È stato rinnovato a Roma l’Accordo Quadro tra Unioncamere, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda per rafforzare la collaborazione su formazione tecnico-professionale e transizione scuola-lavoro nel settore moda. L’intesa, valida per il triennio 2026-2028, conferma e aggiorna il protocollo già in vigore dal 2022 al 2025 e punta a migliorare il raccordo tra sistema educativo e imprese della filiera, con l’obiettivo di ridurre il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro.
Unioncamere-Confindustria: formazione e competenze al centro dell’accordo
Il comparto del Sistema Moda e Accessori Moda, con oltre 50mila imprese e circa 500mila addetti, continua infatti a rappresentare una delle colonne del Made in Italy, sia per occupazione sia per peso produttivo ed export.
Proprio per questo, l’accordo mette al centro alcune azioni operative che vanno dall’analisi dei fabbisogni professionali all’orientamento degli studenti, dalla formazione tecnica alla certificazione delle competenze, fino alle iniziative per facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
In parallelo, l’intesa si inserisce nel lavoro già avviato con la Rete Tam (Tessile, Abbigliamento e Moda), con cui è stato rinnovato un ulteriore protocollo per aggiornare i percorsi formativi rispetto ai cambiamenti del settore.
I commenti
Per Unioncamere, il rinnovo conferma il ruolo del sistema camerale nel favorire l’incontro tra formazione e imprese. Il presidente Andrea Prete ha sottolineato che il sistema camerale è impegnato nel costruire un ponte stabile tra scuola e mondo produttivo, offrendo ai giovani strumenti di orientamento e alle imprese competenze adeguate alla crescita. “Con questo accordo rinnoviamo il nostro impegno a mettere in connessione domanda e offerta di lavoro, perché la qualità del capitale umano è centrale per la competitività del Paese”, ha dichiarato.
Per Confindustria Moda, l’intesa si inserisce nel percorso di rafforzamento della filiera e delle competenze. Il presidente Luca Sburlati ha evidenziato che formazione e ricambio generazionale sono elementi decisivi per la competitività del Sistema Moda italiano, soprattutto in una fase di trasformazione del settore. “Serve un sistema coeso, capace di creare reali opportunità per i giovani e nuove professionalità che uniscano creatività, innovazione, cultura tecnica e competenze digitali, ed è tempo di farlo in modo coeso come sistema Paese”.
Per Confindustria Accessori Moda, il focus resta sulla formazione tecnica e sull’evoluzione delle professionalità. La presidente Giovanna Ceolini ha osservato che la competitività del Made in Italy dipende dalla capacità di attrarre e formare nuovi talenti. “Le filiere della moda e dell’accessorio stanno vivendo una trasformazione profonda: servono giovani preparati, curiosi e pronti a unire sapere manifatturiero e innovazione tecnologica. Con questo accordo lavoriamo per rafforzare i mestieri del futuro, valorizzando le professionalità che rendono unica la nostra manifattura e garantendo continuità a un patrimonio che è, prima di tutto, umano”.
