La storica azienda italiana delle armi Beretta Holding ha annunciato un’offerta pubblica di acquisto (Opa) sul 20,05% del capitale della statunitense Sturm Ruger, quotata a Wall Street. Il prezzo proposto è di 44,80 dollari per azione, con un premio del 20% rispetto alla media degli ultimi due mesi e del 10% rispetto alla chiusura del 24 marzo. Dopo l’annuncio, il titolo Ruger ha chiuso ieri, mercoledì 25 marzo, a 43,53 dollari (+6,85%), mostrando la reazione positiva del mercato. La quota che Beretta punta ad acquisire vale circa 130 milioni di dollari, considerando la capitalizzazione totale di Ruger di 683,4 milioni. Negli ultimi anni, il titolo americano ha perso più della metà del suo valore dai massimi del 2021, rendendo l’operazione particolarmente rilevante.
Beretta punta alla collaborazione con Ruger: “Non al controllo”
Attualmente Beretta è già il primo azionista di Ruger con il 9,95% delle azioni, e l’Opa permetterebbe di arrivare a detenere complessivamente il 30% del produttore americano. In una lettera inviata al consiglio di amministrazione di Ruger, il direttore generale Robert Eckert ha chiesto di sospendere il meccanismo di difesa “poison pill” adottato lo scorso ottobre, con scadenza a fine marzo.
“Non puntiamo al controllo di Ruger – ha sottolineato Eckert – ma vogliamo avviare una collaborazione strategica”. Lo scorso mese Beretta aveva già lanciato una battaglia per deleghe (proxy fight) per ottenere quattro seggi su nove nel board in vista dell’assemblea del 29 maggio, con l’obiettivo di favorire un accordo. Dal canto suo, la società americana ha definito le mosse di Beretta come una “scalata strisciante”, accusando il socio di non negoziare in buona fede e denunciando pressioni e minacce agli altri azionisti.
Negli Stati Uniti, Beretta concentra le vendite su fucili da caccia, munizioni e ottiche, con circa 700 dipendenti in nove entità locali, mentre Ruger produce esclusivamente armi da fuoco per il mercato americano. Questa complementarità rende le due aziende partner strategici più che concorrenti, con potenziali sinergie industriali dall’esperienza globale di Beretta e dalla presenza consolidata di Ruger negli Stati Uniti. L’Opa mira quindi a rafforzare il legame tra le due società e allineare i loro interessi industriali.
Una holding storica con una strategia di crescita internazionale
Fondata nel 1526 e guidata da Pietro Gussalli Beretta, Beretta Holding ha chiuso il 2024 con ricavi per 1,67 miliardi di dollari, di cui il 40% generato negli Stati Uniti, e un ebitda di 253 milioni di euro. La società ha adottato una politica di crescita esterna ambiziosa, controllando oggi circa 50 aziende, tra cui la svizzera Ruag Ammotec, specializzata in munizioni.
Le tre divisioni principali – armi, munizioni e ottica – rendono Beretta un gruppo integrato, con una quota crescente nel settore difesa, che oggi rappresenta il 40% del fatturato. Il comparto tradizionale, legato a armi sportive e da caccia, continua a registrare tassi di crescita stabili.
