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Borse 1° settembre ancora zavorrate da petrolio e titoli di Stato: Piazza Affari maglia nera va sotto i 52.000 punti

Settembre inizia male sui mercati finanziari occidentali: in attesa di novità dalla Fed sui tassi d’interesse entro questo mese, a pesare sono nuovamente le tensioni geopolitiche. A Milano si salvano solo Eni, Tenaris e Iveco

Borse 1° settembre ancora zavorrate da petrolio e titoli di Stato: Piazza Affari maglia nera va sotto i 52.000 punti

Le tensioni geopolitiche costringono i mercati finanziari occidentali ad un’altra seduta negativa, dopo quella del primo giorno della settimana che ha chiuso il mese di agosto. La novità di oggi è semmai che Piazza Affari, che ieri era stata tra le Borse meno peggio limitando i danni, oggi sprofonda dell’1,33% sotto i 52.000 punti, appesantita dai tonfi di Stellantis -2,4%, del lusso con Brunello Cucinelli -3,3% e soprattutto del ticket Poste Italiane -3,8% e Telecom Italia -3,6%, quando mancano una decina di giorni alla conclusione dell’Opas, e al momento le adesioni sono ancora piuttosto basse. In rosso tutte le banche, in attesa della zampata finale sul risiko. Ancora in spolvero invece i titoli oil, sostenuti come alla vigilia dallo scatto delle quotazioni del petrolio: Tenaris +1,9%, Eni +1,5%.

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Petrolio ancora sopra i 90 dollari, gas naturale europeo ai massimi da fine 2022

Il greggio difatti prosegue il suo rally anche nella seduta odierna, sulla scia della ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran che ha alimentato i timori di prolungate interruzioni nelle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, produttori come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq riescono tuttora a effettuare le spedizioni. E’ per questo motivo che le quotazioni del Brent si mantengono alte ma non sono ancora esplose ai livelli di qualche mese fa: oggi vale 92 al barile, con il Wti Crude Oil che sale a sua volta in zona 88 dollari al barile. Attenzione anche al gas naturale europeo che già lunedì aveva toccato i 70 euro e che ora viaggia sui 72 euro per megawattora, verso i massimi da dicembre 2022.

In calo oro e argento, T-Bond decennale ai massimi da gennaio 2025

In calo invece oro e argento: il primo oggi scambia sui 4.360 dollari all’oncia, il livello più basso da due settimane, il secondo sotto i 65 dollari. Sui beni rifugio pesa l’incertezza sui tassi d’interesse: attualmente, secondo il CME FedWatch Tool, i mercati scontano una probabilità del 66% di un rialzo dei tassi entro settembre. Sempre più sotto pressione i titoli di Stato, in particolare quelli statunitensi su cui sono puntati i riflettori, ma non solo: il rendimento del Bund tedesco a 10 anni ha raggiunto un massimo da circa 15 anni intorno al 3,34% e il francese decennale è sui livelli addirittura del 2008, mentre il tasso del Treasury decennale è arrivato vicino al 4,8%, ai massimi da gennaio 2025. Questo è particolarmente negativo per Nasdaq e titoli growth, cioè in particolare quelli legati all’Intelligenza artificiale, perché aumenta il tasso di sconto applicato agli utili futuri.

In difficoltà i titoli tech sul Nasdaq. Apple +2,5% col nuovo Ceo

E infatti oggi sia il Nasdaq Composite Index che il super paniere Nasdaq Top 100 hanno iniziato la seduta con perdite intorno all’1%. Azioni molto scambiate come Micron e Sandisk limitano i danni, perdendo circa mezzo punto percentuale o anche meno, ma già Nvidia cede l’1,2% al momento. Oggi molto scambiata anche Apple, nel giorno dell’entrata in carica del nuovo Ceo John Ternus: una svolta epocale, dopo 15 anni di gestione di Tim Cook, che gli investitori premiano con un +2,5%. Da inizio anno la società fondata da Steve Jobs ha guadagnato oltre il 40%. Male invece Tesla che perde il 3% dopo essere stato ieri il titolo migliore, anche Amazon segna -2% dopo la notizia che la Federal Trade Commission, la Commissione Federale per il Commercio degli Stati Uniti, insieme a 22 Stati USA, ha avviato una causa contro Amazon accusandola di aver utilizzato un sistema non trasparente nelle aste pubblicitarie, facendo pagare agli inserzionisti miliardi di dollari in più.

Gli altri listini europei, l’euro-dollaro e lo spread Btp Bund

Ecco come hanno chiuso gli altri listini europei: Parigi -0,4% appesantita a sua volta da Stellantis e dal lusso (Kering -2,7%, Hermes -2,4%), Francoforte -1,1% con un altro flop di Rheinmetall che perde quasi il 3% pure oggi, Londra -0,3%. Oggi sul fronte europeo è arrivata anche la notizia del tasso di inflazione che ad agosto è stato in rialzo al 3,3%, a causa della prevedibile impennata dei prezzi degli energetici. Il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro, portando il cambio sotto quota 1,16. Bitcoin oggi appena sotto i 78.000 dollari, in leggero calo. Pressoché invariato lo spread Btp Bund sugli 83-84 punti base, con il rendimento del Btp decennale superiore al 4,1%.

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