Condividi

Borse 1° aprile: rimbalzone generale sulle aspettative di tregua in Iran, Milano ancora regina d’Europa

I mercati scommettono sul fatto che le prospettive di risoluzione del conflitto in Medio Oriente non siano un pesce d’aprile. Petrolio in calo ma difende i 100 dollari al barile, spread sotto i 90 punti base

Borse 1° aprile: rimbalzone generale sulle aspettative di tregua in Iran, Milano ancora regina d’Europa

Rimbalzone delle Borse di tutto il mondo dopo che il presidente Donald Trump ha detto che la guerra in Iran finirà “in due o tre settimane” e che Teheran “ha chiesto il cessate il fuoco”. Ci sarà da crederci? Intanto il Regno Unito ospiterà questa settimana colloqui tra 35 Paesi per creare una coalizione internazionale volta a riaprire lo Stretto di Hormuz e dunque per ora il sentiment dei mercati è di grande fiducia. A guidare i rialzi dei listini europei è ancora una volta, per la seconda seduta consecutiva, Piazza Affari, che ritrova i 45.000 punti guadagnando il 3,17%. Aveva aperto le danze l’indice Nikkei di Tokyo con un mirabolante +5,2%, poi Parigi +2,1%, Francoforte +2,6%, Londra +1,7%, e a ruota ha aperto bene pure Wall Street, che già ieri aveva invertito la rotta: oggi il Dow Jones sale dell’1%, l’S&P 500 pure intorno all’1% e il Nasdaq Composite Index dell’1,4%.

LEGGI QUI LA DIRETTA DI BORSA DI OGGI

Materie prime: petrolio in calo, oro sopra i 4.700 dollari, spread sotto i 90 punti base

A Milano di fatto chiudono in rosso quasi solo i titoli energetici, che dopo settimane di rally vengono penalizzati dal calo odierno del petrolio: pesanti le perdite per Eni -4,7% e Tenaris -2,2%, più moderate per Saipem -0,6% e Snam -0,4%. Il petrolio Brent oggi cede più del 2% ma sembra difendere i 100 dollari al barile nell’orario in cui chiudono i battenti le Borse europee, mentre il Wti Crude Oil scivola appena sotto quella soglia psicologica. Perde ancora di più in termini percentuali il gas TTF europeo: -6% sui 47 euro/MWh. E invece al contrario ritrovano slancio, già da qualche seduta, i beni rifugio come oro e argento: l’oro supera i 4.700 dollari l’oncia e anzi avvicina i 4.800 dollari, il valore più alto da metà marzo, l’argento è più timido ma comunque aggancia i 75 dollari l’oncia. In uno scenario di maggiore fiducia cala la pressione sui titoli di Stato: lo spread Btp Bund, che aveva toccato i 100 punti base nelle ultime settimane, oggi scende a 86 pb, col rendimento del Btp 10 anni al 3,85%.

A Piazza Affari volano l’industria e le banche. EssilorLuxottica crolla a Parigi: ecco perché

A Piazza Affari i due titoli migliori, con guadagni stellari, sono Leonardo +8% e Avio +10%. Sempre rimanendo nel settore della Difesa vola pure Fincantieri +4,7%. Ma soprattutto questo è il grande giorno delle banche: Unicredit +5,6% dopo che il presidente Pier Carlo Padoan ha ribadito che “l’offerta su Commerzbank ha l’obiettivo di creare un campione europeo”, Intesa Sanpaolo +4,4%, Mps +2,4%, Meiobanca +2,3%, Banco Bpm +3,3%. Da segnalare, sulla Borsa di Parigi ma a proposito di una azienda a impronta italiana, il flop in controtendenza di EssilorLuxottica -2,2% sul Cac 40, all’indomani dell’annuncio di una nuova linea di Ai glasses Ray-Ban, ancora in partnership con Meta. I nuovi occhiali sono anche da vista, progettati per chi è miope, integrando le più recenti funzionalità Meta AI, ma quello degli occhiali intelligenti è il comparto con la maggiore concorrenza potenziale nel settore.

Sul Nasdaq exploit di Micron, risale il Bitcoin

A Wall Street sono ormai lanciatissimi i titoli tecnologici. Micron, che opera nello stesso ambito di Nvidia, mette a segno addirittura un +10%, poi appunto Nvidia +1,2%, Tesla +2,4%, Amazon +2%, Meta +1,8%, Alphabet +3%. Partecipa al clima di festa, questa volta, anche il Bitcoin, la criptovaluta che fa benchmark e che da qualche tempo viaggia sulle montagne russe, oscillando sopra e sotto quota 70.000 dollari. Le perdite delle ultime sedute non consentono, seppur con un rialzo odierno di quasi il 3%, di riagganciare quella soglia psicologica, ma oggi il Bitcoin risale sopra i 68.000 dollari. Si rafforza anche l’euro sul dollaro Usa, riportando il cambio sopra quota 1,16.

Commenta