L’economia mondiale continua a espandersi, sostenuta dall’innovazione tecnologica e dal commercio internazionale, ma il quadro resta fragile e soggetto a rischi al ribasso. È quanto emerge dal primo Bollettino Economico 2026 della Banca d’Italia, che analizza crescita globale, inflazione, mercato del lavoro e finanza pubblica, con particolare attenzione agli effetti dell’intelligenza artificiale e alla possibile volatilità dei mercati finanziari.
Crescita mondiale: l’AI guida, ma mette alla prova i mercati
Negli Stati Uniti, il pil del terzo trimestre 2025 è cresciuto grazie a consumi e investimenti in intelligenza artificiale (AI), che hanno sostenuto anche il commercio internazionale, con effetti positivi su economie come quella cinese. Il mercato del lavoro mostra però segnali di debolezza e la fiducia delle famiglie è in calo, anche a causa del government shutdown di ottobre-novembre. L’inflazione, scesa al 2,7% a dicembre, ha spinto la Fed a ridurre i tassi a 3,5-3,75%, con ulteriori tagli previsti nel 2026. L’AI sostiene il settore tecnologico, ma la concentrazione delle capitalizzazioni e le attese elevate di profitto rendono il mercato azionario vulnerabile a correzioni che possono estendersi oltre il comparto tech.
In Cina, la domanda interna resta debole per la crisi immobiliare e la contrazione degli investimenti, mentre le esportazioni verso Asia, Africa ed Europa sostengono la crescita. L’accordo commerciale Usa-Cina di ottobre 2025 ha parzialmente ridotto alcuni dazi, anche se il tasso medio verso gli Stati Uniti rimane elevato (31%). Nel complesso, il commercio globale ha accelerato, trainato dai beni legati all’AI, ma la crescita mondiale nel 2026 (2,9%) resta esposta a rischi al ribasso legati a tensioni commerciali, instabilità geopolitica e possibili correzioni nel settore tecnologico statunitense.
Eurozona: crescita moderata, servizi al traino
Nell’area dell’euro, la crescita continua a essere moderata e non uniforme. Francia e Spagna guidano l’espansione, mentre Germania e Italia mostrano risultati più contenuti. Il pil del terzo trimestre 2025 è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, trainato dai servizi e dal turismo, mentre l’industria mostra segni di stabilizzazione dopo mesi di debolezza.
L’inflazione si è stabilizzata intorno al 2% a dicembre, con la componente core al 2,3%. La Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, con costi del credito alle famiglie e alle imprese sostanzialmente stabili. I prestiti mostrano segnali positivi soprattutto per mutui e credito alle imprese nei servizi, mentre gli investimenti rimangono concentrati sulla sostituzione di capitale obsoleto.
L’Italia tiene meglio del previsto
L’economia italiana ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Nel terzo trimestre 2025 il pil è cresciuto dello 0,1%, proseguendo l’espansione anche in autunno, sostenuta da esportazioni, investimenti legati al Pnrr, innovazione tecnologica e dai servizi, mentre l’industria mostra segnali di recupero, riequilibrando la crescita dopo il predominio del terziario.
I consumi restano moderati, con un tasso di risparmio tra i più alti degli ultimi 15 anni (11,4%) e un reddito disponibile reale in aumento del 3,1% rispetto all’estate 2024. Il mercato immobiliare è dinamico (+3,8% i prezzi) e le compravendite crescono, mentre le immatricolazioni di auto elettriche continuano a salire grazie agli incentivi statali.
Il mercato del lavoro resta favorevole: occupati in aumento, disoccupazione al 5,8%, con incrementi soprattutto tra gli over 50, e salari privati leggermente sopra l’inflazione, in particolare nel settore metalmeccanico. L’inflazione al consumo si mantiene contenuta (1,2%) e quella di fondo resta sotto il 2%; i prezzi all’ingrosso dei beni industriali calano e le aspettative di inflazione di famiglie e imprese rimangono moderate. Le condizioni di finanziamento sono favorevoli, con tassi stabili e lieve crescita della domanda di credito per investimenti e abitazioni.
Le esportazioni italiane continuano a riprendersi, trainate da pil di base, prodotti petroliferi raffinati e mezzi di trasporto, mentre le importazioni provengono principalmente dall’area euro. L’avanzo di conto corrente si mantiene elevato, a 8,8 miliardi di euro (1,6% del pil trimestrale).
Prospettive e rischi: AI e concorrenza cinese
Bankitalia stima che il pil italiano crescerà dello 0,6% nel 2025 e nel 2026, con accelerazione allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9% nel 2028. La crescita sarà guidata da domanda interna, consumi e investimenti, mentre l’inflazione rimarrà contenuta tra l’1,4% e l’1,9%.
Il Bollettino mette in guardia sui rischi macrofinanziari legati alla crescente domanda globale di risorse di calcolo e all’espansione dell’intelligenza artificiale. Pur sostenendo il settore tecnologico e i mercati azionari, l’AI può rendere questi ultimi vulnerabili a correzioni significative, soprattutto a causa della concentrazione delle capitalizzazioni e delle attese di profitto elevate, con potenziali effetti che si estenderebbero oltre il comparto tech.
Sul fronte internazionale, il reindirizzamento delle esportazioni cinesi verso mercati alternativi agli Stati Uniti, in risposta ai dazi americani, aumenta la concorrenza sui mercati di sbocco. Secondo le indagini di Bankitalia, nel breve periodo gli effetti sulle imprese italiane risultano limitati, ma una quota significativa delle aziende prevede possibili pressioni su prezzi e margini, in particolare nei comparti manifatturieri più esposti. In questo contesto, investire in qualità, innovazione e posizionamento sui mercati internazionali resta cruciale per preservare la competitività del sistema produttivo italiano.
