Le Borse europee chiudono senza una direzione chiara dopo lo scivolone della vigilia, condizionate dal cambio di rotta di Donald Trump sul dossier Iran. Il presidente Usa ha infatti esteso il cessate il fuoco “fino alla presentazione di una proposta” per il negoziato, dopo aver inizialmente escluso una proroga, aumentando l’incertezza sui mercati. Teheran si dice pronta a trattare immediatamente, ma solo dopo la revoca del blocco navale. A pesare sul sentiment anche le nuove tensioni nello Stretto di Hormuz dove i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato il sequestro di due navi. In questo contesto il petrolio torna a salire, con il Brent vicino ai 100 dollari e il Wti sopra quota 90 dollari. In rialzo anche il gas che torna sopra i 42 euro al megawattora.
In questo quadro, l’Europa chiude in ordine sparso e con oscillazioni continue: gli indici restano deboli o poco sotto la parità, riflettendo proprio l’assenza di una narrativa chiara. In controtendenza Amsterdam, sostenuta dalla corsa di Asm International dopo conti solidi e outlook sopra le attese. Seduta più incerta in Asia, dove il Nikkei 225 chiude in rialzo dello 0,39% mentre il Topix arretra dello 0,67%. Più tonica Wall Street, sopra la parità, sostenuta dall’ipotesi di de-escalation e dal comparto tech legato all’intelligenza artificiale. In evidenza Boeing dopo i conti sopra le attese.
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A Piazza Affari occhi sulle trimestrali: giù Moncler nonostante ricavi sopra le attese (880,6 milioni, +12%), mentre avanza Saipem con utile stabile a 78 milioni e guidance confermata al 2026, pur segnalando possibili impatti dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Nel comparto energia si mettono in luce Eni e Tenaris, spinte dal rialzo del greggio, mentre tra le utility avanzano Enel, Snam e Terna, con quest’ultima che segnala la disponibilità dell’ad uscente Giuseppina Di Foggia a rinunciare all’indennità di fine mandato. Nel comparto difesa rimbalza Fincantieri, mentre resta più cauta Leonardo.
Sul fronte opposto prevalgono le prese di beneficio: Avio è tra i peggiori, dopo il rally della vigilia. Debole anche il comparto bancario, con cali per Unicredit, Mediobanca e Banco Bpm – quest’ultima sotto i riflettori per la nomina del nuovo vicepresidente Eugenio Rossetti – insieme a Mps, in attesa del Cda di domani, il primo dopo il ritorno dell’ad Luigi Lovaglio. Arretrano anche Amplifon e Diasorin.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund si restringe a 74 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,73%. Valute poco mosse: euro a 1,175 dollari e 187,14 yen. Tornano a salire i metalli preziosi, con l’oro sopra i 4.700 dollari l’oncia (+0,8%) e argento vicino a 77,98 dollari (+1,7%).
