A due settimane dalla proposta di nozze alla pari di Banco Bpm, ma soprattutto dell’opas da oltre 30 miliardi di Intesa Sanpaolo, il cda di Mps valuta entrambe le opzioni, ma nel frattempo va avanti per la sua strada, proseguendo con l’integrazione di Mediobanca
Mps: avanti con l’integrazione di Mediobanca
Lunedì 22 giugno i consigli di amministrazione di Mps e delle controllate Mediobanca Premier e di Widiba hanno dato il via libera alla scissione, mediante scorporo, di Banca Mps a favore di Mediobanca Premier, e alla scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Widiba. Giovedì si riunirà il cda di Mediobanca per le delibere di sua competenza.
Entrambe le decisioni sono state prese all’unanimità – fatto non scontato date le numerose frizioni degli ultimi mesi –. e rappresentano il fulcro del piano industriale congegnato dal ceo Luigi Lovaglio che per la riorganizzazione, oltre alla fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, prevede anche l’assegnazione delle attività di corporate & investment banking e private banking, comprese le branch estere e il 13,2% delle Generali all’attuale Premier che sarà denominata “Mediobanca S.p.A.”. Al contempo viene stabilità l’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Widiba e Mediobanca Premier. Il progetto ritrova dunque slancio dopo le battute d’arresto registrate nei mesi scorsi a causa della cacciata e del successivo ritorno di Lovaglio alla guida di Rocca Salimbeni.
Lovaglio lascia la porta aperta sia Banco Bpm che a Intesa
Nel frattempo il board fa il punto sui dossier che fanno di Mps l’assoluta protagonista della seconda fase del risiko bancario italiano, ovvero l’opas da 30,6 miliardi lanciata da Intesa Sanpaolo con il supporto di Unipol e la proposta di integrazione tra pari promossa da Banco Bpm. Le “attività di analisi e valutazione”, fa sapere Mps in una nota, “procedono, con il supporto degli advisor”. Ubs, BofA, Bonelli Erede e White & Case sono al lavoro per affinare la strategia, mentre nel corso della riunione, Lovaglio avrebbe confermato i rumors relativi a contatti con il numero uno del Banco, Giuseppe Castagna.
È dovere del cda del Monte dei Paschi “esaminare tutte le opzioni” sul tavolo, ha affermato Lovaglio intervistato nel corso di una conferenza dei ceo bancari organizzata da Mediobanca. In consiglio “siamo pienamente impegnati ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse degli azionisti e degli stakeholder della banca”, ha proseguito riferendosi implicitamente a entrambe le operazioni. Rispetto alla regola della passivity rule che vincola le azioni di Rocca Salimbeni, afferma che “esiste per proteggere tutti gli azionisti e la rispettiamo” e ribadisce che è dovere del board esaminare “le migliori opzioni” nel loro interesse.
Poi però arriva una puntualizzazione: “Il consolidamento del mercato è importante e salutare ma il deve assicurare che il mercato sia ben servito e per essere ben servito in un Paese ha bisogno di un accesso al credito per famiglie, piccole, medie e grandi imprese. Il mercato – prosegue – dovrebbe garantire una trasmissione rapida dei risparmi all’economia reale e un buon sistema serve bene il Paese se la concorrenza è forte non segmentata e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno”.
Le porte, dunque, restano aperte per tutti, anche se la preferenza del ceo – occorre vedere se condivisa dal resto del board e soprattutto dall’assemblea straordinaria (Mps è sotto passivity rule dopo l’offerta di Intesa) –, sembrerebbe propendere verso l’opzione terzo polo, provando a resistere alla maxi-offerta della prima banca italiana. Impresa più facile a dirsi che a farsi, considerando da un lato che i grandi soci come Delfin e Caltagirone e i fondi internazionali sarebbero a favore dell’opas lanciata a Carlo Messina; dall’altro che Crédit Agricole, primo azionista del Banco con una quota superiore al 22%, potrebbe non essere disposta a perdere il controllo della sua partecipata senza battere ciglio.
Il cda di Rocca Salimbeni si riunirà nuovamente il 16 luglio per esaminare entrambe le opzioni, anche se sembra probabile che decida di esprimersi a inizio settembre, poco prima dell’assemblea di Intesa in programma per il 10 del mese.
(Ultimo aggiornamento: ore 11.31 di martedì 23 giugno)
