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Borse 22 settembre: oro e argento sempre al top, Leonardo leader a Piazza Affari, scintille di Apple e Oracle a Wall Street

Borse 22 settembre: oro e argento sempre al top, Leonardo leader a Piazza Affari, scintille di Apple e Oracle a Wall Street

Wall Street aggiorna i suoi record intraday e lo stesso fa l’oro, ma l’Europa chiude debole una seduta appesantita dai titoli delle auto tedesche e da quelli delle banche spagnole, mentre Milano fa i conti con la guerriglia urbana.

Piazza Affari è la migliore – aiutata anche dalla promozione del rating sovrano da parte Fitch venerdì sera (a BBB+ dal precedente BBB) – e si apprezza dello 0,26% (a 42.423 punti base), nonostante il capoluogo lombardo e altre città italiane siano state messe a ferro e fuoco in giornata da alcuni facinorosi che partecipavano ai cortei pro Gaza. Dentro Palazzo Mezzanotte ha regnato un’apparente calma e il Ftse Mib si è barcamenato tra le perdite del settore auto e i guadagni dei titoli della difesa, mentre lo stacco cedola da parte di Stm (+2,24%) ed Eni (+0,44%), non ha influenzato i corsi, anche se pesa sull’indice per lo 0,09%. 

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Tra le blue chip svetta Lottomatica +3,89%, nel giorno del suo debutto sul listino principale al posto di Pirelli. La regina dei giochi batte persino Leonardo, +3,77%, che trova nuova linfa nella crescente pressione sul fronte Nato-Russia. Intanto si moltiplicano i riconoscimenti internazionali dello Stato di Palestina.

Europa incerta con auto tedesche e banche spagnole

Tra le altre principali Piazza europee, Francoforte perde lo 0,5%, appesantita dalle vendite sui titoli dell’auto, in particolare Volkswagen, -5,25% e la controllata Porsche -4,65% che hanno tagliato le prospettive di utili per il 2025. Porsche tra l’altro ha anche ridimensionato i piani per il lancio di veicoli elettrici a causa di un indebolimento della domanda. Madrid, -1,55%, è in maglia nera, zavorrata dal settore bancario e in particolare da Bbva (-2,44%) e Banco de Sabadell (-3,5%), dopo che la prima ha rilanciato l’offerta per l’acquisto della seconda con un incremento del 10% a 3,39 euro per azione.

Arretra Parigi, -0,3%, e sono poco più che piatte Londra (+0,07%) e Amsterdam (+0,07%). Tra i settori brilla il minerario a partire dalla britannica Fresnillo (+3,25%), grazie ai nuovi rialzi dei prezzi dell’oro. Sul fronte macro si rafforza leggermente, a settembre, la fiducia dei consumatori misurati con la stima flash della Commissione europea: +0,6 punti per la zona euro a -14,9; +0,5 per la Ue a -14,3; entrambi restano al di sotto della media storica da aprile 2025.

Wall Street a livello record

Oltreoceano Wall Street, dopo una partenza debole, si muove al momento su nuovi livelli record. Sta riprendendo colore il Nasdaq (+0,24%), nonostante il malumore del settore tecnologico, dopo che venerdì scorso il presidente Usa Donald Trump ha detto che chiederà alle aziende di pagare 100.000 dollari all’anno per i visti per i lavoratori H-1B. Sperando in maggiore chiarezza su questo tema, si guarda anche al rischio di chiusura delle attività governative, dopo che il Congresso appare bloccato su un’intesa per il finanziamento.

Un altro tema che resta sotto la lente degli investitori è quello della politica monetaria. Oggi a raffreddare un po’ l’ottimismo ha provveduto il presidente della Federal Reserve di St. Louis, Alberto Musalem, ribadendo il suo sostegno al taglio dei tassi di interesse della scorsa settimana, ma anche raccomandando cautela, a causa dell’inflazione. Per questo acquista ancor più importanza la pubblicazione di alcuni dati economici in settimana, in particolare quelli relativi alla spesa per i consumi personali – indicatore preferito dalla Fed per misurare l’inflazione – e al prodotto interno lordo.

È caccia grossa all’oro

A fare incetta di acquisti è anche oggi l’oro, in un mercato che non sembra saziarsi mai di lingotti. Sotto una domanda pressante i prezzi dell’affascinante metallo aggiornano per l’ennesima volta i massimi storici. Lo spot gold tratta al momento a 3725,38 dollari l’oncia (dopo aver toccato un vertice di 3728,43 dollari), mentre il future dicembre 2025 vale 3760,30 dollari l’oncia.

Arretrano moderatamente invece i prezzi del petrolio, con i future di novembre di Brent e Wti che prezzano rispettivamente 66,44 dollari al barile e 62,16 dollari. Il mercato dei cambi è modestamente sfavorevole al dollaro. L’euro si apprezza dello 0,2% circa a 1,1772.

Piazza Affari, auto in panne, ma Generali corre

In Piazza Affari a restare in panne sono soprattutto i titoli dell’auto come Stellantis, -2,62%, influenzati negativamente dalle notizie che arrivano dai colleghi tedeschi. Sul paniere principale arretrano poi Amplifon -2,14%, Finecobank -1,7%, Inwit -1,24%. Le banche sono poco mosse. Mediobanca perde lo 0,38%, nel giorno della chiusura dell’opas da parte di Mps (-0,54%), che ha superato il 70% delle adesioni, soglia che apre ufficialmente la strada alla fusione tra i due istituti. Brilla Invece  Generali, +2%, di cui Piazzetta Cuccia è il principale azionista.

Spread in rialzo

La carta italiana ha perso oggi un po’ di terreno verso la rivale tedesca, nonostante la promozione di Fitch. Lo spread tra Btp 10 anni e Bund di pari durata sale a 83 punti base (+1,12%), con tassi rispettivamente al 3,58% e 2,75%.

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