Dopo la domenica di fuoco che ha fatto riesplodere il risiko bancario italiano, con la fusione paritaria proposta da Banco Bpm a Mps e l’opas lanciata poche ore dopo da Intesa Sanpaolo sulla banca toscana, i protagonisti della seconda fase si presentano davanti ai microfoni per spiegare la ratio delle loro mosse. Il primo a parlare è stato il ceo di Intesa, Carlo Messina, poi è toccato a Carlo Cimbri, numero uno di Unipol che, se l’offerta avrà successo, rileverà 635 filiali del Monte dei Paschi per girarle a Bper, di cui è primo socio.
Cimbri: “Banco Bpm? Un innamorato disperato”
E se Messina, nella sua conference call con gli analisti, ha descritto la proposta di fusione tra pare di Banco Bpm a Mps “una lettera d’amore”, l’amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri ha definito il Banco “un innamorato disperato” con “poca possibilità di successo”.
Il manager ha smentito il coinvolgimento nell’operazione dell’ex numero uno di Mediobanca, Alberto Nagel, confermando che l’affare Intesa-Unipol-Bper era già stato programmato “da qualche tempo”, mentre, secondo lui, il cda convocato domenica da Piazza Meda rappresentava “un tentativo di anticipare quello già previsto per la sera” da parte di Unipol e Intesa.
Cimbri: “Post offerta oltre il 40% di Mps-Bper, ma non lanceremo opa”
In seguito all’operazione su Mps, ha poi spiegato Cimbri, Unipol “si rafforzerà ulteriormente in Bper. Quando faremo la fusione aumenteremo in modo significativo la quota in Bper”che già oggi per effetto dei derivati, “è al 29,9%”. In seguito alla fusione di Mps e Bper, la quota si incrementerà ulteriormente “di circa il 10% e quindi andremo oltre il 40%“. “Non è nostra intenzione fare un’opa perché noi proporremo una fusione e la fusione se viene approvata con il consenso degli azionisti esenta dall’Opa”, ha poi chiarito, escludendo anche la possibilità di creare un unico grande gruppo assieme a Intesa Sanpaolo e Generali, Cimbri ha chiuso la porta: “Non ci gettiamo nelle ammucchiate, noi siamo dei tradizionalisti”.
Parlando invece della nuova entità, la futura banca, che prenderà il nome di Monte dei Paschi, “sarà molto più grande dell’attuale” e, quindi, non è una storia che si interrompe ma che darà opportunità. Fin quando la banca sarà nella disponibilità di Unipol, non vediamo particolari temi occupazionali, così’ com’è la prenderemo”, ha rassicurato il presidente di Unipol parlando del futuro dei dipendenti di Mps. “Cosa diversa – aggiunge – è quando si dovrà organizzare un eventuale fusione con Bper” ma “non ci saranno azioni traumatiche, anche se oggi è presto per parlarne”.
Cimbri: “Garantiremo lo stesso dividendo a valore di mercato di oggi”
Con l’operazione su Mps di Intesa e con il nostro progetto “agli azionisti che ci seguiranno e aderiranno, garantiremo lo stesso dividendo che a valori di mercato di oggi hanno percepito i vecchi azionisti. Da lì in poi siamo convinti di poter offrire ai nostri azionisti soddisfazioni ancor migliori di quello che è il gruppo oggi, sia quelli di Unipol che di Bper”, ha detto ancora Cimbri.
Cimbri: “Intesa in Generali elemento di garanzia per risparmio italiani”
L’ingresso di Intesa Sanpaolo in Generali rappresenta “un elemento di garanzia per il risparmio degli italiani e penso sia una cosa importante”, ha detto Cimbri a chi gli chiedeva un commento sull’operazione di Intesa Sanpaolo rispetto al Leone di Trieste, sottolineando che quella concordata con Ca’de Sass è “un’operazione fatta da soggetti interamente italiani che godono di una stabilità finanziaria e di governance grazie ad azionisti core italiani“. “
“Noi abbiamo grande rispetto per le istituzioni. Anche per il governo, non solo il Mef’ ma “siamo mossi da un interesse privato dei nostri azionisti, convinti che questa sia operazione sia utile per il sistema finanziario italiano e, quindi, siamo convinti che, chi ha la responsabilità di governare il Paese, possa vederla con fiducia”, ha affermato il presidente di Unipol dopo una domanda su eventuali interlocuzioni con il governo sull’operazione Mps. Nel frattempo, il Mef si è limitato a “prendere atto delle iniziative su Mps di cui è stato informato, che riconoscono la valorizzazione della banca risollevata da una posizione pre fallimentare”.
Quanto al golden power, pur precisando che la domanda andrebbe rivolta a Intesa Sanpaolo (in quanto è il soggetto che lancia l’Opas su Rocca Salimbeni), Cimbri ha spiegato di non aver alcun timore al riguardo.
Cimbri: “Con Lovaglio ci confronteremo”
“Non ho ancora avuto modo di confrontarmi e di parlare con Luigi, ma intendo farlo presto di persona e, qualsiasi cosa deciderà di fare, avrò il piacere di confrontarmi con lui”, ha affermato Cimbri, nel corso della una conferenza stampa, rispondendo a chi gli chiedeva del futuro del ceo Luigi Lovaglio. Ora è presto per dare una risposta sugli assetti”, ha aggiunto.
Dopo Lovaglio, Cimbri ha elogiato anche il numero uno di Bper: “Ho tanta stima per Gianni Papa, che sta facendo un ottimo lavoro in Bper, coerentemente con il mandato che gli è stato affidato”. Quanto a un possibile futuro ruolo dell’ex Mediobanca, Alberto Nagel, nel nuovo aggregato Mps-Bper, Cimbri taglia corto: “Questo lo escludo assolutamente”, ha risposto.
