Quella di mercoledì 4 febbraio è un’altra seduta un po’ contraddittoria sui mercati finanziari occidentali: a Wall Street si ripropone il canovaccio della vigilia, con il Dow Jones in positivo mentre crolla ancora il Nasdaq, e in Europa prevalgono le vendite con l’Euro Stoxx 50 sotto la parità seppur di poco, anche se viaggiano alla grande Milano, sui massimi da 26 anni, e Parigi. Soffre invece Francorte che perde lo 0,5%. Partendo dall’altro lato dell’Atlantico, il Dow Jones sale dunque dello 0,8% mentre il Nasdaq Composite precipita di oltre l’1%: Apple guadagna il 2,75%, Microsoft circa l’1% ma cedono il 3% sia Tesla che Nvidia. In tutto questo prosegue la parabola discendente del Bitcoin che oggi perde un altro 3,5% sotto quota 74.000 dollari, vale a dire ai minimi dalla scorsa primavera. E non va molto meglio nemmeno alla valuta reale, il dollaro statunitense, che recupera qualcosina sull’euro ma rimane su un cambio piuttosto alto, in zona 1,18.
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Europa contrastata: la migliore Borsa è Parigi, bene Piazza Affari
In Europa come detto la fanno da padrona Piazza Affari, che avanza di mezzo punto percentuale a 46.636 punti, il massimo dal 2000, e Parigi che avanza dell’1% nonostante il tonfo di Credit Agricole, che perde il 3% nel giorno dei conti. Vola invece al +5% Renault e con la stessa percentuale pure Pernot Ricard, e infatti non a caso sul Ftse Mib tra i migliori titoli c’è un altro protagonista dello stesso settore, Campari, con il +3,8%. Ma la regina di giornata a Milano è Mediobanca +5,8% nel giorno dell’assemblea di Mps che ha approvato le modifiche allo statuto sociale, dando il via libera – all’unanimità – al consiglio di amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell’organo, anche se ora c’è da aspettare il provvedimento autorizzativo della Bce. Sale anche Mps, +1,15%. Le altre banche: Banco Bpm +1,3%, Intesa Sanpaolo +1%, prese di beneficio su Unicredit -0,65%. Soffre ancora la Difesa: Leonardo-4,7%, Fincantieri -2,4%.
Nuova emissione Btp 15 anni e spread Btp-Bund
All’emissione del nuovo benchmark Btp a 15 anni, con scadenza 1° ottobre 2041 e cedola annua del 3,95%, hanno partecipato circa 380 investitori, per una domanda record che ha superato i 157 miliardi di euro. Il 45% dell’emissione è stato assegnato a fund manager mentre le banche si sono aggiudicate il 23,7% dell’ammontare complessivo. Lo ha comunicato il ministero dell’Economia e delle Finanze. Da segnalare che la distribuzione geografica del titolo è stata estremamente diversificata, con una partecipazione che ha visto il coinvolgimento di circa 40 paesi: gli investitori esteri si sono aggiudicati la maggior parte dell’emissione (83,7%) e tra loro una quota rilevante è stata sottoscritta da investitori in Medio Oriente (8,1%). Lo spread Btp-Bund oggi si riduce un poco, scendendo sotto la soglia dei 60 punti base in zona 58, col rendimento del Btp decennale di riferimento al 3,46%, praticamente uguale a quello francese e infatti lo spread Oat-Bund quasi pareggia il Btp-Bund.
Materie prime: petrolio, oro, argento e… uova
Non ci siamo dimenticati dell’immancabile aggiornamento sulle materie prime. Quella di oggi è una seduta fiacca per il petrolio, che non perde ma si limita a consolidare: Brent quotato a Londra poco sotto i 68 dollari al barile, mentre il Wti Crude staziona ampiamente sopra l’asticella dei 63 dollari al barile. Dopo la reazione rialzista di ieri seduta interlocutoria anche per oro e argento, che rimangono rispettivamente poco sotto i 5.000 dollari l’oncia e poco sotto i 90 dollari l’oncia, su valori comunque alti ma inferiori ai record straripanti toccati nelle scorse settimane. Su fronte commodities da notare anche l’esplosione del prezzo delle uova negli Stati Uniti nell’ultimo mese: un po’ per l’infulenza aviaria che da qualche tempo sta mettendo in difficoltà la produzione interna, un po’ per i dazi che non agevolano le importazioni e soprattutto per l’alta domanda, negli ultimi 30 giorni il valore è più che raddoppiato (+129%) a 1,26 dollari a dozzina, guadagnando proprio oggi un altro 3,4%.