprezzarsi nei confronti del dollaro, portando al cambio sopra all’1,17.

Materie prime: in calo petrolio e gas, risale un po’ l’oro

La possibile tregua tra Usa e Iran e la conseguente liberazione dello Stretto di Hormuz fa scendere immediatamente il valore del petrolio: oggi il Brent perde quasi il 4% e scende sotto i 110 dollari al barile, mentre il Wti Crude Oil cede il 4,5% e rimane poco sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Si tratta comunque di prezzi molto alti, superiori dell’80% circa a quelli di inizio 2026. Anche il gas naturale europeo perde quasi il 3% sotto i 47 euro per megawattora, alla Borsa di Amsterdam. E invece è una giornata sì per oro e argento: il primo si riavvicina ai 4.600 dollari all’oncia, il secondo da parte sua supera i 73 dollaria all’oncia.

Vola il Nasdaq con i titoli tech, Bitcoin sopra gli 81.000 dollari

Seduta positiva per Wall Street ad incominciare dai titoli tecnologici del Nasdaq: Intel +13,6%, Micron +12%, Qualcomm +10%, Sandisk +10% sono i migliori nel momento in cui chiudono i battenti le Borse europee. Ma vanno bene anche Google +1,5%, Amazon +1,5%, Apple +1,2%, un po’ più timida Tesla +0,25%. Cede invece l’1% Microsoft. Da segnalare oggi l’exploit del Bitcoin che guadagna il 2% e vede gli 82.000 dollari, vale a dire il massimo da inizio anno.

Commenta