La Sagrada Familia ha raggiunto il suo massimo slancio verso il cielo e ora Barcellona può dire di ospitare la chiesa più alta del mondo. Con il posizionamento del braccio superiore della croce sulla torre dedicata a Gesù Cristo, la basilica ha toccato l’altezza definitiva di 172 metri e mezzo. L’ultimo elemento, una croce bianca alta 17 metri, è stato issato tra impalcature e gru in diretta web, sotto gli occhi degli operai e di milioni di spettatori collegati.
Tecnicamente il primato era già stato conquistato lo scorso ottobre, quando la torre aveva superato i 162 metri, scavalcando i 161,53 della Cattedrale di Ulm. Ora però il traguardo è definitivo e così la basilica catalana si colloca in vetta alla classifica delle chiese più alte del mondo. Un record che ha il sapore della storia dopo un’attesa lunga 144 anni.
Un cantiere lungo 144 anni
La prima pietra della Chiesa è stata posata nel 1882. L’anno successivo, nel 1883, Antoni Gaudí, celebre architetto catalano, prese in mano il progetto originariamente neogotico e lo trasformò in qualcosa di radicalmente nuovo, secondo i principi del modernismo catalano. Da allora la Sagrada Familia è diventata il cantiere più celebre e discusso d’Europa.
Gaudí vi dedicò gran parte della sua vita, fino al 10 giugno 1926, quando morì investito da un tram. A cent’anni esatti dalla sua scomparsa, il 10 giugno 2026, la torre di Gesù Cristo sarà ufficialmente inaugurata. È attesa anche la presenza di Papa Leone XIV, anche se dal Vaticano non è ancora arrivata conferma.
L’obiettivo dichiarato è chiudere il corpo principale della struttura entro la fine del 2026, proprio nell’anno del centenario. Resterebbero poi gli ultimi ritocchi e, su un orizzonte più lungo, la realizzazione della grande scalinata monumentale prevista davanti alla facciata principale, con un traguardo indicato al 2034.
Diciotto torri e un simbolo teologico
La croce appena completata corona la torre più alta di un sistema composto da 18 torri complessive: dodici dedicate agli apostoli, quattro agli evangelisti, una alla Vergine Maria e quella centrale a Gesù Cristo. Sulla sommità verrà collocata anche l’effigie dell’Agnus Dei, a suggellare il significato teologico dell’opera.
Il tempio, consacrato nel 2010 da Benedetto XVI e inserito tra i beni Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 2005, rappresenta una sintesi di fede, arte e ingegneria. La sua struttura interna, con colonne che si ramificano come alberi e volte che diffondono la luce come in un bosco, riflette la visione organica di Gaudí: un’architettura che guarda alla natura come modello strutturale e spirituale.
Un’opera finanziata dal popolo
Se il cantiere è durato così a lungo le ragioni sono due: la complessità tecnica e il modello di finanziamento. La Sagrada Familia procede esclusivamente grazie a donazioni private e ai biglietti dei quasi cinque milioni di visitatori che ogni anno la scelgono come meta. Un ritmo inevitabilmente irregolare, messo alla prova anche da emergenze come la pandemia.
Eppure, nonostante incendi, guerra civile, rallentamenti e polemiche urbanistiche, la basilica è arrivata al suo punto più alto. Gaudí aveva voluto che non superasse la collina del Montjuïc, perché l’opera dell’uomo non dovesse oltrepassare quella di Dio. Così, a 172,5 metri, la Sagrada Familia tocca il cielo senza pretendere di dominarlo.
Non è ancora la fine del cantiere. Ma è il momento in cui un sogno iniziato nel XIX secolo diventa finalmente visibile da tutta Barcellona.
