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Banche, Colombani (First Cisl): “Non è la tecnologia a far sparire gli sportelli, ma scelte industriali e politiche”

Il segretario generale della First Cisl denuncia l’allarme per le chiusure degli sportelli e il divario con l’Europa sull’internet banking, soprattutto tra gli over 65. “Il caso francese dimostra che digitale e sportelli possono convivere”

Banche, Colombani (First Cisl): “Non è la tecnologia a far sparire gli sportelli, ma scelte industriali e politiche”

La desertificazione bancaria in Italia ha ormai superato “la soglia dell’allarme sociale”, avverte il segretario generale della First Cisl, Riccardo Colombani. In un intervento a Cantiere Italia, trasmissione di Radio Rai 1 condotta da Monica Setta, il sindacalista ha puntato il dito contro le chiusure di sportelli e filiali che “privano milioni di cittadini dell’accesso ai servizi bancari essenziali”, aggravando l’esclusione sociale soprattutto tra le fasce più fragili.

Colombani: l’Italia è indietro sull’internet banking, soprattutto tra gli over 65

Colombani, tuttavia, ha smontato un luogo comune ricorrente: non è la digitalizzazione la causa della sparizione degli sportelli. “Il mantra della digitalizzazione come causa della desertificazione non risponde a verità”, ha detto. “Nel 2025 i progressi nell’utilizzo dell’internet banking in Italia sono stati marginali e il nostro Paese resta molto indietro rispetto alla media europea”.

Un ritardo che diventa più evidente se si considera la fascia di popolazione più esposta al rischio esclusione: i 65-74enni. “L’aumento degli utilizzatori è inferiore a quello europeo e molto distante dai livelli registrati in Germania, Spagna e Francia”, ha spiegato Colombani. Il dato, secondo il sindacalista, smentirebbe la tesi secondo cui la digitalizzazione spingerebbe automaticamente verso la chiusura degli sportelli.

A sostegno della sua tesi, Colombani ha citato anche il caso francese: “Un alto utilizzo dei canali digitali può convivere con una rete di sportelli ampia e capillare”. Insomma, la presenza fisica non sarebbe una conseguenza inevitabile del progresso tecnologico, ma una scelta organizzativa e politica.

Il problema vero: concentrazione, fusioni e perdita di servizi

In Italia, invece, la desertificazione bancaria si lega a un processo di concentrazione del settore che – secondo Colombani – non ha portato benefici né ai lavoratori né ai clienti. “I livelli occupazionali sono diminuiti vistosamente dall’inizio del secolo, pur se in stragrande prevalenza attraverso uscite volontarie”, ha detto. E non sono migliorate nemmeno le condizioni di prodotti come risparmio, investimenti e prestiti.

Il sindacalista ha quindi sottolineato un altro punto: la riduzione del numero delle banche riduce anche la concorrenza. In un Paese che registra ancora “forti ritardi in termini di educazione finanziaria e digitale”, questa dinamica rischia di penalizzare ulteriormente i cittadini.

Per questo la First Cisl ha avanzato una proposta concreta: le banche dovrebbero organizzare programmi gratuiti di educazione digitale per la clientela. Un intervento che, secondo Colombani, potrebbe mitigare la frattura generazionale e territoriale nell’accesso ai servizi.

Campioni europei sì, ma non a costo dell’inclusione

Sul fronte europeo, il segretario della First Cisl ha aggiunto una riflessione più ampia: “La crescita dimensionale delle banche è necessaria a livello continentale. Servono dei campioni europei per alimentare la competitività dell’Unione, attraverso la transizione digitale ed ecologica”.

Ma – ha chiarito – questo obiettivo non può essere perseguito “scaricando i costi sui territori e sull’inclusione sociale”. In altre parole, l’Europa può e deve puntare su gruppi bancari più grandi e forti, ma senza sacrificare il diritto dei cittadini a un accesso equo ai servizi bancari.

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