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Ucraina: Zelensky oggi da Trump, telefonata con i leader Ue conferma pieno sostegno. Putin avverte: “Pace o forza”

Kiev sotto i bombardamenti più violenti degli ultimi mesi mentre l’Europa ribadisce il sostegno a Zelensky. In vista del faccia a faccia con Trump, i leader Ue insistono su garanzie di sicurezza “specifiche e affidabili” e sull’unità transatlantica

Ucraina: Zelensky oggi da Trump, telefonata con i leader Ue conferma pieno sostegno. Putin avverte: “Pace o forza”

Mentre nella notte tra venerdì e sabato potenti esplosioni hanno scosso Kiev, colpita da uno dei più massicci attacchi russi degli ultimi mesi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si prepara all’incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, confermato per oggi alle 19 italiane (le 11 in Florida) nella residenza di Mar-a-Lago. Si tratta del settimo faccia a faccia in undici mesi, un appuntamento che potrebbe segnare una svolta diplomatica – o un nuovo stallo – nel conflitto.

Secondo quanto riferito dallo stesso Zelensky, il colloquio con Trump sarà incentrato soprattutto sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, nodo centrale di qualsiasi ipotesi di cessate il fuoco o accordo di pace. Alla vigilia del vertice, Zelensky ha affidato a un messaggio su X un avvertimento chiaro: “Sono necessarie posizioni forti sia al fronte che in diplomazia per impedire a Putin di manipolare ed eludere una vera e giusta fine della guerra. Il mondo ha abbastanza forza per garantire sicurezza e pace”. Il presidente ucraino ha ringraziato gli alleati per il coordinamento e ha confermato che, dopo l’incontro con Trump, proseguirà il confronto con i partner europei.

Raid russi su Kiev e Odessa

Sul terreno, intanto, la guerra non rallenta. Oltre a Kiev, nella serata di ieri un attacco russo ha colpito Odessa, provocando gravi danni in diversi quartieri residenziali.

Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale Serhiy Lysak, più di 100 finestre di sette edifici residenziali e tre strutture sociali sono state distrutte. L’area è stata messa in sicurezza e i servizi pubblici hanno provveduto a coprire temporaneamente le aperture danneggiate.

A causa del sovraccarico delle linee elettriche, in alcune zone della città sono state attivate interruzioni di corrente di emergenza. Il trasporto elettrico resta fuori servizio, mentre gli autobus continuano a circolare. Già nelle ore precedenti un drone russo aveva colpito un altro settore residenziale, causando un incendio. Le autorità parlano di infrastrutture energetiche nuovamente prese di mira, con centinaia di migliaia di persone senza elettricità e riscaldamento.

Videochiamata con i leader Ue: Trump non partecipa

Nella giornata di oggi Zelensky ha preso parte a una videochiamata con i leader europei e la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. A differenza di quanto inizialmente comunicato, Donald Trump non ha partecipato al confronto, che ha visto invece la presenza dei vertici dell’Unione europea, della Nato e di diversi capi di Stato e di governo del cosiddetto Gruppo di Berlino.

Al termine del colloquio, il premier polacco Donald Tusk ha sottolineato come vi sia piena convergenza tra gli alleati europei sul fatto che le garanzie di sicurezza per Kiev debbano essere “cruciali, specifiche e affidabili”. La conversazione, ha spiegato, proseguirà dopo il faccia a faccia tra Zelensky e Trump.

Meloni: “Unità tra Europa, Kiev e Usa”

Dalla telefonata è emersa con forza anche la posizione italiana. In una nota di Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito che “mai come in questo momento” è essenziale mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti.

Solo un fronte compatto – ha sottolineato la premier – può mettere la Russia di fronte alle proprie responsabilità e spingerla a dimostrare una reale disponibilità a sedersi al tavolo dei negoziati, ponendo fine a un conflitto che dura ormai da quasi quattro anni.

Von der Leyen: “Pace giusta, sovranità e integrità territoriale”

Sulla stessa linea la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha richiamato l’obiettivo di una “pace giusta e duratura”, capace di preservare la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e di rafforzarne le capacità di difesa come parte integrante della sicurezza europea. Bruxelles, ha assicurato, continuerà nel 2026 a mantenere alta la pressione sul Cremlino e a sostenere Kiev nel percorso verso l’adesione all’Ue.

Trump ottimista sulla pace

Anche Trump si è detto ottimista sulla possibilità di porre fine al conflitto. Intervistato dal New York Post e ripreso dall’agenzia russa Tass, il presidente statunitense ha dichiarato: “Beh, penso che abbiamo buone possibilità di riuscirci. Ho risolto otto guerre, e questa è la più difficile di tutte. Ma credo che ce la faremo”. Secondo Trump, entrambe le parti sarebbero interessate a un accordo di pace: “Penso che [a Kiev] vogliano farlo ora, e penso che anche la Russia voglia farlo. Ma ogni volta che uno vuole farlo, l’altro no”.

Le accuse di Mosca

Dal fronte opposto, il Cremlino alza i toni. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha accusato l’Europa di essere guidata da un “partito della guerra pronto ad andare fino in fondo”, mentre il presidente Vladimir Putin ha ribadito che, se Kiev non accetterà una soluzione pacifica, la Russia continuerà l’operazione militare “con la forza”.

La tappa canadese e il dopo-guerra

Prima di volare negli Stati Uniti, Zelensky ha fatto tappa in Canada, dove ha incontrato il premier Mark Carney. Ottawa ha annunciato nuovi aiuti economici per 1,8 miliardi di dollari, destinati anche alla futura ricostruzione del Paese. Un capitolo che guarda già al dopo-guerra: secondo il presidente ucraino, la ricostruzione dell’Ucraina richiederà tra i 700 e gli 800 miliardi di dollari, con un orizzonte temporale che potrebbe estendersi fino al 2040.

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