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WhatsApp, il nome utente arriva in Italia: cosa significa, come prenotarlo e cosa cambia per la privacy

WhatsApp apre in Italia la prenotazione del nome utente: ecco come scegliere lo username, a cosa serve e perché permette di chattare senza mostrare il numero

WhatsApp, il nome utente arriva in Italia: cosa significa, come prenotarlo e cosa cambia per la privacy

Con l’arrivo del nome utente, WhatsApp cambia il modo in cui le persone potranno entrare in contatto tra loro. Anche in Italia, infatti, prende il via la fase di prenotazione del nome utente, una delle funzioni più attese della piattaforma di Meta. L’obiettivo è permettere di comunicare con persone, aziende, gruppi o nuovi contatti senza dover mostrare subito il proprio numero di telefono.

La novità non sarà operativa per tutti immediatamente. La prenotazione dello username parte in anticipo, mentre il lancio completo della funzione è previsto nel corso dell’anno. Gli utenti riceveranno una notifica direttamente nell’app quando l’opzione sarà disponibile sul proprio account e nel proprio Paese.

Nome utente WhatsApp: cosa cambia per gli utenti

Il nome utente sarà un identificativo unico collegato all’account WhatsApp. In pratica, invece di condividere il proprio numero di cellulare con una persona appena conosciuta, con un gruppo o con un’attività commerciale, si potrà fornire uno username. Il numero di telefono resterà comunque necessario per registrarsi all’app, accedere all’account e recuperarlo in caso di problemi. La differenza riguarda il modo in cui ci si presenta a chi non ha già il nostro contatto salvato. Quando la funzione sarà attiva, nelle nuove conversazioni avviate tramite nome utente potrà comparire lo username al posto del recapito telefonico.

La svolta è pensata soprattutto per quelle situazioni in cui condividere il numero personale può risultare eccessivo. Succede, per esempio, con persone incontrate a un evento, con colleghi appena conosciuti, in chat scolastiche, gruppi di quartiere, community, associazioni o rapporti con piccole imprese. In questi casi WhatsApp punta a offrire un canale più pratico e meno invasivo.

Nome utente WhatsApp, perché Meta apre le prenotazioni prima del lancio

La scelta di far prenotare gli username prima del debutto definitivo non è casuale. WhatsApp conta oltre tre miliardi di utenti nel mondo e molti potrebbero provare a registrare lo stesso nome, soprattutto se breve, riconoscibile o già usato su altre piattaforme.

Aprire la prenotazione in anticipo serve quindi a distribuire le richieste e a dare agli utenti più tempo per scegliere l’identificativo preferito. Chi non trova libero il nome desiderato potrà ricorrere anche a un generatore automatico, pensato per suggerire alternative personalizzate. La novità interessa anche aziende, creator, professionisti e organizzazioni. Chi usa già un nome riconoscibile su Instagram o Facebook potrà provare a mantenerlo anche su WhatsApp, così da rendere più coerente la propria presenza nell’ecosistema Meta. Per usare su WhatsApp uno username già collegato a Instagram o Facebook potrebbe però essere necessario dimostrare di esserne titolari, anche attraverso il Centro account di Meta.

Come prenotare il nome utente su WhatsApp

Per riservare il proprio username bisogna usare l’ultima versione disponibile di WhatsApp. La funzione sarà distribuita in modo graduale su Android e iOS, quindi non tutti potrebbero vederla subito.

I passaggi previsti sono:

  • Aggiornare WhatsApp all’ultima versione disponibile
  • Aprire l’app
  • Entrare nelle Impostazioni
  • Selezionare la sezione Account
  • Toccare la voce Nome utente
  • Digitare lo username desiderato
  • Verificare la disponibilità e confermare la prenotazione

Il nome utente dovrà rispettare alcune regole. Potrà contenere lettere, numeri, punti e trattini bassi, dovrà essere unico e non potrà superare i 35 caratteri. Dovrà inoltre includere almeno una lettera, non potrà essere composto soltanto da numeri o simboli e non dovrà creare confusione con indirizzi web, per esempio iniziando con “www” o terminando con un’estensione di dominio. Non saranno ammessi due punti consecutivi.

WhatsApp: privacy e sicurezza, niente elenco pubblico degli utenti

La novità più importante riguarda la privacy. WhatsApp non trasformerà gli username in un sistema di ricerca pubblica simile a quello dei social network. Non ci sarà una directory consultabile, non verranno proposti profili da aggiungere e non sarà possibile cercare persone a caso dentro l’app. Per scrivere a qualcuno tramite nome utente sarà necessario conoscere esattamente il suo username. È una scelta che distingue WhatsApp da piattaforme più orientate alla scoperta pubblica dei profili e conferma la natura privata del servizio di messaggistica.

A questo si aggiungerà una protezione ulteriore, opzionale, chiamata “chiave del nome utente”. Si tratta di un codice aggiuntivo che l’utente potrà attivare per limitare ancora di più i primi contatti. In pratica, anche conoscendo lo username, una persona potrebbe dover inserire anche questa chiave per inviare il primo messaggio.

La funzione è pensata per ridurre spam, contatti indesiderati e tentativi di messaggio da parte di sconosciuti. Può essere particolarmente utile per chi sceglie uno username molto riconoscibile, magari identico a quello usato su Instagram o Facebook.

Nome utente, quando sarà disponibile e cosa cambia

La prenotazione del nome utente parte da questa settimana, ma il rilascio completo della funzione arriverà gradualmente nel corso del 2026. WhatsApp informerà gli utenti con un avviso interno all’app quando potranno completare la registrazione o utilizzare davvero lo username per comunicare. Le chat già esistenti continueranno a funzionare come prima. Anche i contatti che hanno già il numero salvato potranno continuare a usarlo. Il cambiamento riguarda soprattutto i nuovi contatti e le prime conversazioni avviate senza scambio diretto del numero.

Per chi preferisce il metodo tradizionale, l’uso del nome utente resterà una possibilità e non un obbligo. La grande novità è che WhatsApp, dopo anni in cui il numero di telefono è stato il centro dell’identità sull’app, si prepara a offrire un’alternativa più riservata. Un passaggio che potrebbe cambiare abitudini quotidiane, rapporti professionali e gestione della propria privacy digitale.

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