Ferrari apre il 2026 con conti in progresso e una conferma importante per il mercato: la guidance dell’anno resta intatta. Nel primo trimestre la casa di Maranello ha registrato ricavi netti per 1,848 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 6% a cambi costanti. L’utile netto si è attestato a 413 milioni, sostanzialmente stabile rispetto ai 412 milioni di un anno prima.
La fotografia è quella di un gruppo che continua a difendere redditività e posizionamento premium anche in un contesto geopolitico complesso. Le consegne sono scese a 3.436 unità dalle 3.593 del primo trimestre 2025, ma l’impatto delle tensioni in Medio Oriente è stato assorbito grazie alla flessibilità nell’allocazione geografica, che ha permesso di anticipare alcune consegne verso altre aree.
Ferrari: margini ancora da fuoriclasse
Il vero motore del trimestre resta la marginalità. L’Ebitda è salito del 4% a 722 milioni di euro, con un margine al 39,1%, in miglioramento rispetto al 38,7% di un anno fa. L’Ebit è cresciuto dell’1% a 548 milioni, con margine al 29,7%, mentre l’utile diluito per azione è salito a 2,33 euro.
A sostenere la performance sono stati soprattutto il mix di prodotto, le personalizzazioni e un contributo particolarmente forte delle Americhe. Hanno inciso positivamente anche la F80, le Serie Speciali e le attività racing. A frenare parzialmente il risultato sono stati invece l’aumento degli ammortamenti legati all’avvio della produzione di nuovi modelli, le minori consegne, il calo delle vendite della 499P Modificata, le maggiori spese di marketing e i dazi sulle importazioni negli Stati Uniti.
Ferrari: personalizzazioni e nuovi modelli spingono i ricavi
Nel dettaglio, i ricavi da Automobili e parti di ricambio sono cresciuti dell’1% a 1,556 miliardi di euro, con un progresso del 4% a cambi costanti. Ancora più brillante l’area Sponsorizzazioni, proventi commerciali e marchio, salita del 14% a 218 milioni. Gli altri ricavi sono aumentati del 17% a 74 milioni.
Sul fronte prodotto, il trimestre ha visto una maggiore spinta delle famiglie 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX, mentre 296 e Roma Spider hanno rallentato seguendo il naturale ciclo di vita dei modelli. Le consegne della F80 sono aumentate progressivamente secondo i piani, mentre sono partite le prime consegne della famiglia 296 Speciale, della Amalfi e della 849 Testarossa. Nel trimestre Ferrari ha inoltre ampliato la gamma con il lancio della Amalfi Spider, la cui distribuzione inizierà nel 2027.
Vigna punta su ordini e Ferrari Luce
Benedetto Vigna ha legato la solidità del trimestre alla qualità della gamma e alla tenuta della domanda, confermando le prospettive per l’intero esercizio. “Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati che presentiamo oggi. Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende ulteriormente verso la fine del 2027, confermiamo la nostra guidance per il 2026. A soli venti giorni dalla prima mondiale della Ferrari Luce, l’attesa non è mai stata così alta. La Ferrari Luce unisce tante tecnologie straordinarie e la passione di tante persone. È la prova di come tradizione e innovazione possano fondersi per creare qualcosa di unico”.
La Ferrari Luce, prima vettura 100% elettrica del Cavallino, diventa così il prossimo snodo narrativo e industriale del gruppo che porto in dote non solo una nuova auto, ma un nuovo simbolo della sfida tra heritage, tecnologia e transizione.
Ferrari: cassa robusta e target confermati
Il free cash flow industriale è salito del 5% a 653 milioni di euro. La generazione di cassa è stata sostenuta dalla redditività, dalle tempistiche di incasso e pagamento e dall’effetto positivo degli anticipi, solo in parte compensati da investimenti per 253 milioni.
Per il 2026 Ferrari continua a prevedere ricavi intorno a 7,5 miliardi di euro, rispetto ai 7,15 miliardi del 2025. L’Ebitda adjusted è atteso pari o superiore a 2,93 miliardi, con margine al 39%, mentre l’Ebit adjusted dovrebbe raggiungere almeno 2,22 miliardi, con margine al 29,5%. L’utile per azione diluito adjusted è stimato pari o superiore a 9,45 euro, con free cash flow industriale nell’ordine di 1,5 miliardi. Le stime incorporano la visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, che il gruppo afferma di stare gestendo attivamente.
Piazza Affari guarda oltre i numeri
Nonostante risultati leggermente superiori alle attese e la conferma della guidance, il mercato ha accolto i conti con freddezza. Dopo essere arrivato a guadagnare oltre il 2% in mattinata, il titolo Ferrari ha invertito la rotta, cedendo l’1,3% a 287 euro, in una seduta in cui il Ftse Mib avanzava del 2%.
