Ubs Group ha comunicato di aver completato la migrazione di tutti gli ex clienti di Credit Suisse sui propri sistemi, segnando un passo sostanziale verso il completamento dell’integrazione del concorrente, acquisito con una storica operazione di tre anni fa.
Secondo una nota, l’istituto di credito, concluso il trasferimento dei clienti di Credit Suisse in Svizzera, avvierà ora “la fase finale dell’integrazione”, che include la dismissione di parte dell’infrastruttura IT, e si prevede che “sarà sostanzialmente completata” entro la fine dell’anno.
“Abbiamo trasferito senza intoppi circa 1,2 milioni di clienti a livello globale”, ha detto l’amministratore delegato Sergio Ermotti. “Abbiamo raggiunto un altro traguardo fondamentale nella prima fusione di due banche di importanza sistemica a livello globale e in una delle integrazioni più complesse nella storia del settore bancario. C’è ancora molto lavoro da fare per completare l’integrazione, ma la fine della migrazione dei clienti rafforza il franchise di Ubs e pone le basi per offrire una gamma di servizi ancora più ampia e fluida a tutti i clienti”.
Il risultato finale aiuterà la riduzione dei costi
Il Cfo di UBS, Todd Tuckner, ha spiegato che il completamento della migrazione dei clienti consentirà alla banca di intraprendere l’ultima fase dell’integrazione, ovvero la dismissione dell’intera piattaforma Credit Suisse, un passo che permetterà di risparmiare ingenti somme di denaro. Ubs in precedenza aveva detto che avrebbe avviato a breve una nuova ondata di tagli al personale, già pianificata dopo la dismissione di alcuni sistemi informatici ereditati. La banca si appresta inoltre a chiudere diversi centri di elaborazione dati e data center.
Ubs ha acquisito Credit Suisse nell’ambito di un’operazione di salvataggio orchestrata dal governo e annunciata nel marzo 2023, quando la rivale era sull’orlo del collasso. L’acquisizione ha aumentato le dimensioni di Ubs, ma l’ha anche gravata dell’enorme impegno dell’integrazione di molte attività, il che ha comportato tagli al personale, la dismissione di asset obsoleti e la fusione dei sistemi informatici.
L’istituto di credito svizzero si trova ora a dover soddisfare requisiti patrimoniali aggiuntivi per decine di miliardi di dollari, nell’ambito delle misure governative volte a rafforzare il sistema finanziario. Ubs sta cercando di convincere le autorità ad attenuare le richieste, e si prevede che la decisione venga presa già il mese prossimo. Intanto Sergio Ermotti pianifica le dimissioni: secondo i media l’addio potrebbe arrivare ad aprile 2027, magari durante la prossima assemblea degli azionisti.
