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Panetta: “Con la guerra rischio di una nuova impennata dei prezzi”. E sull’IA: “Timori comprensibili ma nuove opportunità”

“I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi”: lo afferma il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, parlando all’incontro “L’oro di Napoli” nel capoluogo campano

Panetta: “Con la guerra rischio di una nuova impennata dei prezzi”. E sull’IA: “Timori comprensibili ma nuove opportunità”

“I conflitti in corso rischiano di alimentare una nuova impennata dei prezzi“. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, parlando all’incontro “L’oro di Napoli. Devozione, moneta e fiducia” al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. “Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023″, ha detto.

Per le banche centrali – ha proseguito Panetta – il compito di custodire la fiducia nei momenti di incertezza “passa attraverso la gestione della moneta. La moneta è, in fondo, un patto di fiducia collettiva. Quando paghiamo con una banconota, diamo per scontato che chi la riceve la accetti. Quando mettiamo da parte i risparmi, confidiamo che domani valgano quanto oggi. Questo patto silenzioso tra le persone è antico quanto le prime monete. E le banche centrali, nel tempo, ne sono diventate le guardiane. Essere guardiani di quel patto significa due cose: garantire pagamenti sicuri e preservare nel tempo il valore del denaro, cioè tenere sotto controllo l’inflazione. Entrambi questi compiti sono oggi sotto pressione”.

IA, Panetta: “Timori comprensibili ma nuove opportunità”

Panetta ha poi affrontato anche il tema dell’Intelligenza artificiale dichiarando che giudica “comprensibili” i timori di imprenditori e lavoratori per l’impatto dell’IA sul lavoro ma ricorda come “la storia ci insegna anche altro: le transizioni, per quanto dolorose, hanno generato nuove opportunità, nuove professioni, nuova prosperità”. Il governatore ha quindi sottolineato come “molti si chiedono cosa resterà del proprio mestiere tra dieci anni – e non è una domanda a cui è facile rispondere”. E tuttavia “l’Italia e l’Europa hanno le risorse, le competenze e le istituzioni per affrontare anche questa sfida”.

Il governatore, nel suo discorso introduttivo all’evento, ha ricordato come “nell’antichità, ad Atene come a Roma, l’approvvigionamento di grano dipendeva da rotte marittime lontane; il controllo di quelle rotte divenne uno strumento di potere e, quando venne meno, una fonte di crisi. Le analogie con i problemi legati allo Stretto di Hormuz sono evidenti. E l’ansia che oggi sentono i lavoratori di fronte all’avanzare dell’intelligenza artificiale non è tanto diversa da quella degli artigiani e dei tessitori inglesi durante la rivoluzione industriale”. “L’incertezza è parte integrante della storia, non solo contemporanea. Il compito delle istituzioni – inclusa quella che rappresento – è proprio questo: custodire la fiducia, anche nei momenti di maggiore incertezza” ha aggiunto rilevando come “per le banche centrali, questo compito passa attraverso la gestione della moneta”.

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