I mercati europei chiudono deboli, con vendite diffuse su quasi tutti i principali listini, zavorrati soprattutto dal comparto automobilistico dopo il rinvio dei piani sull’elettrico da parte di Porsche e il conseguente taglio delle stime di Volkswagen. Il Ftse Mib fa eccezione e chiude in rialzo dello 0,26% nonostante le vendite su Stellantis. A compensare sono gli acquisti su Leonardo e Lottomatica, quest’ultima al debutto nell’indice principale al posto di Pirelli. Su anche Generali, dopo che Unicredit è scesa al 2% del capitale.
Tra le banche prevalgono le prese di profitto dopo le parole del ministro Giorgetti sulla “reciprocità” da parte degli istituti nel sostenere la manovra. Mediobanca resta sotto i riflettori nel giorno della chiusura dell’Opas di Mps, che ha già superato la soglia strategica del 70%.
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Tra gli spunti geopolitici, cresce la pressione sul fronte Nato-Russia e arrivano nuovi riconoscimenti internazionali allo Stato di Palestina. Intanto si avvicina la conferenza stampa della Fed dopo il recente taglio dei tassi di 25 punti base, mentre in Europa l’attenzione si concentra oggi sull’indice di fiducia dei consumatori dell’Eurozona.
Sul valutario, l’euro/dollaro resta stabile a 1,176. L’oro consolida il rally sopra i 3.700 dollari l’oncia. Lo spread BTP-Bund è a 82 punti base, sostenuto dall’upgrade di Fitch sul rating dell’Italia a BBB+ con outlook stabile.
In Asia, partenza di settimana in rialzo, trainata da Tokyo che ha chiuso a nuovi massimi storici: il Nikkei ha guadagnato lo 0,99%, sostenuto dal recupero di Wall Street e dal rafforzamento del dollaro sullo yen. In calo invece Shanghai (-0,12%) e Hong Kong (-1,13%), con Byd in forte ribasso dopo la riduzione della partecipazione da parte di Warren Buffett.