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Borse 26 marzo: l’incertezza sui negoziati Usa-Iran colpisce i listini e lo spread sale a 95 punti

Piazza Affari riscende sotto i 44.000 punti e lo spread Btp risale sui massimi da giugno 2025. Il petrolio in rally verso i 110 dollari al barile fa volare gli energetici. Sul Nasdaq tonfo di Meta dopo le due sentenze sfavorevoli

Borse 26 marzo: l’incertezza sui negoziati Usa-Iran colpisce i listini e lo spread sale a 95 punti

Mercati di nuovo in subbuglio dopo la ripresa delle schermaglie tra Usa e Iran e soprattutto dell’escalation militare, a suon di attacchi missilistici, tra Teheran e Tel Aviv. Il controverso tentativo di tregua ipotizzato da Donald Trump non trova riscontro né da parte dell’Iran né da parte di Israele e dunque la guerra continua, e continua ad operare a metà regime la navigazione sullo Stretto di Hormuz, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico e dell’impennata dei prezzi in tutto il mondo. Dopo l’accenno di recupero a inizio settimana, oggi le Borse sono tutte in rosso, dall’Asia all’America. Milano -0,71%, Parigi -1%, Francoforte -1,6%, Nikkei di Tokyo -0,3%, Euro Stoxx 50 -1,5%, S&P 500 -1%, Londra -1,3%.

Riprende il rally di petrolio e gas: Brent verso i 110 dollari al barile

Le tensioni in Medio Oriente ridanno spinta alle quotazioni del petrolio, che per la verità anche con il presunto piano di pace era comunque rimasto sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile. Oggiil Brent guadagna quasi il 6% e si avvicina ai 110 dollari al barile (il picco in questa fase è stato toccato martedì a 112 dollari), mentre il Wti Crude Oil fa un balzo percentuale inferiore ma ritrova i 94 dollari al barile. Risale anche il gas: il TTF europeo ritrova i 55 euro/MWh, il che significa che dall’inizio dell’anno ha raddoppiato il proprio valore. L’unica tipologia di gas che nel 2026 ha perso valore (-19%) è il gas naturale statunitense, che oggi è vicino al livello più basso delle ultime tre settimane intorno ai 3 dollari per MMBtu. Nonostante l’incertezza geopolitica, gli Stati Uniti rimangono in gran parte al riparo da shock esterni dell’offerta, dato che la produzione interna copre l’intero fabbisogno di consumo e la capacità di esportazione di Gnl è già al massimo.

Oro e argento in calo, lo spread Btp Bund risale sopra i 90 punti

In questo scenario passano di moda i beni rifugio come oro e argento. Oggi l’oro perde circa il 3% scendendo nuovamente sotto i 4.400 dollari l’oncia, ai minimi da inizio gennaio, e ancora peggio fa l’argento che cede oltre il 5% e cade sotto i 70 dollari l’oncia. L’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran oltre a sostenere i prezzi del petrolio stanno riaccendendo i timori di inflazione e inducendo dunque gli investitori ad abbandonare le speranze di un taglio dei tassi di interesse statunitensi quest’anno, con i mercati che ora attribuiscono una probabilità solo del 38% di un aumento dei tassi entro dicembre e una probabilità del 93% di tassi invariati nella riunione di aprile della Federal Reserve. Torna invece alta la tensione sui titoli di Stato: oggi lo spread Btp Bund risale ampiamente sopra i 90 punti base toccando i 95 punti, cioè il massimo da giugno dell’anno scorso.

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Piazza Affari scende sotto i 44.000 punti, appesantita dalle banche. Vola Recordati sull’Opa Cvc

A Milano, in una giornata negativa per il Ftse Mib, festeggiano in controtendenza i titoli energetici, sostenuti dal petrolio: Saipem +5,8%, Tenaris +2,6%, Eni +2%. Si mette in evidenza anche la farmaceutica Recordati che a metà seduta viene anche sospesa per eccesso di rialzo, poi riammessa alle contrattazioni chiude col +4,75%, dopo la notizia dell’Opa totalitaria lanciata dal socio di maggioranza Cvc Capital Partners. Ancora in profondo rotto Inwit -1,6%, che paga la battaglia con Tim e Fastweb per le torri 5G. E soprattutto dopo il tentativo di recupero dei giorni scorsi è una giornata no per le banche: Unicredit -2%, Intesa Sanpaolo -1,8%, Pop Sondrio -1,4% le peggiori. Da segnalare Terna -1,5% nel giorno dei conti 2025, che hanno evidenziato investimenti da record e utili in crescita. In rosso anche gli altri listini europei, anche se a Parigi per un attimo cerca la riscossa il lusso con Kering, che però alla fine chiude sulla parità e non traina i titoli del settore a Piazza Affari.

In rosso pure Wall Street, sul Nasdaq sprofondano Meta e il Bitcoin

Nel momento in cui le Borse europee chiudono i battenti, risulta in territorio negativo pure il mercato finanziario statunitense. Il Dow Jones perde lo 0,8%, peggio fa il Nasdaq col +1,4%. Pesante ed ennesima caduta del Bitcoin che cede il 3,5% scivolando sotto i 69.000 dollari. In generale male i titoli tecnologici: Nvidia -2,8%, Tesla -2,3%, Alphabet -2,5%, Microsoft -0,8%, ma soprattutto crolla Meta -7% dopo le due storiche condanne inflittegli dalla giustizia statunitense per i danni provocati agli adolescenti. Si rafforza il dollaro Usa rispetto all’euro, portando il cambio sull’1,153.

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