L’ultima nota di ricerca di Atradius avverte come gli Stati Uniti siano entrati in una fase strutturalmente protezionistica che difficilmente potrà invertirsi nel breve termine, a un anno dal “Liberation Day” che ha innescato lo shock tariffario. Nonostante gli adeguamenti giuridici e la sentenza della Corte Suprema che ha annullato i dazi imposti in virtù dei poteri di emergenza, gli analisti sottolineano come l’attuale contesto rappresenti un profondo cambiamento strategico in cui gli strumenti commerciali sono utilizzati innanzitutto per perseguire obiettivi geopolitici.
Dazi e geopolitica: un cambio di paradigma strutturale
Il ripristino del quadro tariffario non deve essere scambiato per un ritorno verso barriere ridotte. La tariffa universale temporanea del 10% introdotta ai sensi della Sezione 122, insieme ai dazi settoriali specifici su metalli e automobili, mantiene l’onere tariffario effettivo a livelli elevati. Infatti, con il nuovo sistema l’aliquota tariffaria prevista dalla legge si attesta al 13,9%, sei volte superiore a quella precedente l’inizio dell’escalation.
Atradius osserva inoltre come i dazi stiano rimodellando le catene di approvvigionamento senza correggere il deficit commerciale di Washington. Le imprese stanno reindirizzando i flussi attraverso partner asiatici alternativi e il Messico, mentre gli importatori statunitensi continuano ad assorbire la maggior parte dei costi legati ai dazi. Anziché favorire il reshoring, queste politiche stanno accelerando la frammentazione della catena di approvvigionamento e aumentando le pressioni operative e finanziarie sulle imprese.
IA, semiconduttori e resilienza delle importazioni
La resistenza delle importazioni statunitensi riflette anche il boom degli investimenti in chip ed elettronica. La forte domanda di importazioni di beni ad alta tecnologia legati ad IA e data center è rimasta costante nonostante l’aumento dei prezzi. Ciò è particolarmente evidente nel settore dei macchinari e delle apparecchiature elettriche, dove le importazioni continuano a crescere nonostante il ruolo della Cina si sia ridotto. Le importazioni da Taiwan sono quasi triplicate dal 2024, mentre le spedizioni dal Vietnam sono raddoppiate: la diversione commerciale sta rimodellando i flussi commerciali statunitensi piuttosto che ridurne la dipendenza dalle importazioni.
Prepariamoci a un contesto di medio termine caratterizzato da tensioni commerciali, imprevedibilità politica e aumento dei costi.
