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Whirlpool mette sul piatto 800 milioni per ridurre il debito e fronteggiare i dazi. Le mosse della cinese Galanz

Il gruppo degli elettrodomestici lancia un’offerta pubblica da 800 milioni di dollari, con il sostegno di grandi partner finanziari, per ridurre il debito e finanziare innovazione e automazione. Pesano margini in calo, mercato saturo e incertezze sui dazi

Whirlpool mette sul piatto 800 milioni per ridurre il debito e fronteggiare i dazi. Le mosse della cinese Galanz

Whirlpool ha lanciato un’offerta pubblica per raccogliere 800 milioni di dollari, destinati a ridurre il debito e a investire in modo deciso in automazione e innovazione. Un ricorso al mercato finanziario decisamente coraggioso, ma soprattutto necessario, accompagnato da partner di “stazza” mondiale. Lo richiedevano dati di bilancio critici, una situazione di estrema incertezza a causa dei dazi “ballerini” di Trump e una dimensione manifatturiera, oltre a strategie e quote di mercato, in costante calo. Tecnicamente parlando, l’operazione si configura secondo questi parametri: un’offerta pubblica di azioni ordinarie e di azioni di deposito collegate alle nuove azioni privilegiate convertibili obbligatorie di serie A.

I partner e il giudizio degli analisti

I partner – Wells Fargo Securities, JP Morgan Securities e Citigroup Global Markets – agiscono come lead joint bookrunning manager per le offerte. Bnp Paribas Securities Corp. e Mizuho Securities Usa agiscono come gestori congiunti del bookrunning per le offerte. Scotia Capital (Usa) Inc. agisce anche come gestore congiunto del bookrunning per l’offerta delle azioni depositarie e co-gestore per l’offerta delle azioni ordinarie. Icr Capital Llc agisce come consulente finanziario di Whirlpool per l’offerta delle azioni depositarie.

I commenti si riferiscono a potenziali problemi di liquidità, a un elevato indebitamento, a un calo triennale del fatturato del 7,8% e a un margine operativo del 4,68%, al di sotto della media storica del 6,28%, oltre che a un mercato ad elevata saturazione con competitor molto forti.

L’offerta Bosch

Nel giugno 2024, Bosch aveva avviato trattative non ufficiali per l’acquisizione di Whirlpool, allo scopo di rafforzarsi sul mercato Usa e con l’intenzione, a seguito della perdurante crisi del comparto automotive, di espandersi in altri settori come quello dei major appliance. Il rifiuto dell’azienda americana e, soprattutto, l’ostilità del governo alla cessione di uno degli ultimi brand tradizionali della casa statunitense avevano interrotto ogni contatto.

Un ostacolo: i tagli all’ambiente di Trump 

D’altra parte, le crescenti difficoltà che Whirlpool – dopo aver chiuso o venduto tutte le filiali fuori dagli Usa – stava incontrando rendevano prima o poi necessari investimenti molto consistenti e continuativi per ammodernare un catalogo superato tecnologicamente ed esteticamente, non in linea con le nuove esigenze di un mercato che richiede apparecchi sempre più efficienti. Proprio sull’efficienza, però, il primo governo Trump, con l’eliminazione di oltre 200 normative Epa a protezione dell’ambiente, e il secondo, l’attuale, con la definitiva eliminazione di quelle restanti, hanno messo in crisi le aziende americane ed estere impegnate in importanti investimenti in ecosostenibilità ed efficienza energetica. Tra queste, più di tutte, Whirlpool.

Whirlpool China alla cinese Galanz

Le novità della società di Benton Harbor non sono finite con questa prima mossa sul mercato dei capitali perché, a stretto giro, è arrivato un altro comunicato che annuncia “la valutazione delle offerte contemporanee ampliate di azioni ordinarie e azioni depositarie”. Si tratta, dunque, di un’evidente accelerazione della ricerca di capitali per sostenere titolo, azienda, investimenti, ma anche di un’ulteriore mossa sullo scacchiere mondiale che segnala difficoltà crescenti. Perfezionata, in questo contesto, la cessione della partecipazione in Whirlpool China al gigante cinese Galanz, suo tradizionale fornitore di elettrodomestici: un accordo da 366,8 milioni di dollari. Dal 2021 la Galanz era diventata proprietaria del 51% della divisione cinese. Con il completamento di parte dell’offerta di acquisto, il restante 10 per cento è diventato interamente di Galanz. Da capire se nel pacchetto c’è anche la cessione della licenza d’uso del brand americano.

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