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Usa-Iran, memorandum per il cessate il fuoco: ecco cosa dicono i 14 punti dell’accordo. Il nodo dei 300 miliardi di dollari

La bozza del memorandum Usa-Iran prevede 60 giorni di negoziati, stop alla guerra, limiti al nucleare, revoca del blocco navale e piano da 300 miliardi. Attesa per la firma venerdì 19 giugno a Lucerna

Usa-Iran, memorandum per il cessate il fuoco: ecco cosa dicono i 14 punti dell’accordo. Il nodo dei 300 miliardi di dollari

Un memorandum in 14 punti, scadenze serrate, impegni militari, garanzie sul nucleare e un piano economico da almeno 300 miliardi di dollari. La bozza dell’intesa tra Stati Uniti e Iran, visionata e diffusa da Bloomberg News e rilanciata anche da Al Arabiya, prova a trasformare il cessate il fuoco in un accordo politico e diplomatico destinato a chiudere definitivamente la guerra tra Washington e Teheran. Il documento, che resta formalmente riservato nonostante le promesse statunitensi di pubblicarne il contenuto, dovrebbe essere firmato venerdì 19 giugno in Svizzera. Da quel momento si aprirebbe una finestra di 60 giorni per negoziare l’accordo finale, con l’obiettivo di consolidare la tregua, fissare nuovi paletti al programma nucleare iraniano e costruire un meccanismo di verifica sull’attuazione dell’intesa.

La bozza non si limita a congelare le ostilità. Prevede la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, il rispetto reciproco della sovranità territoriale, la rinuncia all’uso della forza, il ritiro graduale delle pressioni militari, la riapertura del traffico marittimo e l’alleggerimento delle sanzioni. È una cornice ampia, pensata per passare dalla tregua alla normalizzazione, ma ancora esposta a un contesto regionale fragile.

Dopo l’annuncio dell’accordo, il viceministro degli Esteri iraniano ha affermato che il blocco navale statunitense è stato revocato e le prime navi hanno ripreso il passaggio nello Stretto. Dal G7, il presidente francese Emmanuel Macron ha confermato il piano per una missione navale europea nello Stretto di Hormuz, mentre negli Stati Uniti i media riferiscono dello scetticismo della Cia sulle reali intenzioni dell’Iran in materia nucleare.

Anche il Papa ha accolto con prudenza il passo avanti: “Grazie a Dio c’è almeno questo memorandum”, ha detto, ricordando però che restano “diversi punti da stabilire”. Poi l’auspicio: “Speriamo che la guerra davvero sia finita“.

I 14 punti del memorandum Usa-Iran

  1. La Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati coinvolti nell’attuale guerra, dichiarano, con la firma del presente memorandum d’Intesa, la cessazione immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e si impegnano a non intraprendere da questo momento alcuna azione ostile l’uno contro l’altro, né a minacciare o usare la forza reciproca. L’accordo finale confermerà le disposizioni del presente articolo e dei restanti articoli.
  2. Si impegnano a rispettare reciprocamente la sovranità e l’integrità territoriale e ad astenersi da qualsiasi interferenza negli affari interni dell’altra parte.
  3. Si impegnano a negoziare e raggiungere un accordo finale entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile previo consenso reciproco.
  4. Immediatamente dopo la firma del presente memorandum d’Intesa, gli Stati Uniti revocano il blocco navale e impediscono qualsiasi interferenza o ostacolo nei confronti della Repubblica Islamica dell’Iran, ripristinando il traffico marittimo alla piena capacità entro un massimo di 30 giorni. Il traffico delle navi dovrà essere proporzionato ai volumi precedenti alla guerra per quanto riguarda l’Iran. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dalla conclusione dell’accordo finale.
  5. Con la firma del presente memorandum d’Intesa, la Repubblica Islamica dell’Iran adotterà immediatamente misure per garantire che il traffico delle navi mercantili tra il Golfo Persico e il Mare di Oman, in entrambe le direzioni, torni entro 30 giorni ai livelli precedenti alla guerra, tenendo conto della necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e neutralizzare le mine.
  6. Gli Stati Uniti, insieme ai loro partner regionali, si impegnano a elaborare un piano globale, concordato da entrambe le parti, per la riabilitazione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran, garantendo finanziamenti per almeno 300 miliardi di dollari. Il meccanismo di attuazione di tale piano sarà definito entro 60 giorni come parte dell’accordo finale.
  7. Gli Stati Uniti si impegnano a porre fine, secondo un calendario da concordare nell’ambito dell’accordo finale, a tutte le sanzioni attualmente imposte alla Repubblica Islamica dell’Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le decisioni del Consiglio dei Governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) e tutte le sanzioni unilaterali statunitensi, sia primarie sia secondarie.
  8. La Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. Iran e Stati Uniti concordano che il destino del materiale arricchito e tutte le altre questioni nucleari concordate reciprocamente, comprese le esigenze nucleari iraniane, saranno adeguatamente affrontate nell’accordo finale, che confermerà le disposizioni del presente articolo.
  9. Iran e Stati Uniti concordano che, in attesa dell’accordo finale, manterranno lo status quo: l’Iran manterrà invariato il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni né rafforzeranno la propria presenza militare nella regione.
  10. Gli Stati Uniti si impegnano, immediatamente dopo la firma del memorandum e fino alla revoca delle sanzioni, a far sì che il Dipartimento del Tesoro statunitense rilasci deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, nonché per tutti i servizi connessi, inclusi quelli bancari, assicurativi e di trasporto.
  11. Gli Stati Uniti si impegnano, alla luce dei progressi nei negoziati verso un accordo finale, a sbloccare e rendere pienamente disponibili i fondi e i beni della Repubblica Islamica dell’Iran attualmente congelati o soggetti a restrizioni. Tali fondi, detenuti in conti principali o trasferiti, saranno utilizzati per qualsiasi pagamento finale stabilito dalla Banca Centrale iraniana e saranno completamente disponibili. Gli Stati Uniti si impegnano inoltre a rilasciare tutte le autorizzazioni e licenze necessarie.
  12. Iran e Stati Uniti concordano che sarà istituito un meccanismo di attuazione per supervisionare l’applicazione efficace e il rispetto futuro dell’accordo finale.
  13. Dopo la firma del presente memorandum d’Intesa e una volta ricevute garanzie sull’avvio dell’attuazione degli articoli 4, 5, 10 e 11, nonché sulla prosecuzione di tali misure, Iran e Stati Uniti avvieranno negoziati sull’accordo finale limitatamente agli articoli rimanenti.
  14. L’accordo finale sarà approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Venerdì 19 giugno l’incontro a Lucerna

La firma è attesa al Burgenstock, hotel di lusso sulle montagne che dominano il Lago di Lucerna. Una sede isolata, difficilmente accessibile e quindi adatta ai rigidi protocolli di sicurezza richiesti da un negoziato tanto sensibile. Il luogo è stato indicato dal governo svizzero e, come precisato dal ministero degli Esteri elvetico, è stato proposto dai mediatori pachistani e qatarioti, oltre che da Washington e Teheran.

L’appuntamento dovrebbe aprire la fase decisiva del confronto. Il cuore del dossier resta il rapporto tra programma nucleare iraniano, sanzioni e garanzie economiche. Teheran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari, mentre il destino del materiale arricchito e le altre questioni legate alle esigenze nucleari iraniane vengono rinviati all’intesa conclusiva. Nel frattempo, le parti si impegnano a mantenere lo status quo: l’Iran non modifica il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti non introducono nuove sanzioni né rafforzano la presenza militare nella regione.

Per Washington, la bozza prevede impegni rilevanti. Subito dopo la firma, il Tesoro americano dovrebbe rilasciare deroghe per l’esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e derivati, includendo anche i servizi bancari, assicurativi e di trasporto. In parallelo, gli Stati Uniti si impegnano a sbloccare fondi e beni iraniani oggi congelati o sottoposti a restrizioni, rendendoli pienamente disponibili secondo le indicazioni della Banca centrale iraniana. Solo dopo garanzie sull’avvio di questi passaggi, insieme agli articoli su blocco navale e traffico marittimo, Stati Uniti e Iran dovrebbero negoziare gli altri capitoli dell’intesa.

Il testo guarda anche oltre l’emergenza militare. Gli Stati Uniti, insieme ai partner regionali, dovrebbero lavorare a un piano di riabilitazione e sviluppo economico dell’Iran da almeno 300 miliardi di dollari, con un meccanismo concreto da definire entro 60 giorni nell’accordo finale.

Il memorandum trapelato, dunque, non è ancora la pace. È una bozza, un tracciato negoziale. Ma, se sarà realmente firmato a Lucerna, aprirà il negoziato più importante tra Washington e Teheran dall’inizio del conflitto.

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