Si attendono i dati di Tesla Un cessate il fuoco a tempo indeterminato. E’ ciò che ha deciso Trump ieri sera, pare unilateralmente, ma resta poco chiaro in che modo possa tradursi in un segnale pieno di distensione. L’annuncio, arrivato a poche ore dallo scadere dell’ultimatum, quanto meno dovrebbe poter consentire la prosecuzione dei colloqui volti a porre fine a una guerra, e ai mercati di concentrarsi sui temi economici e aziendali.
Tuttavia non è ancora chiaro se l’Iran, o l’alleato degli Stati Uniti Israele, abbiano accettato, o siano disposti ad accettare, il nuovo accordo. Allo stesso tempo, Trump ha detto che avrebbe continuato a bloccare i porti e le coste dell’Iran, il che significa che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è di fatto bloccato. E infatti il prezzo del petrolio rileva la tensione con prezzi che, dopo essere saliti dell’3% nelle ore precedenti, sembra essersi stabilizzato tra 97 e 98 dollari e finché la via navigabile rimarrà chiusa, sussisterà sempre il rischio di prezzi dell’energia elevati e di uno shock inflazionistico. A questo proposito sarà seguito oggi il dato sull’inflazione britannica di marzo, mentre nella seconda parte della giornata saranno seguiti i conti trimestrali del produttore statunitense di chip Texas Instruments e quelli di Tesla di Elon Musk per comprendere l’impatto dei costi dell’energia e come le aziende stanno gestendo le catene di approvvigionamento. Wall Street, dopo aver chiuso in calo ieri prima dell’annuncio di Trump, oggi potrebbe riprendersi, in base a quanto indicano i futures. Le borse asiatiche
Cessate il fuoco per chi?
L’annuncio di Trump pare essere stato fatto unilateralmente e ciò lascia gli osservatori all’erta riguardo l’andamento della crisi in Medio Oriente, con il suo corollario di shock energetico. L’agenzia di stampa Tasnim, affiliata alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, ha affermato che l’Iran non aveva richiesto la proroga e ha ribadito la sua posizione di rompere il blocco statunitense con la forza.
Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz , che normalmente convoglia circa il 20% delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, è rimasto sostanzialmente bloccato ieri, con solo tre navi che hanno percorso il canale nelle ultime 24 ore, secondo i dati di navigazione. Altrove, l’esercito israeliano ha affermato che Hezbollah ha lanciato razzi contro le sue truppe nel Libano meridionale, accusando il gruppo sostenuto dall’Iran di aver violato il cessate il fuoco in vista dei colloqui con il Libano mediati dagli Stati Uniti questa settimana. Intanto, in Europa, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato che l’oleodotto Druzhba, che trasporta petrolio russo nel continente, è pronto a riprendere le operazioni, ma tre fonti del settore hanno detto che la Russia si appresta a interrompere le esportazioni di petrolio dal Kazakistan alla Germania attraverso l’oleodotto Druzhba a partire dal 1° maggio.
Intanto il vicepresidente JD Vance avrebbe dovuto recarsi in Pakistan per riprendere i colloqui con l’Iran, ma i rappresentanti di Teheran si sono rifiutati di partecipare, perché considerano le richieste americane irragionevoli. Un funzionario della Casa Bianca ha confermato che il vicepresidente non è andato in Pakistan.
Wall Street ieri ha chiuso in calo ma prima dell’annuncio di Trump. Stamane i futures salgono
Wall Street ieri ha chiuso in calo ieri, quando ancora non era arrivato il messaggio di Trump sul cessate il fuoco. Il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,59%, a 49.149,38 punti, l’indice S&P 500 ha perso lo 0,63%, a 7.064,01 e il Nasdaq Composite ha persolo 0,59%, attestandosi a 24.259,96.
Da segnalare il balzo del 7% di UnitedHealth dopo che il conglomerato sanitario ha rivisto al rialzo le previsioni di utili annuali e ha superato le aspettative di Wall Street per il primo trimestre, rappresentando il principale fattore di spinta per il Dow Jones, contribuendo con circa 138 punti al rialzo. Apple invece ha perso il 2,52% dopo che la società ha annunciato che l’amministratore delegato Tim Cook avrebbe ceduto le redini a John Ternus, da tempo a capo del settore hardware. In attesa di conoscere i dati trimesrali di Tesla, la prima delle Magnifiche Sette, oggi più tardi, SpaceX ottiene il diritto di acquistare la startup di intelligenza artificiale Cursor per 60 miliardi di dollari.
Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate dell’1,7% a marzo, un incremento superiore all’1,4% previsto, a causa della guerra con l’Iran, che ha fatto lievitare i prezzi della benzina e portato a un picco record di incassi presso le stazioni di servizio, mentre i rimborsi fiscali hanno sostenuto la spesa in altri settori.
Gli investitori stavano inoltre valutando le dichiarazioni di Kevin Warsh, il candidato di Trump alla guida della Federal Reserve, la cui audizione di conferma si è conclusa ieri al Senato. Warsh ha dichiarato di non aver fatto alcuna promessa al presidente Donald Trump riguardo al taglio dei tassi di interesse, nel tentativo di rassicurare i senatori statunitensi che stavano valutando la sua conferma alla guida della banca centrale americana, affermando che avrebbe agito in modo indipendente dalla Casa Bianca, procedendo al contempo con ampie riforme. “Non sarò il burattino” del presidente Donald Trump” ha detto. Stamane i futures di Wall Street indicano un rialzo generalizzato attorno all’1%.
Asia poco variata e confusa. Resta sostenuto il Kospi sudcoreano
Le borse asiatiche, le prime in ordine di tempo, a reagire all’annuncio di Trump della notte, sono miste e incerte. In Cina, il CSI 300 è in rialzo dello 0,3%. Shanghai Composite +0,3%. Shenzhen Composite +0,5%.
L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,4%, zavorrato dall’andamento negativo dei tech: Alibaba -4%, Tencent -3%. La neo-quotata MiniMax sale del 6%, Zhipu dell’8%.
In Giappone, il Nikkei perde lo 0,2%. Le esportazioni del paese sono cresciute grazie alla ripresa della domanda in Cina, sfidando i timori per il Medio Oriente. A marzo, il loro valore complessivo anno su anno è aumentato dell’11,7%, contro la stima degli analisti dell’11% e il dato precedente del 4,2%. L’avanzo commerciale si è ampliato a 667 miliardi di yen (4,2 miliardi di dollari) su base non destagionalizzata. Il conflitto con l’Iran sta complicando il processo decisionale della Bank of Japan. Sebbene l’aumento dei rischi inflazionistici comporti una forte pressione sulla banca centrale affinché alzi i tassi, i maggiori costi energetici stanno pesando sull’economia. Secondo alcune fonti, la banca centrale sarebbe orientata a mantenere invariato il tasso di riferimento nella prossima riunione del 28 aprile.
In Corea del Sud, il Kospi guadagna lo 0,2%, mentre il Kosdaq scende dello 0,3%. A Taiwan, il Taiex è positivo: +0,8%.
Stamane i future sul petrolio Brent quotano tra 97 e 98 dollari al barile, dopo aver toccato i 99,38 dollari al barile nelle ore precedenti. I future sul West Texas Intermediate sono attorno gli 89 dollari, dopo aver raggiunto un massimo di 90,71 dollari nelle ore precedenti. Ieri entrambi i contratti di riferimento sono aumentati di circa il 3%. Oggi l’Agenzia statunitense per l’informazione energetica pubblicherà i dati relativi alle scorte. L‘oro è salito fino all’1,1%, superando i 4.770 dollari l’oncia, dopo essere sceso di oltre il 2% nella sessione precedente.
Sul mercato valutario, l’indice del dollaro Usa, che misura la forza del biglietto verde rispetto a un paniere di sei valute, è sceso a 98,367. La maggior parte delle altre valute è rimasta invariata dopo la proroga del cessate il fuoco. L’euro si è mantenuto stabile a 1,1742 dollari e la sterlina britannica è rimasta invariata a 1,3511 dollari. Il dollaro australiano è salito dello 0,1% a 0,7157 dollari e il dollaro neozelandese ha guadagnato lo 0,2%, attestandosi a 0,5907 dollari. Nei confronti dello yen, il dollaro statunitense è rimasto stabile a 159,35 yen.
Borse europee viste aprire in leggero rialzo. A Piazza Affari occhi a Saipem, Moncler, Terna
Le borse europee si avviano verso un’apertura in leggero rialzo. Future sull’Euro Stoxx 50 +0,2%.
Regno Unito. Secondo i dati ufficiali pubblicati mercoledì, l’inflazione dei prezzi al consumo è salita a un tasso annuo del 3,3% a marzo, rispetto al 3,0% di febbraio, mostrando i primi effetti della guerra in Medio Oriente sui prezzi.
Italia. Il Consiglio dei Ministri si riunisce alle 12 oggi per discutere e approvare il Documento di Finanza Pubblica (DFP), che aggiornerà le stime pluriennali relative al deficit, al debito e alla crescita del PIL.
Banco Bpm. Il nuovo Cda del banco ha nominato Eugenio Rossetti vicepresidente dell’istituto.
Eni. La norvegese Vaar Energi, controllata da Eni, ha registrato un margine operativo inferiore alle attese nel primo trimestre mantenendo invariate le previsioni su dividendi e investimenti.
Ferrari. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Ferrari Luce (il primo veicolo elettrico della società) avrà un prezzo di circa 550.000 euro.
Lottomatica. Ieri ha emesso obbligazioni senior garantite da 765 milioni di euro al 4,625% con scadenza nel 2032. I proventi finanzieranno il rimborso integrale di 400 milioni di euro di obbligazioni a tasso variabile con scadenza nel 2031 e sosterranno il riacquisto di azioni proprie e potenziali acquisizioni.
Moncler. Il gruppo chiude il primo trimestre con ricavi consolidati pari a 880,6 milioni di euro, in crescita del 12% a cambi costanti e del 6% a cambi correnti rispetto ai primi tre mesi del 2025.
Saipem. Chiude il primo trimestre con un utile netto stabile a 78 milioni di euro su ricavi pari a 3,5 miliardi, in linea con il primo trimestre dell’anno precedente. Tuttavia, la prolungata chiusura dello stretto di Hormuz in medio Oriente potrebbe avere impatti sulle consegne di alcune componenti critiche per la oil service.
Stellantis. Jeep ha comunicato ieri che rinuncerà alla produzione della Wagoneer S elettrica. Nessun impatto sul volume delle vendite, dato che sono praticamente inesistenti, e l’effetto dovrebbe essere positivo sui margini.
Terna. Ha reso noto che l’ad uscente, Giuseppina Di Foggia, ha manifestato la propria disponibilità alla sottoscrizione di un accordo finalizzato alla rinuncia dell’indennità di fine rapporto.
Reply. Berenberg ha alzato la raccomandazione a ‘Buy’ da ‘Hold’.
Safilo. Ha sottoscritto un accordo di esclusiva con Bollé Brands finalizzato all’acquisizione di SPY+ e Serengeti, due marchi statunitensi attivi nei segmenti sport/outdoor e dell’occhialeria di alta gamma. Nel 2025, SPY+ e Serengeti hanno registrato complessivamente vendite per circa 39 milioni di dollari, sottolinea la nota.
