I soldi non sono tutto nella vita e l’Intelligenza artificiale non può vendere l’anima. Nemmeno per una montagna di dollari, come prevede il contratto da 200 milioni di dollari firmato a luglio da Anthropic con il Pentagono. Il rifiuto di Anthropic, la startup americana creata da quel genio di origini italiane che è Dario Amodei e che ha sviluppato il modello di AI più efficace per usi professionali e militari, è clamoroso ed è destinato a segnare la storia. Anthropic sta rifiutando un contratto ricchissimo del Pentagono perché anche negli affari mette l’etica al primo posto e pretende che ci siano regole e limiti nell’uso dell’Intelligenza militare in guerra. E il PresidenteTrump può dire quanto vuole che i vertici di Anthropic sono degli “svitati che aderiscono all’ideologia woke” ma Amodei e soci non sembrano lasciarsi intimidire. “Siamo favorevoli – spiega il Ceo della startup – all’uso dell’Ai per missioni legittime di intelligence e controspionaggio all’estero ma l’uso dell’Ai per la sorveglianza di massa sul territorio nazionale è incompatibile con i valori democratici”. Chiaro? Non è l’unico motivo di dissenso – c’è anche quello sulle “armi completamente automatiche” ritenute non ancora del tutto sicure – ma la sostanza del contrasto è evidente. E forse non ricomponibile. Alla faccia dei campioni della Silicon Valley che predicavano un mondo totalmente libero e alla prima occasione sono saliti sul carro del vincitore, anche se si chiama Donald Trump. Ma anche alla faccia di Sam Altman che con la sua OpenAI sta cercando di scalzare Anthropic nel rapporto con il Pentagono.
Ai, meno male che c’è Anthropic: nobile la sua battaglia in nome dell’etica
La startup americana è pronta a rinunciare ai 200 milioni di dollari del Pentagono per difendere i valori democratici nel business dell’Intelligenza artificiale
