Un sabato d’alta classifica. L’undicesima giornata di campionato, iniziata ieri con la vittoria del Pisa sulla Cremonese (1-0), proseguirà con Juventus-Torino (ore 18) e Parma-Milan (20.45), senza dimenticare le gare pomeridiane Como-Cagliari e Lecce-Verona (15). I riflettori sono puntati anzitutto sul derby della Mole che potrebbe rilanciare Spalletti in chiave scudetto, oppure rifilargli una dura battuta d’arresto. Di fronte ci sarà un Toro in astinenza da stracittadina (la vittoria, come vedremo tra poco, manca da dieci anni), deciso a vendere cara la pelle e dare una soddisfazione ai propri tifosi. Sfida interessante anche nel posticipo tra Parma e Milan, con i rossoneri a caccia di tre punti che varrebbero il primato in solitaria, seppur in attesa delle risposte di Napoli, Inter e Roma, impegnate domani contro Bologna, Lazio e Udinese.
Juventus – Torino (ore 18, Dazn)
In archivio la notte di Champions con un sorriso a metà (risultato deludente, ma buona prestazione), Luciano Spalletti si prepara al suo primo derby della Mole (il numero 211 della storia, 188 in Serie A). La sua Juventus ci arriva con ritrovato entusiasmo e la sensazione di essere tornata in carreggiata, dopo le due vittorie con Udinese e Cremonese e il pareggio con lo Sporting che lascia comunque buone impressioni. La classifica racconta di un sesto posto a quota 18 punti, ma con la vetta del Napoli distante appena quattro lunghezze: un margine minimo, se si considera la partenza complicata e le tensioni vissute sotto la gestione precedente.
Il derby, in questo senso, è il primo vero esame di maturità, perché vincere significherebbe dare continuità al nuovo corso e mandare un segnale forte alla concorrenza. Spalletti si affiderà a un 3-4-2-1 con Di Gregorio in porta, Kalulu, Gatti e Koopmeiners in difesa, Cambiaso, McKennie, Locatelli, Thuram e Kostic a centrocampo, Openda e Yildiz alle spalle di Vlahovic. Anche il Torino, dal canto suo, arriva con il morale alto: il 2-2 col Pisa ha interrotto la serie di successi ma non la striscia utile, salita ora a cinque risultati consecutivi.
Baroni schiererà un 3-5-2 con Paleari tra i pali, Tameze, Maripan e Coco nel reparto arretrato, Pedersen, Casadei, Asllani, Vlasic e Lazaro in mediana, Adams e Simeone in attacco. Difficile sbilanciarsi in un pronostico, anche se la storia degli ultimi anni è a forti tinte bianconere.
La Juventus, infatti, è rimasta imbattuta in 37 degli ultimi 38 derby (27 vittorie, 10 pareggi), con l’unico successo granata datato 26 aprile 2015 (2-1 all’Olimpico Grande Torino). Ancora più netto il dominio nelle stracittadine giocate allo Stadium: 19 gare consecutive senza sconfitte (14 vittorie e 5 pareggi), con i bianconeri che hanno segnato più del triplo dei gol del Toro (43 a 14). L’ultimo successo esterno dei granata in campionato risale addirittura al 9 aprile 1995, quando Ruggiero Rizzitelli firmò l’ormai storica doppietta del 2-1.
Elkann smentisce le voci: “Restiamo pienamente impegnati nella Juventus”
Nessuna conferenza stampa per Luciano Spalletti: il club ha preferito concentrare tutte le attenzioni mediatiche sull’assemblea dei soci, a cui, ovviamente, era presente John Elkann. “Rimaniamo pienamente impegnati nei confronti della Juventus e siamo orgogliosi di esserne l’azionista di controllo da oltre un secolo – ha spiegato l’azionista di maggioranza bianconero, smentendo le voci su una possibile cessione della società -. Sosteniamo il nuovo consiglio di amministrazione e il nuovo management team, poiché la nostra priorità resta quella di coniugare risultati sportivi solidi con disciplina finanziaria. Siamo e siamo sempre stati aperti a idee costruttive da parte di tutti gli stakeholder che condividono la nostra ambizione e la nostra passione per il club”.
Baroni: “Vogliamo fare una partita coraggiosa e incarnare i valori del Toro”
“La storia è importante ed è chiaro che il derby di Torino è di grande sperequazione, come dimostrano i numeri e i dati degli investimenti fatti dalle società o delle differenze – il pensiero di Baroni -. Ma credo che noi dobbiamo portare quel sentimento, incarnare la storia bellissima del popolo granata, del Toro portando in campo una partita di grande forza, sentimento e coraggio. Questo è ciò che dobbiamo fare per provare quest’impresa. Spalletti è un allenatore costante che ha sicuramente toccato i tasti giusti, ma tanto sappiamo che sono forti e quindi dobbiamo guardare a noi stessi: vogliamo portare in campo una prestazione di grande valore, attenzione, compattezza e dedizione. Abbiamo questa grande opportunità di portare questi valori, che poi sono quelli che costruiamo in settimana allenamento dopo allenamento”.
Parma – Milan (ore 20.45, Dazn e Sky)
Vincere e prendersi la vetta della classifica in solitaria, anche se in attesa dei risultati di Napoli, Inter e Roma. Il Milan va a Parma con questo obiettivo, anche per sfruttare la scia del successo con la Roma che ha riportato entusiasmo in un ambiente tornato a sognare in grande. La vittoria ha dato una scossa e restituito fiducia, ora però serve consolidarsi e chiudere al meglio il mini-ciclo con Fiorentina, Pisa, Atalanta, Roma e, appunto, Parma, reso ancor più complicato dai tanti infortuni. A tal proposito Allegri ritrova una pedina fondamentale come Pulisic, tornato in gruppo e a disposizione già per stasera, anche se solo dalla panchina. Il pieno rientro è infatti previsto per il derby dopo la sosta, quando il tecnico potrà contare pure su Rabiot e, forse, Gimenez, anche se qui ci sono meno certezze. Questo significa che il Milan ritroverà qualità e profondità della rosa, due elementi che possono fare la differenza.
Al Tardini vedremo l’ormai canonico 3-5-2 con Maignan in porta, De Winter, Gabbia e Pavlovic in difesa, Saelemaekers, Fofana, Modric, Ricci e Bartesaghi a centrocampo, Nkunku e Leao in attacco.
Sul fronte opposto, il Parma arriva a questa sfida in condizioni critiche: non vince dal 29 settembre e da allora ha inanellato due pareggi e tre sconfitte, l’ultima domenica scorsa in casa contro il Bologna. La classifica inizia a fare paura e Cuesta sa bene che è tempo di far punti per tirarsi su e ridare fiducia al gruppo. Il piano partita prevede un 4-4-2 con Suzuki tra i pali, Delprato, Ndiaye, Valenti e Britschgi nel reparto arretrato, Bernabé, Keita, Sorensen e Benedyczak in mediana, Cutrone e Pellegrino coppia offensiva. Il Milan ha vinto sette delle ultime 10 sfide contro il Parma in Serie A, inoltre i rossoneri hanno segnato in tutte le ultime 18 partite contro gli emiliani nel torneo. L’ultima volta al Tardini, però, sorrise ai padroni di casa, capaci di sconfiggere il Diavolo di Fonseca per 2-1.
Allegri: “Mi aspetto una partita brutta e difficile, il Parma fa giocare male gli avversari”
“Affrontiamo una squadra che ha sempre lottato in tutte le gare che ha giocato – ha spiegato Allegri -. Noi tra Pisa e Cremonese abbiamo fatto solo un punto, quindi bisogna prepararsi bene mentalmente. Non sarà una bella partita perché il Parma ti fa giocare male, mi aspetto una sfida spezzettata. È da Udine che non vinciamo in trasferta, dobbiamo prepararci al meglio, cercheranno l’impresa dopo risultati negativi e noi dovremo correre almeno quanto loro, per poi far venire fuori le qualità tecniche. Bisognerà giocare molto bene tecnicamente e sbagliare poco, a differenza dei primi 35 minuti contro la Roma. Lo scudetto? Se a marzo siamo nelle prime quattro vuol dire che saremo lì attaccati, a quel punto valuteremo le chances da giocarci per raggiungere l’obiettivo o fare qualcosa di più”.
