Mentre la politica discute di possibili modifiche al decreto Bollette (in discussione in commissione alla Camera) e dell’impatto della guerra Usa-Iran sull’energia, l’Italia intende proporre all’Ue “di sospendere il sistema dell’Ets in questo momento di rischio di impennata dei prezzi dell’energia, almeno per quella da generazione elettrica”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite del programma radiofonico Non stop news, su Rtl 102.5.
Guerra in Iran e caro bollette, l’Italia vuole sospendere l’Ets
“Gli Ets – ha continuato Meloni – sono praticamente quella tassa voluta dall’Europa che grava sulle forme più inquinanti di produzione di energia. E questo chiaramente ha una sua logica. Il problema che noi continuiamo a porre è che oggi si tiene conto anche degli Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle che inquinanti non sono, anche di quelle rinnovabili. E questa cosa – ha sottolineato – secondo noi non ha senso. Quindi noi chiediamo da sempre di scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, idroelettrico, solare e via dicendo, per abbassare i costi. A maggior ragione penso che dobbiamo tornare a chiedere con forza, in questa fase di emergenza, di sospendere questo meccanismo. Ci sarà un Consiglio europeo tra meno di due settimane ed è una delle proposte che intendiamo portare”.
Iran, ecco perché preoccupa l’impennata dei prezzi dell’energia
Già, perché l’Ue ha già provato a tirare il freno e a rassicurare i cittadini sul caos energia ma non ha potuto negare l’allarme sull’aumento dei prezzi di gas e petrolio. Il protrarsi della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, con la sospensione delle attività degli impianti di Gnl in Qatar e la chiusura dello Stretto di Hormuz “rischiano di determinare conseguenze per i mercati europei”, hanno avvertito la Commissione e gli Stati membri riuniti nei due gruppi di coordinamento sul gas e sul petrolio. L’anno scorso l’Ue ha importato l’8% del suo Gnl dal Qatar – circa undici miliardi di metri cubi – mentre da Hormuz passa il 9% dell’approvvigionamento di petrolio greggio all’Unione e il 40% dei prodotti raffinati. Le riserve di gas sono piene al 30% della capacità e il 70% delle forniture Ue di gas naturale liquefatto arriva da Stati Uniti e Norvegia: Bruxelles, dunque, non teme tagli drastici alle forniture come avvenuto dopo l’invasione russa dell’Ucraina. A preoccupare è piuttosto l’impennata dei prezzi dell’energia che rischia di far ripiombare il Continente in una crisi delle bollette simile a quella vissuta dopo il febbraio 2022.
Meloni: aumentare le tasse a chi specula sulle bollette
“Abbiamo già sentito in queste ore – ha detto ancora Meloni – il presidente di Arera che ha già attivato i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi, ha una apposita task force soprattutto per monitorare i prezzi del gas, faremo tutto quello che possiamo per non darla vinta” a chi dovesse speculare e “sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette“.
Arera: task force per monitorare i prezzi di gas ed elettricità
A fronte delle significative variazioni delle quotazioni registrate nei mercati energetici europei nei giorni più recenti, Arera, come già anticipato il 2 marzo in commissione Attività produttive della Camera dei deputati, ha istituito l’Unità di vigilanza energetica con il compito di monitorare in tempo reale l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al Governo, al Parlamento e alle istituzioni europee gli elementi di analisi necessari per le valutazioni di competenza.
L’Unità opererà con sessioni di aggiornamento giornaliere: una prima ricognizione a fine mattinata – in coincidenza con la pubblicazione del Prezzo unico nazionale da parte del Gestore dei mercati energetici – e una seconda nel tardo pomeriggio, a seguito della chiusura delle contrattazioni sul mercato del gas. Gli indicatori di riferimento saranno pubblicati con cadenza quotidiana sulla pagina principale del sito istituzionale dell’Autorità ww.arera.it.
Sul fronte delle forniture fisiche di gas, l’Autorità conferma che non si rilevano criticità nei livelli di approvvigionamento almeno fino ad aprile: le riserve nazionali di stoccaggio si attestano su valori in linea con i parametri stagionali e i flussi di gas naturale liquefatto (Gnl) risultano regolari e conformi ai programmi di consegna.
Arera sta controllando che i prezzi applicati dagli operatori corrispondano alla reale disponibilità di gas nel Paese. Attualmente le forniture sono regolari e sufficienti al fabbisogno nazionale. Arera ricorda che, ai sensi del decreto legislativo numero 3 del 2026, i contratti di fornitura elettrica a prezzo fisso stipulati con i clienti finali non sono suscettibili di modifica unilaterale da parte del fornitore, né possono essere risolti anticipatamente in senso pregiudizievole per il cliente.
L’Autorità rafforzerà le attività di sorveglianza sul rispetto di tale disposizione, con specifico riferimento alle condotte commerciali scorrette tramite vendita telefonica o porta a porta. I clienti finali che ricevessero comunicazioni di variazione contrattuale non previamente concordata sono invitati a presentare segnalazione allo Sportello per il consumatore energia e ambiente.
Caro bollette, l’allarme dei consumatori
Intanto, si rincorrono gli allarmi e le stime sui possibili rincari. Secondo il Codacons, ad esempio, la situazione in Medio Oriente avrà impatti diretti su prezzi e listini al dettaglio in una moltitudine di comparti, dagli alimentari alle bollette energetiche, passando per trasporti e turismo e arrivando ai mutui, ma per capire il reale peso della crisi in atto occorrerà attendere le prossime settimane e la risposta dei mercati ai nuovi scenari che si delineeranno.
Il Codacons ricorda poi come esistano già oggi strumenti normativi che il governo può utilizzare per limitare gli effetti negativi della crisi sui prezzi al dettaglio. Al momento il pericolo maggiore è rappresentato dai carburanti – spiega l’associazione – I repentini rialzi del petrolio e dei listini alla pompa, infatti, comportano maggiori costi di trasporto per la merce venduta in negozi e supermercati, a partire dai generi alimentari, e influiscono anche sulle tariffe dei servizi legati ai trasporti, come ad esempio i biglietti aerei.
E proprio il comparto aereo, chiamato a recuperare le pesanti perdite subite in questi giorni a causa delle limitazioni al traffico, potrebbe ricorrere ad un incremento generalizzato delle tariffe praticate ai consumatori, con conseguenti rincari a cascata nel settore dei viaggi. Più complesso il caso delle bollette luce e gas – avvisa il Codacons – Chi ha un contratto a prezzo variabile potrebbe presto vedere salire le tariffe delle proprie forniture, con ripercussioni pesanti anche per le attività produttive che scaricheranno i maggiori costi energetici sui prezzi finali dei prodotti.
Iran, effetto guerra sui conti delle famiglie
Il Codacons calcola un aumento di tutte le spese da 614 a 818 euro all’anno, Facile.it prevede 166 euro in più all’anno per le sole bollette, l’associazione delle imprese dei carburanti Unem parla di almeno 10 centesimi in più al litro per il gasolio. Consumerismo denuncia che le imprese energetiche hanno subito tolto dal commercio i contratti luce e gas a prezzo fisso per le imprese, e invita le famiglie a non ascoltare telefonate allarmistiche.
La chiusura dello stretto di Hormuz, da cui passano il 20% del petrolio mondiale e il 25% del gas naturale liquefatto, ha già fatto aumentare i prezzi del greggio e del metano. A cascata, dice Codacons, nei prossimi giorni aumenteranno energia e carburanti, facendo salire da un lato le bollette di luce e gas, dall’altro i costi di produzione e trasporto di tutti i prodotti, e quindi i prezzi sugli scaffali.
L’associazione di consumatori Codacons ha elaborato alcune stime. Una famiglia con due figli in un anno potrebbe spendere 93 euro in più per cibo e bevande, 160 o 165 euro in più per i carburanti (a seconda se ha un’auto a benzina o diesel), dai 210 ai 380 euro in più per luce e gas, 180 euro in più per i trasporti. In tutto, da 614 a 818 euro in più all’anno.
Facile.it è un leggermente più ottimista, e calcola 121 euro in più all’anno per le bollette del gas e 45 per quelle dell’elettricità, 166 euro in tutto. L’Unione nazionale consumatori osserva che il Pun, il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica, da sabato a mercoledì è aumentato del 54,85%, da 107,03 euro al megawattora a 165,74. “Il rischio che le bollette esplodano è concreto”, commenta il presidente Marco Vignola.
Il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, stima “un aumento del 15% sulle bollette del gas dal primo aprile, e un incremento dell’8-10% sulle bollette elettriche degli utenti vulnerabili nel secondo trimestre. Le bollette del gas potrebbero poi stabilizzarsi nei mesi successivi su di un aumento del 5 – 10%, mentre quelle dell’elettricità nel terzo trimestre dell’anno potrebbero stabilizzarsi su di un +5%”.
Consumerismo segnala che le società energetiche nelle ultime ore hanno fatto sparire tutte le offerte a prezzo fisso per luce e gas destinate alle imprese. Un modo per evitare di rimanere agganciati a tariffe basse, in un momento in cui i prezzi di luce e gas aumentano rapidamente, e non si sa per quanto. L’associazione ha anche stilato un vademecum nel quale invita comunque le famiglie a non farsi prendere dal panico. Chi ha un contratto a prezzo fisso fa bene a mantenerlo, chi ne ha uno a prezzo variabile deve controllare bene le variazioni. In ogni caso, non bisogna cambiare operatore d’impulso, e non bisogna fasi spaventare da telefonate allarmistiche, che possono nascondere truffe. Infine, vale sempre il consiglio di stare attenti ai consumi in casa (niente temperature troppo alte) e di cercare il distributore di carburante che fa il prezzo più basso.
