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Borse 30 settembre: Piazza Affari smentisce le tradizioni e chiude il mese in rialzo. Oggi però forti perdite di Mediobanca e Saipem

A settembre hanno brillato soprattutto il Nasdaq e l’oro ma Milano ha smentito le tradizioni che di solito vedono l’ultimo mese dell’estate chiudere in rosso- Il rischio del shutdown in America preoccupa però i mercati

Borse 30 settembre: Piazza Affari smentisce le tradizioni e chiude il mese in rialzo. Oggi però forti perdite di Mediobanca e Saipem

Per i listini europei si chiude oggi un’altra seduta prudente, ma positiva, condizionata solo parzialmente dalla debolezza in avvio di Wall Street e dal rischio di shutdown negli Stati Uniti. Un evento che potrebbe far slittare l’atteso rapporto sul lavoro americano in agenda venerdì, mentre il mercato freme per avere conferme, dai dati macro, sui tagli dei tassi attesi dalla Fed. In un contesto ancora incerto anche sotto il profilo geopolitico (il piano di pace per Gaza non ha ancora trovato l’accordo di tutte le parti) salgono Milano +0,4% (a 42.725 punti base), Francoforte +0,32%, Londra +0,46%, Parigi +0,19%, Amsterdam +0,11% Madrid +0,71%.  

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Il rischio di un blocco delle attività amministrative di Washington frena il dollaro, aggravando il peso dei dazi per i paesi colpiti dalle tariffe Usa. Oggi il presidente Usa Donald Trump ha annunciato imposte doganali del 10% sul legno e del 25% sui mobili importati. L’oro tocca nuovi massimi, per poi appiattirsi sui valori della vigilia. I prezzi del petrolio continuano a scendere, zavorrati dalla possibilità che l’Opec+ domenica possa decidere nuovi aumenti della produzione. In scia perdono quota i titoli energetici. Sul fronte macro si attende in Europa il dato sull’inflazione in uscita domani, mentre oggi c’è stato qualche assaggio in chiaroscuro in Italia, Francia e Germania.

Piazza Affari sale con Azimut

Piazza Affari fa un piccolo passo avanti oggi, però mette in soffitta un trimestre di guadagni superiori vicini al 7%%. A guidare i rialzi oggi c’è Azimut, +4,04%, che tocca nuovi massimi storici grazie a un report favorevole di Mediobanca, secondo cui la raccomandazione resta ‘Overweight’, ma il prezzo obiettivo cresce a 40 euro, dai precedenti 35 euro per azione. Sul crinale opposto del listino c’è proprio Piazzetta Cuccia, -6,86% – in un settore bancario contrastato – con la controllante Mps in ribasso dello 0,76%.

Il toto nomi per i vertici di Mediobanca parte da Vittorio Grilli per la presidenza e vede Francesco Pascuzzi, Riccardo Mulone e Alessandro Melzi d’Eril in corsa per il ruolo di amministratore delegato. Nel settore rimbalzano le big, Unicredit +1,3% e Intesa  +1,04%.

Tra i titoli sotto i riflettori in questi giorni c’è Brunello Cucinelli, +2,04%, che chiude una seduta volatile in cui infine hanno prevalso le vendite. Il titolo è stato sull’ottovolante nelle ultime sedute a causa di un report di Morpheus Research, che ha assunto una posizione ribassista, accusando la casa umbra di vendite in Russia, nonostante le sanzioni. La società ha così deciso di anticipare a domani la diffusione dei dati preliminari del terzo trimestre anche per rispondere ulteriormente alle accuse. Il titolo in mattinata era finito di nuovo in rosso a causa della notizia, emersa dalle comunicazioni Consob, che il fondo Helikon ha posizioni corte sulle azioni, per lo 0,61% del capitale. Bernstein però ha alzato il giudizio a Outperform, target 119 euro. 

Bene Prysmian, +1,08%, dopo essere stata scelta come preferred bidder per il progetto Eastern Green Link 4, una connessione in cavo ad alta tensione tra Scozia e Inghilterra del valore stimato di circa 2 miliardi di euro. Spunti sulle utility, A2a +2,16%. Tra le blue chip peggiori del giorno ci sono i titoli petroliferi, in scia ai ribassi del greggio: Saipem -3,56%, Eni -1,43%, Tanaris -0,59%.

Nel mirino delle vendite oggi è finita Amplifon -2,02%. Stellantis arretra dell’1,56% in un settore auto debole a livello europeo e mentre la saga legale degli Agnelli-Elkann si arricchisce di un nuovo capitolo e di un testamento segreto dell’avvocato Gianni Agnelli.

Spread in lieve miglioramento

Anche il secondario chiude una seduta in miglioramento, con lo spread tra Btp e Bund di durata decennale che scende leggermente a 85 punti base e tassi rispettivamente di 3,56% e 2,71%. Il clima appare stabile, in vista del dato sull’inflazione europea, di cui oggi si è avuto un antipasto con le stime preliminari di settembre di Italia, Francia e Germania. Nel Belpaese la variazione mensile è negativa, -0,2% e quella annua stabile a +1,6%. In Francia c’è un’accelerazione su base tendenziale all’1,2% (da 0,9% di agosto), ma con un dato negativo mensile dell’1%.

In Germania salgono al 2,4%, leggermente oltre il target Bce. La presidente di Eurotower, Christine Lagarde ha detto comunque che con i tassi al 2% la Bce “dispone di margini per rispondere se i rischi sull’inflazione dovessero cambiare o se dovessero emergere nuovi shock”. La numero uno dell’istituto centrale ha inoltre invitato i paesi del blocco ad accelerare in un processo di riforma europeo, nella direzione indicata dai rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta.

Petrolio in ribasso

Il petrolio perde ulteriormente quota oggi: il future Brent, dicembre 2025; tratta a 65,97 dollari al barile, con un ribasso dell’1,67%, mentre il contratto di novembre del greggio texano scivola a 62,35 dollari, perdendo l’1,73%. A brillare è ancora l’oro, benché in questo momento i prezzi dello spot gold siano appiattiti su quelli della vigilia: 3833,33 dollari l’oncia, dopo aver toccato un nuovo record a 3871,72 dollari. Sul mercato dei cambi l’euro-dollaro è poco mosso e il cross è intorno 1,173.

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