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Borse 15 ottobre: Parigi e Wall Street corrono ma non trascinano l’Europa. Nuovi record dell’oro e dell’argento

La soluzione della crisi di governo dà sprint alla Borsa di Parigi dove brilla il lusso, trainato dal boom di Lvmh che contagia tutto il settore. Piazza Affari scende sotto quota 42 mila. Buona l’apertura di Wall Street grazie alle ottime trimestrali di Morgan Stanley e Bofa

Borse 15 ottobre: Parigi e Wall Street corrono ma non trascinano l’Europa. Nuovi record dell’oro e dell’argento

Listini europei contrastati, Wall Street tonica e oro a nuovi massimi: è l’andamento della giornata finanziaria odierna, bizzarra eppure ordinaria di questi tempi, in cui gli investitori trovano spunti per rischiare ancora grazie alle trimestrali e alle singole storie, ma sentono il bisogno di tutelarsi con il bene rifugio per eccellenza, anche in vista di nuovi allentamenti monetari negli Stati Uniti.

Alla chiusura in Europa svetta Parigi, +1,99%, in gran recupero nella speranza che il nuovo governo regga, grazie anche alla decisione del premier Sébastien Lecornu di sospendere la riforma delle pensioni fino alle elezioni del 2027. A dare verve al listino francese è il balzo di LVMH (+13,43%), dopo una trimestrale brillante che spinge il comparto del lusso a livello continentale. Anche Piazza Affari vede Moncler (+7,77%) e altri titoli del settore in grande spolvero, ma il Ftse Mib perde lo 0,4% e scivola sotto i 42 mila punti base a causa delle vendite sui titoli finanziari e Leonardo (-4,2%), ancora oggetto di realizzi con i nuovi venti di pace.

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È negativa Londra -0,35%, delusa dal governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, che vede persistenti rischi di inflazione a fronte di un indebolimento dell’occupazione, suggerendo così che la tempistica delle future mosse di politica monetaria rimane incerta. Francoforte cede lo 0,26%, Madrid è piatta, sale Amsterdam +0,61%.

Wall Street tonica con trimestrali e Powell

Alla fine della mattina americana Wall Street rallenta, ma tratta comunque in progresso (DJ +0,29%, S&P 500 +0,58%, Nasdaq +0,79%), mettendo in stand-by le rinnovate lesioni commerciali con la Cina. A incoraggiare gli acquisti sono i risultati trimestrali delle banche oltre le attese (Bofa, dopo Goldman Sachs, Wells Fargo, Morgan Stanley, JP Morgan), mentre sul fronte dei chip a dare una spinta sono i conti di Asml.

Le borse hanno accolto con favore anche le parole di ieri del presidente della Fed, che ha aperto alla possibilità di nuovi tagli dei tassi e anche all’eventuale fine alla stretta quantitativa (“quantitative tightening”). Secondo i dati Lseg, al momento i mercati prevedono un taglio di un quarto di punto alla riunione del Fomc del 28-29 ottobre e un altro alla prossima riunione della Fed a dicembre, seguito da altri tre tagli l’anno prossimo. 

Oro in orbita

A fare da mattatore anche oggi è soprattutto l’oro che aggiorna i suoi massimi e supera almeno per qualche momento i 4200 dollari l’oncia. Un trend tutto sommato positivo per Roma, visto che l’Italia, come sottolinea Reuters, ha la terza riserva nazionale di lingotti al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Riparte anche il rally dell’argento, che al momento guadagna circa il 2% per un prezzo di 51,605 dollari l’oncia.

Al contrario il petrolio si conferma debole. Il greggio texano tratta a 58,60 dollari al barile e il Brent a 62,22 dollari ed entrambi i futuri mostrano ribassi frazionali. Intanto gli Stati Uniti, per bocca del segretario al tesoro Scott Bessent, si dicono pronti a imporre dazi alla Cina per i suoi acquisti di greggio russo, ma chiedono agli alleati europei di partecipare a tale azione.

“È l’acquisto di petrolio russo da parte della Cina che alimenta le macchine da guerra russa. La Cina compra il 60% dell’energia russa. Compra il 90% dell’energia iraniana”, ha detto. Sul mercato valutario l’euro recupera terreno sul dollaro, con il biglietto verde frenato dalle dichiarazioni di Powell. Al momento la moneta unica vede un cambio contro il dollaro di 1,1624 (+0,14%).

Piazza Affari, brilla Stellantis con investimenti negli Usa

Il podio di Piazza Affari viene conquistato oggi da Moncler, Stellantis +3,21% e Interpump +2,97%. La moda è ben intonata a livello continentale e festeggia a Milano anche con Cucinelli +1,85%, Aeffe +5,34% e Ferragamo +7,79%. In gran recupero è anche l’automotive: Stellantis viene premiata per l’annuncio di un piano di investimenti da 13 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni per far crescere le proprie operazioni negli Stati Uniti e aumentare i volumi produttivi del 50%; Ferrari, +2,89%, rimbalza dopo un periodo no.

Il maggior ribasso del giorno è di Nexi, -5,45%, retrocessa da Exane Bnp Paribas a ’neutral’ da ’outperform’, con un prezzo obiettivo a 5,3 euro da 6,6 precedente. Sono in profondo rosso i titoli della difesa, nel contesto della tregua a Gaza. Oltre a Leonardo, arretra pesantemente Fincantieri -7,66%. Tra le blue chip più vendute ci sono le banche: Popolare di Sondrio -3,11%, Bper -3,04%, Banco Bpm -2,8%. Mediobanca cede  il 2,68%, penalizzata anche da Fitch Ratings, che ha tagliato il Long-Term Issuer Default Rating a ’BBB-’ da ’BBB’, con outlook che resta stabile. In scia la controllante Mps lascia sul terreno il 2,24%.

Spread in calo

I titoli di Stato della zona euro beneficiano del miglioramento del quadro politico francese. Lo spread tra Btp e Bund, sulla lunghezza decennale, arretra a 81 punti base, con rendimenti in calo rispettivamente al 3,37% e 2,56%. L’Oat festeggia con maggior convinzione e prende un po’ le distanze dalla carta italiana, restringendo lo spread con il Bund a 77 punti base. L’Oat decennale vede abbassarsi il rendimento al 3,33%.

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