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Bankitalia: “In manovra coperture certe, limitare misure spot”. E sulla Difesa: “Sarà più onerosa, correzione o spesa sale”

Le rilevazioni di Bankitalia durante l’audizione sulla manovra. Dall’Università Cattolica, invece, il governatore Panetta ha parlato di debito legato all’attuale clima geopolitico

Bankitalia: “In manovra coperture certe, limitare misure spot”. E sulla Difesa: “Sarà più onerosa, correzione o spesa sale”

Il Documento programmatico di finanza pubblica “non include informazioni sufficienti per avanzare valutazioni sulle singole misure” della prossima manovra. “In ogni caso, gli interventi di copertura dovranno essere certi”. Lo afferma il capo del dipartimento Economia e statistica di Bankitalia, Andrea Brandolini, in audizione sul Dpfp. “Sarebbe inoltre opportuno limitare gli incrementi di spesa o le riduzioni di entrate di natura temporanea: hanno effetti solo transitori sulla domanda, aumentano il livello del debito e risultano spesso difficili da rimuovere”.

Bankitalia: “In manovra coperture certe, limitare misure spot”

Lo scorso settembre, spiega Brandolini, le Commissioni competenti dei due rami del Parlamento e l’assemblea del Senato hanno approvato due risoluzioni, di identico contenuto, che impegnano il Governo a includere nel Dpfp ‘l’articolazione delle misure di prossima adozione nell’ambito della manovra di finanza pubblica e dei relativi effetti finanziari’. Il Dpfp “si limita tuttavia a fare riferimento, tra le misure espansive, alla riduzione del carico fiscale sui redditi da lavoro, al rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, agli incentivi agli investimenti privati, a misure a sostegno della natalità e della conciliazione vita-lavoro; non si fa menzione di specifici interventi a copertura”, sottolinea.

Bankitalia: più ricerca e istruzione, rivedere spese fiscali

E ancora: in vista della prossima manovra, “una riallocazione tra le diverse poste del bilancio può favorire la produttività e la crescita. Ciò accadrebbe, ad esempio, aumentando le risorse a favore di investimenti, ricerca e istruzione e contestualmente razionalizzando le spese fiscali, rimuovendo gli elementi del sistema tributario che scoraggiano la crescita dimensionale delle imprese, arginando l’erosione della base imponibile dell’Irpef”, afferma ancora Brandolini in audizione.

Bankitalia: “Difesa sarà più onerosa, correzione o spesa sale”

Il quadro programmatico delineato nel Dpfp “sembra non includere, se non in parte, maggiori oneri per la capacità di difesa”, sebbene il Documento “giudichi realistico, sulla base degli impegni presi in sede Nato, un graduale aumento della spesa nel prossimo triennio, fino a 0,5 punti di Pil in più nel 2028. In assenza di misure correttive ulteriori rispetto alla manovra, una maggiore spesa per la difesa rispetto a quella incorporata nel tendenziale condurrebbe a una dinamica della spesa netta più sostenuta rispetto a quanto programmato”, prosegue Brandolini. “Nel caso ciò avesse luogo in un momento in cui l’Italia non fosse più in una procedura per deficit eccessivo, – ha spiegato – per non rientrarvi immediatamente si potrebbe rendere necessario ricorrere all’attivazione della clausola di salvaguardia”.

Bankitalia: crescita modesta nel 2025 e prossimi anni

“Gli indicatori disponibili suggeriscono una lieve ripresa dell’attività nel terzo trimestre dell’anno, alimentata principalmente dal settore dei servizi. Le informazioni più recenti confermano, in sostanza, le nostre proiezioni di giugno, che indicavano una crescita modesta sia quest’anno sia nei prossimi, dovuta principalmente alla debolezza della domanda estera e al persistere di un’elevata incertezza”, sottolinea Brandolin. “Gli sviluppi prefigurati nel Dpfp sono coerenti con questo quadro” anche se, ha aggiunto, “si tratta di prospettive che rimangono soggette a numerosi elementi di incertezza“.

Panetta: cosa ha detto sul clima geopolitico e il debito

“L’attuale clima geopolitico sta riducendo le speranze di una risposta globale coordinata al debito“. Lo ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel corso del convegno organizzato con l’Università Cattolica sul ruolo degli istituti cooperativi. “La complessità dell’attuale problema del debito – ha invece osservato – richiede una risposta globale completa e coordinata, che comprenda la prevenzione delle crisi, la riduzione del debito e la promozione della crescita”. Il Common Framework approvato dal G20 nel 2020, se è stato “un passo avanti”, ha avuto – segnala il governatore – una attuazione “lenta e disomogenea, rivelando la necessità di maggiore trasparenza, prevedibilità e rapidità”.

Panetta sulle Bcc: ora serve cambio di strategia

Le banche di credito cooperativo rappresentano “un sostegno ai clienti durante le fasi di crisi e promuovono una crescita più sostenibile e bilanciata” ma ora c’è bisogno che “adattino le loro strategie” mantenendosi “fedeli alla loro missione”, dice ancora Panetta in merito al modello fin qui seguito dalle Bcc che “non è privo di debolezze” e la “strategia di espandere il portafoglio crediti è divenuta più difficile” e foriera di “rischi più alti”.

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