L’8 agosto come Giornata europea in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro e per la protezione e la dignità dei lavoratori. E’ quanto hanno approvato gli eurodeputati votando una risoluzione in tal senso, legando la data alla tragedia della miniera di Marcinelle di 70 anni fa.
Sorprende però che a fronte di 395 voti a favore, ci sono anche 12 voti contrari e 41 eurodeputati che si sono astenuti. Parlamentari conservatori polacchi, liberali tedeschi (Renew), dell’estrema destra (PfE, ESN), eurodeputati dei Non iscritti. Il loro dissenso o la loro astensione legati alle valutazioni della Commissione in materia di sicurezza del lavoro, visto che il mercato del lavoro sarebbe di competenza nazionale. Comunque, la giornata ha l’obiettivo di sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della sicurezza sul lavoro nel settore pubblico, privato e istituzionale, e andrebbe accompagnata da iniziative concrete nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Il Parlamento chiede alla Commissione non solo di valutare e affrontare i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro associati all’intelligenza artificiale e ai sistemi di gestione algoritmica, ma anche quelli legati ai fattori climatici, come stress termico, eventimeteorologici estremi e inquinamento atmosferico, e a proporre misure preventive e di protezione più efficaci.
Nella Ue, nel 2023, si sono registrati 3.298 incidenti mortali sul lavoro e circa 2,8 milioni di incidenti non mortali che hanno comportato almeno quattro giorni di assenza dal lavoro, con problemi particolarmente gravi nei settori ad alto rischio come edilizia, trasporti, industria manifatturiera e agricoltura.
8 agosto 1956: la tragedia di Marcinelle
La data dell’8 agosto indicata come Giornata europea in memoria delle vittime sul lavoro non e’ casuale. Quel giorno, esattamente 70 anni fa, 262 minatori persero la vita nella tragedia della miniera del Bois du Cazier a Marcinelle. Le vittime provenivano da diversi paesi oggi membri dell’UE, e la maggior parte erano italiane, 136. Poi si contarono 95 belgi e 31 lavoratori di altre nazionalità: un inglese, 5 tedeschi, 8 polacchi, 6 greci, 3 ungheresi e altrettanti algerini, 2 francesi, un olandese, un russo e un ucraino.